Consigli e tattiche essenziali per la ricerca locale
Consigli e tattiche essenziali per la ricerca locale

Il 2014 si è aperto con una grande quantità di materiale pubblicato sulla ricerca locale e sulle tattiche fondamentali per poter ottenere risultati, in modo rapido, sulle SERP di Google. Solo due giorni fa, sia Search Engine Journal che Search Engine Watch,  hanno pubblicato un video e un set di tattiche essenziali al riguardo.

A scapito però della qualità dei contenuti offerti, sia Mary Bowling , che Adam Dorfman non offrono molto di nuovo rispetto a tutto quanto sia già stato testato e verificato, negli ultimi due anni. Nonostante il palco e un giornalista piuttosto in gamba come John Rampton, la Bowling ha messo sul piatto poche novità: “ottimizzare per la ricerca locale, dice la Bowling, “significa essere trovati da persone nella tua zona che cercano quello che offri“. Giustissimo, ma le tattiche che propone si limitano a due: utilizza le pagine business di Google+ (le conosciamo da un paio di anni, ma piuttosto bene solo da uno…) e metti un indirizzo, un numero di telefono su tutte le pagine del sito e nel footer (altra bella scoperta!).

La stessa cosa si può dire dell’analisi (scarsa) di Adam Dorfman che premette la sua fanfara sulle “4 killer tactics” con una consolazione inappropriata: “quanto poco sia cambiato l’algoritmo che porta ai risultati di una ricerca locale di Google”. Poi afferma giustamente che “Google ha fatto cambiamenti significativi nelle queries che innescano i risultati locali”, ma ricade poi nel banale affermando che “la posizione di Google rimane ferma sulla costruzione di citazioni e la pulizia e l’ottimizzazione di Google Business, Places, Maps e – attenzione – Plus”.

Poche cose, come appunto si diceva, è anche un po’ vecchie, come l’anno appena passato.

Ottimizzare un sito web per le ricerche locali, anche per contesto (es. la ricerca di una “lavanderia a gettoni”, fornirà risultati locali a prescindere, se effettuata con un dispositivo mobile), significa poter disporre di un notevole vantaggio competitivo su un quartiere, una provincia oppure un’intera regione. Per questo motivo la ricerca locale rimane una scelta strategica, che nemmeno le grandi aziende o le catene della distribuzione commerciale, con sedi in diverse località (nel mondo), dovrebbero scartare a priori.

1) Ottimizzare i contenuti per creare un ecosistema sociale
Una strategia SEO per un’azienda, radicata in un territorio o con più sedi in diverse località, deve puntare prima di tutto a ottimizzare il contenuto del sito, del blog e dei post sui social network per costruire e mantenere relazioni stabili con il proprio bacino di utenti / consumatori / lettori.
L’ecosistema sociale di preferenza per le ricerche locali è quello che ruota intorno a Google, che sulle attività locali mette insieme Google Places, Google Map, Google+ Business Page e, per le aziende più grandi, addirittura il Knowledge Graph. È corretto fare quello che dice la Bowling: fornisci a Google informazioni di dettaglio sull’azienda, gli orari di apertura, la descrizione dell’attività e carica anche qualche fotografia significativa.
Ma tieni conto che intorno ai social networks possono ruotare anche un servizio di assistenza clienti, uno per le relazioni con i media, etc. per il quale si adattano meglio Facebook o Twitter a seconda del target del tuo target di clienti. E perché non utilizzare anche Linkedin se hai bisogno di conoscere e integrare nuova forza lavoro?

2) Utilizzare i contenuti come strategia di link building
Non concentratevi sulle queries più lunghe, per dimostrare a voi stessi oppure al cliente finale di essere “primi sui motori” (ogni riferimento a persone, cose o fatti è puramente occasionale).
Sono d’accordo con Dorfman quando dice che “nell’era post Panda e post Colibrì, quello che conta di più è quanto un argomento sia autorevole agli occhi di chi effettua una ricerca e, quindi, agli occhi di Google“.
Non servono quindi tonnellate di analisi delle keywords, per collocarle nelle tonnellate di pagine che un vecchio SEO andrà a posizionare con dovizia nelle solite posizioni chiave: basta un unico contenuto, relativo a un prodotto oppure a un servizio, ben scritto e che possa fornire un aiuto oppure un valore aggiunto a chi lo legge. Solo in questo modo si possono far ritornare i visitatori, ottenere citazioni, poi link naturali e quindi competere per conquistare la palma d’oro della qualità di Google.
Segui questo link per alcuni consigli su come impostare una strategia positiva e di lungo termine per il link building locale.

3) Utilizzare i dati strutturati per le informazioni di contatto
L’utilizzo dei dati strutturati di schema.org nei siti di local business è ancora poco diffuso e in Italia è ancora più raro: questo è il principale motivo per cui, chi li implementa, avrà un sicuro vantaggio competitivo rispetto ai suoi concorrenti.
I microdata servono per arricchire le informazioni sul tuo sito web fornite nelle pagine dei risultati (snippet): per avere nelle 2/3 righe di descrizione, i dati di contatto, le recensioni e tutte le informazioni che vuoi rendere immediatamente disponibili per chi ha effettuato una ricerca. Per l’utilizzo di questi dati ti rimando a tutti i post che abbiamo dedicato alla ricerca semantica e ai microdata.

Hai qualche altro consiglio da offrire per ottimizzare un sito web sui risultati di una ricerca locale ?

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