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5 metriche SEO da conoscere sui tuoi concorrenti nell’e-commerce

Metriche SEO per l'analisi competitiva
Metriche SEO per l'analisi competitiva

Metriche SEO per l’analisi competitiva

Lasciamo da parte, almeno per un giorno tutte quelle tattiche – di black, grey e white hat – da cui veniamo costantemente assordati.

Come non mi stancherò mai di ripetere, e chi ha la pazienza di ascoltarmi ogni giorno sa che – da questo punto di vista – sono un disco rotto, la tattica fine a se stessa è come un mezzo senza il fine e, per ottenere un obiettivo – certo e riscontrabile – occorre pianificazione e strategia.

Se parliamo di e-commerce e di come rendere competitivo e remunerativo uno store elettronico, un ottimo punto di partenza per pianificare una strategia è l’analisi competitiva: detta fuori dai canoni della scienza economica, accumulare il numero maggiore di informazioni sui nostri concorrenti e, soprattutto, su quello che fanno per ottenere visibilità e ritorni in euro, dollari o sterline.

Nel campo SEO, l’obiettivo di una competitive intelligence è quello di misurare la visibilità sui motori di ricerca di tutti i nostri competitors. Per avere un riscontro diretto in numeri e dati da analizzare, Larry Alton (Search Engine Journal) ha pubblicato ieri una lista in 5 punti, che potrebbe tornare utile conservare, come checklist, ogni volta che si affronta una nuova sfida su un determinato segmento di mercato e tipologia di negozio elettronico (dalle piscine da giardino ai quadri d’autore, passando per l’intimo uomo).

1) Mai sottovalutare le informazioni basilari

Per avere informazioni su cosa i tuoi concorrenti stiano pubblicando e come si stiano posizionando rispetto alle tue stesse query, puoi utilizzare il servizio di Google Alerts: qui puoi impostare la query, per chiave di ricerca oppure attraverso il nome dell’azienda concorrente, e ricevere con una frequenza giornaliera un avviso per email oppure in feed. Per ottenere informazioni e notizie legate al tuo settore commerciale è meglio, sostiene Alton, impostare la ricerca sul canale dei blog.

Google Alert

Google Alert

2) Links in entrata

I link in entrata possono farti crescere, ma anche buttarti al tappeto: quello che ci interessa nell’analisi competitiva è verificare quali siano i link in ingresso dei nostri concorrenti, per capire quale sia il loro pubblico e, da quale/i fonte/i derivano il loro PageRank.
Qui Alton rimanda ad un altro link di SEJ che mostra una serie (sono sempre 5) di strumenti per rilevare i concorrenti che ottengono le posizioni migliori rispetto a determinate keywords.

3) Il volume delle keywords e della long-tail

Conoscere i concorrenti principali, dice Alton, potrebbe non essere sufficiente: sicuramente ce ne sono altri che attraggono un volume significante di affari in una nicchia più piccola. Naturalmente non è possibile cercare in modo manuale qualsiasi estensione nella query di ricerca…
Per conoscere dati più approfonditi rispetto ad una serie di keywords generiche, in poche parole tutte le loro possibili code lunghe (long-tail), Alton consiglia un altro link d’annata, dove vengono illustrati 5 (ormai è la “cifra” stilistica) passaggi per un processo per la ricerca di “grandi” parole chiave. Questa ricerca nel campo dell’e-commerce non solo rivela quali prodotti ottengono più attenzione, ma anche dove esistono opportunità di business.

4) Obiettivi e budget del Pay Per Click

Per poter garantire continuità alla visibilità di uno store on line è necessario prevedere un budget e obiettivi di keywords anche nella pubblicità a pagamento. Su questo non si può dare torto ad Alton: i motori di ricerca cambiano con una certa frequenza il modo in cui valutano alcuni siti web rispetto ai risultati di una ricerca organica. Onde evitare montagne russe, con picchi di vendita e cali mostruosi non prevedibili, occorre investire anche in campagne a pagamento basate su obiettivi di keywords.
Prima di incominciare le campagne torna utile sapere quanto i nostri competitor investono in AdWords (ad esempio osservare in quali posizioni compaiono, per dedurre un’offerta 1/2/3 volte più alta rispetto al CPC consigliato) e – soprattutto – rispetto a quali parole chiave. Conviene cominciare ad investire, infatti, sulle keywords non ancora battute dalla concorrenza – ma con un potenziale medio-alto di traffico.

5) Uno sguardo oltre il negozio (?!)

Il quinto punto di Alton, in realtà non contiene una tip, ma giusto una pre-conclusione: l’utilizzo di tutte le metriche SEO descritte, sostiene Alton, può darti immediatamente un vantaggio competitivo rispetto a tutti i concorrenti che non dedicano tempo sufficiente per l’analisi della concorrenza.
Si tratta probabilmente di una forzatura dell’autore per chiudere il cerchio magico dei cinque punti e non rende giustizia di un’analisi competitiva fatta per ispirarsi alle “urne de’ forti” piuttosto che ad una bottega di vicinato. Poi magari è proprio la bottega di vicinato che dovrebbe abbandonare la crisalide e liberarsi nel cielo!

Cerchiamo allora di andare oltre lo stile anglo-sassone e apriamo una finestra di “analisi partecipata”: qual’è stata la tua esperienza nell’analisi della concorrenza? Hai altri strumenti da consigliare per conoscere, monitorare e approfondire ogni aspetto SEO dei tuoi competitors?