5 indizi sul futuro dei motori di ricerca
5 indizi sul futuro dei motori di ricerca

“La cosa più eccitante della ricerca è il modo in cui continua a cambiare e a crescere, costringendo webmaster e digital marketer ad adattare e sperimentare nuove opportunità per massimizzare la loro presenza sui motori di ricerca”: così Marcus Tober, CTO di SearchMetrics (e guest blogger per passione), prende di petto il suo pubblico e annuncia le 5 direzioni in cui i motori di ricerca si stanno evolvendo.

1) Aumenterà la differenza tra risultati desktop e risultati mobile

Secondo i dati di Searchmetrics, più del 25% dei risultati di Google su dispositivi mobili e smartphone sono differenti da quelli visualizzati su un pc, utilizzando le stesse keywords.
Rispetto a quelli visualizzati su un tablet sono diversi solo nell’8% dei casi.

Secondo Tober questa differenza è destinata ad aumentare, mano a mano che i motori di ricerca impareranno qualcosa di più sulle aspettative delle persone quando ricercano su dispositivi diversi.

L’esempio è un classico, ma è calzante: se cerchi la parola “pizza” con un laptop, è facile che tu stia cercando una pizzeria d’asporto e con consegna a domicilio. Se invece la tua ricerca avviene con una smartphone è più facile che tu sia per strada alla ricerca di un ristorante pizzeria dove sederti al tavolo.

2) Nuove integrazioni nel Knowledge Graph

Il Knowledge Graph è un riquadro particolare di risultati che Google ha introdotto, già da un po’ di tempo, per arricchire i risultati della ricerca fornendo informazioni di carattere “popolare” su persone, luoghi e altre cose affianco ai risultati tradizionali: i dati vengono presi da una varietà di risorse on line giudicate affidabili come Freebase, Wikipedia e altre ancora.

L’idea dietro il Knowledge Graph è che l’utente sia in grado di utilizzare le informazioni visualizzate per risolvere le sue questioni, senza il bisogno di passare su altri siti per raccogliere lo stesso materiale. Cerchi ad esempio notizie veloci sull’autodromo di Imola per completare una tua relazione con alcuni dati? Ecco come si presentano i risultati:

Knowledge Graph su Autodromo di Imola
Knowledge Graph su Autodromo di Imola

Le informazioni basate sui fatti e le risposte a domande dirette, secondo Tober, cresceranno sempre di più: quindi se il tuo modello di business prevede di raccogliere e re-distribuire semplici informazioni o fatti on line, sei a rischio…

3) Aumenta il ruolo e l’importanza dei dati strutturati nei risultati della ricerca

Se lo scopo di Google è quello di rispondere ad una query di ricerca il prima possibile, con informazioni più complete e utili e (se possibile) senza richiedere all’utente di uscire dalle pagine dei risultati, allora i dati strutturati, dice Tober, “sono la chiave per fare questo”.

I dati strutturati (o microdata) sono speciali contenitori (tag) che possono fornire informazioni in modo comprensibile per un motore di ricerca. I motori di ricerca, sostiene Tober, utilizzano i dati strutturati per identificare e comprendere il contenuto on line, in modo tale da rifinire i risultati visualizzati per una query specifica. I risultati cucinati con queste informazioni speciali sono meglio noti come rich snippets.

Per un sito di commercio elettronico (come abbiamo già visto) i dati strutturati possono essere utili per includere, nei risultati, il prezzo del prodotto e le sue recensioni. Altri due settori dove i dati strutturati stanno spopolando sono quelli della musica on line e dei siti/blog di cucina.

4) I segnali degli utenti diventeranno più importanti

Negli ultimi anni Google ha incredibilmente alzato la guardia nei confronti dello spam, incominciando a penalizzare schemi di link building sospetti e altri trucchetti, che qualche “consulente” SEO dal cappello nero aveva continuato a utilizzare senza ritegno per prendersi gioco del sistema.

Questo, secondo Tober, significa una cosa importante: i motori di ricerca non abbandoneranno i backlinks (Google no, Yandex sì), ma cominceranno a dare più peso ai segnali degli utenti ovvero ai cosiddetti fattori comportamentali, come il CTR, la frequenza di rimbalzo, il tempo di visita e le visualizzazioni di pagina, per determinare il posizionamento di un sito web.
In sostanza significa che un sito non solo deve piacere all’algoritmo (che continua a contare e a valutare i backlinks), ma deve essere gradito anche agli utenti: se un sito ha un valore altissimo di pagerank, ma una frequenza bassissima di click-through, accompagnata da un rimbalzo del 100% (ovvero l’utente medio vede una pagina e poi esce), si potrebbe incominciare a rischiare, non una penalizzazione, ma un declassamento.

5) Verrà richiesto contenuto sempre più approfondito

Una tecnica di SEO copywriting del passato prevedeva di dedicare ogni singola pagina ad uno specifico contenuto, ottimizzato solo ed esclusivamente per un numero ristretto di keywords.

Oggi la ricerca semantica e contestuale ha preso il sopravvento rispetto alla rigidità di uno schema basato sulle keywords e dobbiamo per questo rivedere la nostra tecnica di scrittura dei contenuti. Non ci si può più limitare ad un contenuto che ruota intorno ad una sola parola chiave e bisogna allargare la copertura di un argomento con approfondimenti e dati intorno a un gruppo di termini/keywords correlate.

I recenti aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca, tra cui Hummingbird, hanno reso Google straordinariamente reattivo alle intenzioni di una query ricerca e potrebbe, per questo, fornire risultati allargati anche ad altri termini correlati.
Facciamo un esempio pratico se digito la parola “piallatrice elettrica”, puoi vedere qui sotto come vengano riportati risultati solo con il termine corretto, che è “pialla”, ma non solo dedicati all’acquisto (intenzione dell’utente). Posto che l’utente non conosce bene il termine di riferimento, Google propone tra i risultati anche un video dove viene spiegato come si utilizza una pialla.

Risultati semantici
Risultati semantici

 

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