Come ripulire il tuo profilo di backlinks (2)
Come ripulire il tuo profilo di backlinks (2)

[Torna alla prima parte]

Come trovare e riconoscere link appetibili per il Pinguino, ovvero puro spam e “non allineati alle linee guida di Google” tra le migliaia di link che puntano al tuo sito?

Riprendo qui la carrellata di Michiel Heijmans (Yoast) sulle possibili fonti di “cattivi” link.

3) Link con testo ancorato sovra ottimizzato

Non è un fatto eccezionale e molti link che puntano a siti web sono costruiti utilizzando almeno il nome di quel sito web come testo del link (anchor text), a volte viene utilizzato lo stesso url.

Quello che però non viene considerato “normale” è un numero spropositato di link verso il tuo sito con parole chiave esatte e non troppo implicite: si tratta infatti di una tecnica “grigia”, fortemente abusata nel tempo e che adesso Google tende a guardare con molto sospetto.

Se nel tempo hai fatto abuso di testi ancorati come “consulente seo”, “esperto seo” e così via conviene dare un’occhiata al tuo profilo e riparare per tempo i danni. A volte succede (ma diciamoci la verità… è un fatto molto raro) che i link arrivino a tua insaputa (c.d. SEO Negativa), ma anche qui l’azione conseguente non cambia: ne puoi chiedere la rimozione totale oppure la sostituzione del testo interno al link.

4) Link all’interno di contenuti schifosi e duplicati

Normalmente i siti web che sono stati creati solo per costruire link, hanno contenuti privi di senso (nel migliore dei casi) oppure è copiato senza alcun guizzo creativo da altri siti.

Ci sono agenzie di black hat, sostiene Heijmans, che creano siti a soggetto per dare solo un’idea di massima del tema e “fingere” una certa qualità nei contenuti: questi siti sono, prima di tutto, potenziali vittime di Google Panda (per contenuti di scarsa qualità e/o duplicati) e questa penalizzazione si riverbera ovviamente sui link che provengono da quel sito, abbassando – come conseguenza – la qualità del tuo profilo di backlinks.

5) Link dalla Russia, quando il tuo pubblico è negli USA

Russia e USA è molto facile che siano incompatibili tra loro, ma la stessa domanda vale la pena di porsela anche in Europa: se il tuo business ha un raggio solo locale o regionale, che senso hanno link provenienti dalla Finlandia? Oppure da network di backlink tedeschi, passati indenni dalle recenti azioni manuali di Google?

Controlla la risposta con sincerità e passa al punto successivo: ora che hai individuato tutti i possibili punti critici del tuo profilo, cosa fare per eliminarli?

Ecco i metodi proposti Heijmans per disabilitare questi link senza sconvolgere i tuoi posizionamenti su Google.

a) il contatto diretto: cerca la pagina di contatto per il titolare del sito web e chiedigli in modo diretto di rimuovere il link. Non lasciare a loro nessuna scelta, ma affronta la questione in modo pacato. Se ti chiedono soldi per la rimozione oppure non fanno assolutamente nulla passa allo strumento Rifiuta Link delle GWT.

b) la rimozione delle pagine linkate: controlla la qualità della pagina a cui sono diretti i bad links che hai rilevato e, se non è buona, rimuovila. In questo modo sarà sostituita con una pagina di errore 404, che non è un bellissimo segnale, ma è sempre meglio di un cattivo link: poi, onde evitare che aumenti troppo il volume degli errori rilevato dal crawler di Google, passa anche questi collegamenti sotto il Rifiuta Link.

c) la rimozione del dominio: soluzione drastica, ma secondo Heijmans, se non vale la pena di investire in un’operazione di pulizia (per il suo volume oppure per un mero calcolo costi/benefici), è l’unica soluzione possibile. Non ha senso, ovviamente, imbarcarsi in questa operazione se non sei stato colpito da nessuna penalizzazione manuale o algoritmica (Pinguino, Panda, Google raters, etc.).

Se hai solo sospetti e nessuna certezza, puoi limitarti a segnalare i link da cui non vuoi ricevere pagerank.

[Fine della seconda parte]

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