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La complessità degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google: segreti, reticenze e bugie

La complessità degli algoritmi di Google
La complessità degli algoritmi di Google

La complessità degli algoritmi di Google

Intorno agli aggiornamenti dell’algoritmo di posizionamento di Google (o presunti tali), si leva ciclicamente una litania che travalica il campo SEO e spesso sconfina oltre la galassia del digital marketing.

Ci sono tutti gli ingredienti per un’ottima narrazione ed elementi di trama che ne garantiscono la serialità.

C’è una ricetta segreta inviolabile, una corte di araldi e portatori di vessilli – vedi la Google Search Spam di Matt Cutts oppure, in sua assenza, la Google Webmaster Central di John Mueller – migliaia di eserciti assedianti (spammer e black hat SEO) e un popolo afflitto ma operoso (white hat SEO), che si inchina ai vessilli per trarne guadagno.

Poi ci sono le promesse tradite…

Tra tutte, continua a far notare – da mesi – Barry Schwartz (Search Engine Land): il riscatto per tutti coloro che undici mesi fa sono caduti nella trappola del Pinguino ovvero nel suo ultimo aggiornamento, classificato come Google Penguin 2.1

Se invece siete caduti nella foresta del Panda, mettetevi il cuore in pace: tutti i corvi messaggeri sono stati esautorati. Quando il Google Panda 4.0 è stato rilasciato, BigG ha dichiarato che non sarà dato nessun ulteriore annuncio sui suoi futuri aggiornamenti.
Secondo Schwartz ci sono buone prove che Google abbia lanciato molto recentemente qualche ritocco al Panda 4.0 e questo potrebbe avvenire mediamente ogni mese.

La complessità di una trama ha il suo prezzo, su questo non c’è ombra di dubbio: ecco un estratto di un post di John Mueller, captato su un forum di discussione dai ragni di Schwartz, dove spiega quanto sia effettivamente complesso l’algoritmo di posizionamento di Google.

“In teoria, scrive Mueller, se un sito è stato colpito da un algoritmo specifico oppure attraverso suoi dati, ed è stato corretto il problema che ha portato a quella situazione, allora è necessario che l’algoritmo oppure i suoi dati siano aggiornati per poter essere in grado di vedere cambiamenti. A volte questi cambiamenti non sono visibili solo dopo un solo aggiornamento, ma è una cosa normale.”

“Ma in pratica, continua Mueller, un sito non cade nel vuoto per colpa di un solo algoritmo. Noi usiamo più di 200 fattori per scandagliare, indicizzare e posizionare. Considerato che si possono presentare alcuni casi dove un sito viene fortemente colpito da un solo algoritmo, questo non significa che non vedrai nessun cambiamento fino a che quell’algoritmo oppure i suoi dati non vengano aggiornati”.

Per esempio, se un sito è stato colpito da un algoritmo contro lo spam nei contenuti e tu sei riuscito a risolvere ogni problema legato allo spam a stai lavorando per rendere il tuo sito fantastico, potresti vedere alcuni cambiamenti nella ricerca anche prima che quell’algoritmo venga aggiornato. Alcuni potrebbero essere effetti direttamente collegati alle modifiche che hai fatto (altri algoritmi, per esempio, rivelano che il tuo sito è notevolmente migliorato), altri invece indiretti (per esempio utenti che apprezzano i tuoi aggiornamenti e lo raccomandano ad altri utenti).

Quindi, nel caso tutto teorico di un sito colpito da un solo algoritmo (caso inesistente, secondo Mueller), dovresti aspettare il rilascio o l’aggiornamento dell’algoritmo per vedere qualche cambiamento legato alla nuova situazione. Nella pratica ci sono più elementi coinvolti e tutti i miglioramenti che implementi nel tuo sito, potrebbero avere effetti visibili anche al di fuori di quell’algoritmo.

“Una cosa che sarebbe bene tenere a mente”, avverte infine Mueller, “è che non importa concentrarsi su singoli fattori di un unico algoritmo, è meglio puntare sulla qualità del tuo sito più in generale, rimuovendo singoli problemi, ma senza caricare con troppe aspettative queste piccole azioni”.

Fuori dai denti, secondo me, Mueller vuole dire: non ti aspettare l’annuncio ufficiale del rilascio di un nuovo Pinguino… Fai i compiti a casa, lavora sodo e, se non hai peccati, tornerai a far parte della “nostra” famiglia…

Sei d’accordo con John Mueller?

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AGGIORNAMENTO 13/09/2014

Forse stimolato da un’onda emotiva di critiche (o posseduto dai riflettori del momento), ieri John Mueller ha deciso di rispondere in modo preciso sulla data di rilascio di Google Penguin 3.0.

“Probabilmente entro il 2014”, così ha sentenziato Mueller (GASP!) durante il Google Webmaster Central office hours hangout, andato in onda ieri pomeriggio in diretta globale per professionisti e non.
Se te lo sei perso ecco qui sotto l’edizione integrale del “question time” di Mueller: