Come evitare un disastro SEO
Come evitare un disastro SEO
“Se qualcosa può andare male, andrà male”.

Mark Monroe (SEORadar) scomoda la famosa legge di Murphy per descrivere lo scenario tipico di un fallimento SEO, quando – nonostante tutti gli sforzi per spingere un sito sui risultati della ricerca – il traffico si riduce quasi a zero.

Ma, per tua fortuna, esiste una lista di problemi noti da controllare nel momento un cui ti accorgi che il tuo traffico dalla ricerca organica sta affondando.

Il modo migliore per evitare gli scenari che seguiranno, ha affermato Monroe durante la sua presentazione all’SMX East, è quello di mantenere controllati questi possibili problemi e intervenire prima che si presentino in tutta la loro forza distruttiva.

1) Problemi di De-Indicizzazione

Quando ti accorgi di un crollo improvviso del traffico in un piccolo intervallo di tempo, la prima cosa da controllare è se il tuo sito sia stato de-indicizzato dai motori di ricerca.

Forse chi lo ha sviluppato si è dimenticato di spegnere i tag noindex/nofollow, nel momento in cui si è passati in produzione.

Oppure la struttura del sito è cambiata e il file robot.txt non è stato aggiornato.

Prima di tutto controlla i sorgenti HTML di alcune delle tue pagine (quelle che prima del diluvio avevano maggiore traffico): ci sono ancora tag noindex oppure nofollow?

Il controllo di questi tag richiede tempo e pazienza (oppure uno script scritto ad hoc per rilevare i tag), mentre per quanto riguarda il robot.txt il controllo è più facile, basta copiarne il contenuto, incollarlo nel tester delle GWT (Google Webmaster Tools) e indicare un URL da testare.

2) Controlla le tue redirect

Le redirect di tipo 301, ricorda Monroe, devono essere utilizzate nel 99,99% di tutte le redirect da impostare sul tuo sito.

Ma nonostante si tratti di un consiglio antico, è un errore che commettono in molti: un errore di questo tipo può interrompere il flusso di link-juice da una pagina all’altra e portare la pagina collegata male in fondo ai risultati di Google.

Le redirect sbagliate non sono facili da individuare, perché bisogna controllare le intestazioni ricevute da un pagina (header) e non basta il contenuto visibile sul browser.

Secondo Monroe, per individuare i sintomi di una redirect fallata è necessario concentrarsi sulle pagine principali, ovvero quelle con il numero maggiore di link provenienti da altre pagine, e verificare per ciascuna eventuali crolli nelle visite.

In secondo luogo controlla il volume di tutte le pagine che nelle GWT vengono segnalate con errore 404 (pagina non trovata).

Sfortunatamente, ammette Monroe, questi problemi emergono solo dopo qualche giorno e non immediatamente: i tempi del report non sono infatti in tempo reale, ma legati al passaggio del crawler.

3) Controlla gli spammers

Ovunque ci sia la possibilità per gli utenti di generare contenuto, si possono annidare uno o più spammer con lo scopo di inondare le tue pagine di contenuti più o meno scabrosi oppure link maliziosi.

I sintomi di questo problema sono abbastanza facili da trovare: la sezione dei commenti del tuo blog è la prima indiziata. Ovviamente ti conviene controllare il contenuto pubblicato prima che ti venga segnalato attraverso le GWT con un’azione manuale oppure come problema di sicurezza.

In questi casi l’utilizzo di un CMS potrebbe facilitare le cose: mantenendo moderati i commenti oppure attraverso plugin che separino le gemme dal guano (purtroppo pochi e privi di efficacia al 100%).

Ecco lo slideshow originale di Mark Monroe:

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