Content Marketing meno Link Building
Content Marketing meno Link Building

Content marketinglink bulding stanno alla SEO, più o meno come l’uovo sta alla gallina (e viceversa): ma il principio nella SEO è sempre l’uovo.

Ecco il tema scelto da Rand Fishkin (Moz.com) per la sua classica lavagna del venerdì: “È possibile fare buona SEO, senza link building?“.

Rand non ha dubbi e dice che è possibile, ma “hai disperatamente bisogno di due cose per questo tipo di strategia: una forte esposizione del tuo contenuto e molto tempo”.

Semplificando in modo un po’ drastico l’algoritmo di posizionamento di Google, questi sono gli elementi da tenere in considerazione: keywords, fattori di pagina, rilevanza su un argomento insieme alla sua qualità e tutti i fattori che Google e Bing misurano intorno alla qualità di un contenuto.

Poi vengono la Domain Authority (DA) e la Link-based Authority, basata appunto sui link che puntano a tutte le pagine di un dominio e che i motori di ricerca interpretano come un segnale dell’importanza di alcune pagine su un particolare dominio.

A seguire abbiamo la Page-level Authority (PA), rilevata da tutti quegli algortimi di cui hai sentito parlare, come PageRank, TrustRank, etc. Gli strumenti di Moz rilevano la DA e la PA, ma come ammette il suo stesso padre fondatore, sono rozze interpretazioni di formule molte più sofisiticate utilizzate dai motori di ricerca.

La lavagna bianca di Rand Fishkin
La lavagna bianca di Rand Fishkin

Infine ci sono altri due elementi che contano, secondo Fishkin, in una buona SEO: i dati, insieme al comportamento, dei visitatori e la spam analysis.

Messi insieme questi sei ingredienti, si ottengono buone chance di posizionamento: ma se ne hai solo quattro, tra cui le parole chiave, la qualità del contenuto on-page, un discreto traffico e non sei uno spammer, quindi senza DA e PA, è quasi impossibile posizionarsi per termini competitivi e neanche molto facile per query a coda media e lunga, forse solo per code molto lunghe.

Come fanno quindi tutti quelli che investono in contenuto, senza investire in link building, a ottenere successo?

Quelli che hanno abbandonato il link building (per scelta o necessità) come attività diretta a cercare contatti a cui proporre i tuoi link, hanno scelto una strategia diversa per attirare link senza doverli chiedere: ecco i punti salienti individuati da Fishkin.

Invece di disperdere energie nella ricerca di backlink, la loro attenzione è tutta concentrata sulla qualità del prodotto e strategie di marketing off e on line, tra cui comunicati stampa, pubbliche relazioni, social media, passaparola, email marketing, etc. etc.
La loro strategia si basa sul fatto che gli utenti potrebbero arrivare da diversi canali, tra cui la pubblicità e la stampa, alternativi ai motori di ricerca: se l’esperienza che l’utente riceve è positiva oppure è ottima la qualità dei prodotti oppure dei contenuti, i link arriveranno naturalmente.

Si tratta di un salto, un salto “folle” secondo alcuni esperti SEO (perchè ci sono anche molte strategie più sottili, rispetto all’acquisizione diretta), ma secondo Fishkin dice che, per qualcuno – ma non per tutti – questa strategia potrebbe funzionare.

L’utopia iniziale, immaginata da Larry Page e Sergey Brin mentre costruivano il loro primo motore di ricerca, era proprio questa: speravano che le persone non avessero cercato di manipolare o prendersi gioco del grafico dei link e che tutti i link fossero citazioni naturali e manuali.

Ecco il video integrale del venerdì di Rand Fishkin:

2 Comments

  1. Beh, io è da anni che spero che succeda questo, non solo Larry e Sergei.
    Il SEO per come è stato interpretato per anni (scambio link e porcate simili) ha portato alla nascita di vere e proprie professioni basate sul truccare gli algoritmi, il cui obiettivo sarebbe quello di promuovere i contenuti migliori.
    Ma prima o poi, con il perfezionamento di Google, questo finirà e i “migliori” trionferanno =)