Errori nel digital marketing (3)
Errori nel digital marketing (3)

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Ecco la terza e ultima parte dell’elenco degli errori critici nel digital marketing, definiti da Adam Lundquist (Search Engine Journal).

ERRORE #3 Stai cercando di raggiungere chiunque

Se cerchi di raggiungere tutti, non raggiungerai nessuno: non lo dice un proverbio cinese, ma il buon senso del digital marketing…

Il consumatore medio, secondo Lundquist, è bombardato da circa 5000 messaggi pubblicitari al giorno: questo significa che i tuoi messaggi nel marketing digitale devono distinguersi ed essere tagliati su misura per il tuo pubblico.

Se la tua start-up cerca di raggiungere un pubblico molto diverso, con un intervallo ampio di esigenze, desideri e bisogni, non sarai poi in grado di mettere in piedi messaggi di digital marketing che possano soddisfare tutti. Inoltre se aumenti il bacino degli utenti, si allarga anche il raggio dei potenziali concorrenti: devi quindi mirare a un pubblico profilato (c.d. nicchia di mercato) e creare messaggi confezionati ad hoc per questo.

Puoi restringere il tuo pubblico secondo indicatori demografici e psicografici.
Gli indicatori demografici sono dati quantitativi come l’età, il genere, la località e il reddito, quelli psicografici hanno invece una natura qualitativa e sono spesso “auto-definizioni” come ambientalisti, investitori, patriottici, etc. etc.

Se il tuo messaggio è diretto ad un pubblico ristretto su base demografica e/o psicografica, otterrai l’effetto di un messaggio scritto appositamente per quel tipo di pubblico: se per esempio di stai occupando di social media marketing per conto di una palestra, il titolo migliore per il loro blog non è “7 cose che la tua attività deve conoscere sul marketing”, ma “7 cose che la tua palestra deve sapere sul Facebook Marketing”…

Confezionare un messaggio per una tipologia specifica di pubblico può aiutare a:

1) Aumentare il CTR (click-through-rate) delle tue campagna PPC (pay-per-click);
2) Aumentare il ritorno sulla spesa per le inserzioni pubblicitarie;
3) Aumentare la frequenza di apertura delle email inviate;
4) Aumentare la quantità dei feedback ricevuti attraverso i social network.

È fondamentale, infine soffermarsi su quale sia il tuo obiettivo reale di marketing: se la tua azienda fornisce un supporto formativo per bambini con prestazioni scolastiche insufficienti, non devi confezionare messaggi diretti ai bambini. I bambini potrebbero anche apprezzare, ma non hanno alcun potere di acquisto… Il messaggio deve quindi essere diretto ai genitori per aprire un canale di dialogo diretto con loro.

Ecco un’interessante risorsa per definire il pubblico su cui mirare.

Un fattore importante, secondo Lundquist, è il tuo limite nel budget.
Se sei una start-up non puoi ovviamente permetterti il sostegno finanziario e di risorse umane delle grandi compagnie e devi, a maggior ragione stare attento a non commettere errori: ma se leghi le tue attività nel digital marketing ai tuoi obiettivi di business, scegli solo canali specifici di digital marketing e miri ad un pubblico profilato, puoi sicuramente evitare i tre errori più comuni (e anche più critici) e aumentare i profitti.

Qual’è stato l’errore più grande che hai commesso e qual’è la lezione che hai imparato? Aspetto i tuoi commenti…

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