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Expedia penalizzata per link non naturali: perdita netta del 25% del traffico dai motori di ricerca

Expedia penalizzata per link scheming?
Expedia penalizzata per link scheming?

Expedia penalizzata per link scheming?

Viaggiare sicuri: oggi vale solo per chi butta tutto dentro una valigia e parte con il primo biglietto che trova in stazione o all’aeroporto!

Per i sistemi di booking on line, utilizzati da alberghi e tour operator, invece, non è un bel momento: dopo l’attacco ai profili G+ di migliaia di alberghi nel mondo, adesso cade – ma “solo” nelle posizioni sui motori di ricerca – Expedia, il principale portale di prenotazione viaggi.

Secondo Barry Schwartz (Search Engine Land),si tratta di una penalizzazione per link non naturali, ma senza una conferma ufficiale di Google non è possibile dire se si sia trattato di una penalizzazione manuale oppure algoritmica (Penguin Driven).

A scatenare l’inferno sui viaggi vacanza è stato un post, pubblicato un mese fa, sul blog di Nenad SEO: qui l’autore accusava Google di prendersela con i deboli (citando, secondo me a sproposito, il caso di AngloRank), lasciando indisturbati alcuni giganti del settore, come appunto Expedia.

Dati alla mano, Nenad dimostra come anche Expedia si stia muovendo seguendo e sviluppando schemi di link che non seguono le linee guida di Google.

I dati di SearchMetrics dimostrano invece che le azioni di Google non guardano in faccia a nessuno e, per quanto spiacevoli e a volte magari spinte dall’invidia del competitor sleale, si abbattono inesorabili proprio sui risultati delle ricerche: il grafico che riportiamo qui sotto dimostra una calo notevole, di circa il 25%. Il declino è dovuto alla perdita di posizioni di alcune keywords basilari, per il settore viaggi e turismo, come: “hotel”,”biglietti aereo”,”noleggio auto” e “vacanze”.

Il calo delle visite su Expedia

Il calo delle visite su Expedia

Le keywords penalizzate per Expedia

Le keywords penalizzate per Expedia

Il posto di Nenad ha fatto discutere parecchio la comunità e su Hacker News è nato un topic su “Come Expedia compra la sua strada per le prime posizioni su Google“.

“Dal numero eccessivo e inusuale di link ricchi di testo ancorato da blog e siti sparsi in internet, afferma Schwartz, sembra proprio che Expedia sia stata penalizzata per l’acquisto di link, nella forma del link scheming. Non è chiaro solo se tutto questo sia stato fatto internamente oppure attraverso uno studio di consulenza SEO, se manualmente oppure attraverso un network di link”.

Se si è trattato di link scheming, commenta infine ironico Schwartz, “Expedia si unirà al club dei grandi siti penalizzati da Google, come è appena successo a RapGenius“, la cui penalizzazione – vale la pena di ricordare – è durata solo 10 giorni!

Quanto tempo impiegherà Expedia per recuperare terreno? Apriamo un box office per le scommesse?!
Please, solo commenti senza schemi di link 😉 in vacanza voglio andare dove mi pare…

P.S: Google, aka Matt Cutts, non ha ancora risposto ufficialmente sul caso Expedia, in compenso il capo della squadra di Search Spam, ha pubblicato proprio ieri sul suo blog l’ultima fatwa sul guest blogging, utilizzato come tecnica scorretta di link building, decretandone la fine – probabilmente anche per via algoritmica.