Matt Cutts su Buzzea
Matt Cutts su Buzzea

Si chiama Buzzea, parla francese – ma ha sede a Dublino – e nonostante la vicinanza con la sede europea di Google, la sua rete di link non passa al vaglio della squadra Anti-Spam di Matt Cutts.

Lo stile dell’annuncio è un classico ed il singolo tweet di Cutts, ormai non fa più notizia…

Il risvolto della storia, ovvero i capi di imputazione e la difesa strappalacrime dei fondatori di Buzzea, offrono però alcuni spunti di riflessione.

Possiamo solo immaginare quale fosse il contenuto dispensato da Buzzea. Da quando, due giorni fa, il sito web è stato pubblicamente additato, i suoi webmaster hanno rimosso ogni contenuto e pubblicato solo due mesti comunicati in francese.

L’accusa è di link scheming: secondo Cutts e co. Buzzea ha creato una rete di backlink (a pagamento), in violazione delle linee guida di Google, per cercare di alterare i risultati prodotti dai suoi algoritmi.
La difesa, invece – a quanto si apprende da chi è riuscito a tradurre i comunicati in francese – è quasi peggiore dell’accusa…

Instant search on Buzzea
Instant search on Buzzea

Buzzea dice di vendere un servizio di qualità per i propri clienti, che “vogliono aumentare la loro immagine e la loro credibilità, avvantaggiandosi della reputazione di bloggers riconosciuti nei loro rispettivi campi per la loro qualità editoriale“.
Anche guest blogging quindi ?! Più che una difesa, sembra una confessione non richiesta… Già ma a quale scopo?

Il seguito del comunicato fornisce qualche briciola di pane in più: “il team di Buzzea vorrebbe chiarire il fatto che noi non siamo la vittima principale di questa decisione, che avrà un impatto su migliaia di bloggers, lasciandoli senza soldi per vivere…”

Non fatevi ingannare dall’intento nobile di salvaguardare lavoro e una vita dignitosa per i “poveri blogger”: il realtà qui il copy prende in prestito Dickens, per parafrasare il non detto… ovvero “muoia Sansone e tutti i filistei!”.

Di sicuro, questo non deve essere un bel momento per tutti i blogger che fino a l’altro ieri lavoravano, ignari e (forse) ben pagati, su conti quasi off-shore irlandesi, pro Buzzea e per conto di clienti terzi: il rischio concreto per loro è il declassamento di pagerank di tutti i loro blog (penalizzazione per contagio).

Certo che, caro blogger, se negli ultimi mesi non sei mai stato raggiunto – nemmeno sfiorato – dalle intenzioni di Google sul guest blogging… cosa posso dirti? Resta in Irlanda, ma abbandona la città!

Inoltre secondo Jennifer Slegg di Search Engine Watch, “non è sorprendente il fatto che Google stia prendendo di mira reti francesi, perchè nel mese scorso ha pubblicato un warning post in francese, mettendo in guardia specificatamente rispetto all’acquisto e alla vendita di link, includendo gli articoli sponsorizzati e i redazionali pubblicitari (advertorials).

Prossima tappa Germania!
Prossima tappa Germania!

Nulla di nuovo, quindi, sul fronte anti-spam: solo nel retweet, Matt Cutts riesce a rialzare la tensione e a creare nuova curiosità. Rispondendo a Jonathan Schikowski, di un agenzia SEO tedesca, assicura che anche la Germania è nel radar di Google per la prossima tournè in Europa.
E se dovesse capitare in Italia, secondo voi, quali sono le reti che dovrebbe prendere di mira ed abbattere? Avete visto che è semplice, no? Non serve una denuncia alla polizia postale (e per cosa poi?!), basta un tweet pubblico a Matt Cutts!

Oppure… Rien ne va plus ?!

4 Comments

  1. It's getting serious. After #Buzzea in France, #eFamous, #rankseller and #teliad is next in Germany? http://t.co/ZWWgFKSbRI #SEO— Christian Metz (@ChrMetz) 3 Febbraio 2014

  2. Probabilmente il prossimo sito colpito potrebbe essere Teliad, così come cinguetta Christian Metz. Staremo a vedere. La cosa certa è che in questi giorni è comparso un ghigno sul volto dei cultori del link-building organico.