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Google attacca anche la Grecia, mentre le sue azioni manuali non convicono gli esperti SEO

I dubbi di Danny Sullivan sulle azioni manuali
I dubbi di Danny Sullivan sulle azioni manuali

I dubbi di Danny Sullivan sulle azioni manuali

È uno di quei rari destini che l’ironia della storia consegna ad alcune nazioni.

Duemila e cinquecento anni fa, la Grecia è stata la culla della cultura e del pensiero scientifico occidentale. Oggi, dopo essere stata messa nell’angolo, qualche anno fa durante la crisi finanziaria europea, la notizia dell’attacco di Google ad alcune sue reti di link fraudolenti è quasi passata inosservata nel marasma generale causato dalla valanga di penalizzazioni piovute su blog di tutto rispetto nel corso dell’ultima settimana.

Mentre il tweet di Matt Cutts sull’azione anti-ellenica, non ha superato i 5 re-tweet, negli stessi giorni si consumava una secca protesta di alcune note agenzie di consulenza SEO nei confronti delle stesse azioni manuali della squadra di Cutts.

Oltre ai casi di MyBlogGuest e di Portent, segnalati nei giorni scorsi e ripresi come esempi ambigui anche da Barry Schwartz (Search Engine Land), negli stessi giorni è andata in onda un’altra penalizzazione eccellente e che ha coinvolto la “clinica” SEO del Doc Sheldon.

Come riporta Danny Sullivan, editor in chief di Search Engine Land, il dottor Sheldon ha scoperto, di recente, di aver ricevuto una penalizzazione diretta contro il suo intero sito ed ha condiviso una lettera aperta rivolta a Google:

GWT - Azione manuale contro docsheldon.com

GWT – Azione manuale contro docsheldon.com

Google ha rilevato la presenza di link non naturali in partenza dal suo sito ed ha applicato un’azione manuale che potrebbe causare “prestazioni non buone nei risultati di Google”.

Le azioni manuali non indicano quasi mai con chiarezza quali link siano parte di una schema e quali no, e – nel caso di Sheldon – non forniscono nemmeno un indizio per capire quale sia il vero problema che ha colpito il suo sito.

La lettera aperta di Sheldon ha, però avuto il merito di aprire una breccia e di suscitare una risposta via twitter del capo in persona della squadra anti-spam (del resto era stato proprio lui in un video a dire che i suoi ragazzi sono disponibili a fornire esempi di link innaturali insieme alla notifica dell’azione manuale).

Nel tweet di risposta Cutts non solo fornisce un indizio, ma cita direttamente il titolo della pagina incriminata: Best Practices For Hispanic Social Networking (le migliori pratiche per i social network di lingua spagnola).

Cutts si sta riferendo a un articolo ospitato sul sito di Sheldon (ahi ahi guest post!) e scritto nel Marzo 2013. Il post contiene due link, solo nella biografia dell’autore, di cui uno di questi diretto al suo profilo Linkedin. L’altro link, che è quello effettivamente incriminato, porta ad una pagina dove è possibile trovare ulteriori risorse e dati sui mercati spagnoli.

I link innaturali su DocSheldon

I link innaturali su DocSheldon

Qualcuno potrebbe argomentare, in difesa di Google, che il testo ancorato sul link è stato arricchito in modo artificioso. Ma, detto tra noi, solo l’occhio clinico e ben allenato di un consulente SEO potrebbe accorgersi di una tale finezza.

Secondo Sullivan, l’azione di Google è stata sproporzionata non solo nel risultato (un intero sito penalizzato per colpa di un solo link), ma anche nelle intenzioni: Cutts si è limitato a cercare nel sito di Sheldon un contenuto non appropriato ed ha trovato, nel guest post sui social network spagnoli, un contenuto non in linea con gli argomenti trattati nel sito di Sheldon, appunto il SEO Copywriting.

In realtà, sostiene Sullivan, il link relativo ai social networks spagnoli non è fuori luogo: il blog di Sheldon non si occupa solo di SEO Copywriting, ma anche di content strategy. In secondo luogo, se Google ha voluto punire un guest post scritto solo con intenzioni SEO (appunto la tipologia che rientra nell’editto del 21 gennaio 2014), lo ha fatto con ben 9 mesi di ritardo rispetto alla sua pubblicazione.

La vicenda apre inquietanti interrogativi a proposito dell’azioni manuali e delle future scelte di Google per ovviare il problema in modo algoritmico:

1) Sarà Google a stabilire il tema principale del tuo blog e comincerà a punirti se andrai fuori tema?

2) Può bastare anche un unico link ultra ottimizzato, su un sito di circa 300 pagine, per causare una penalizzazione che travolga l’intero sito?

Tempo fa ho scritto che il lavoro principale di Matt Cutts era quello di creare buoni deterrenti per spingere tutti i SEO practitioner a buone pratiche… È anche vero che la giustizia umana non è mai infallibile, ma chi controlla i controllori dello spam?!