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Google individua e distrugge un’altra rete di link: Anglo Rank

Matt Cutt su Anglo Rank
Matt Cutt su Anglo Rank

Matt Cutts su Anglo Rank

Vista con occhi smaliziati, sembrerebbe la storia del ladro che si sbraccia per essere braccato dalle guardie e che finisce a piangere, indignato per l’aggressione. Provate a dare un’occhiata a questo sito (Anglo Rank) e capirete, a colpo d’occhio, cosa potrebbe avere spinto Google a calare l’ascia del boia sui suoi contenuti!

Non è solo il copy da battaglia (come il guerriero dell’immagine aziendale) a far rabbrividire, ma il semplice fatto che qualche azienda possa aver abboccato all’amo dell’araldo e aver acquistato il bonus da Commander: 500 HIGH PR LINK alla modica cifra di 480,00 dollari al mese

Matt Cutts, l’uomo forte di Google (e capo del team anti-spam), cita proprio il loro materiale pubblicitario (“NON ci sono assolutamente impronte che colleghino i siti web tra di loro”) per segnalare con un Tweet la sentenza di morte, senza appello, in due parole: “Oh, Anglo Rank”.

Immediatamente sulla rete comincia la caccia ai barbari guerrieri e la domanda che imperversa (immagino tra chi ha la coscienza sporca di aver pagato per quattro link bucati) è: verranno penalizzati tutti i link raccolti da questi opliti della truffa (quindi tutti i siti web a cui puntano) e rivenduti come link di alto valore?

Dalle parti di Search Engine Land, l’editor Matt McGee, lancia una provocazione: “Basandomi sul tweet di Matt Cutts, direi che Google sta per torchiare un’altra rete di link in 3,2,1…”, mentre Ryan Jones rilancia: “Direi che è già stata torchiata, non solo annunciata”. La risposta di Cutts arriva subito e, con la rapidità della falce, smentisce ogni dubbio: “Per essere visualizzati nelle WMT (Webmaster Tools), i messaggi possono metterci alcuni giorni, quindi è difficile prevedere i tempi del post”.

Matt McGee e co. su Anglo Rank

Matt McGee e co. su Anglo Rank

In poche parole Cutts non solo conferma che l’esclamazione “Oh, Anglo Rank” significava espulsione per fallo tecnico, ma anche che ne sono coinvolti tutti quelli che hanno avuto a che fare con questa banda di giullari medievali: alcuni hanno già cominciato a ricevere la notifica di penalizzazione, altri la riceveranno presto.

Non è la prima volta che Google intraprende un’azione manuale così massiccia e veloce contro una rete di vendita fraudolenta di backlinks. Barry Schwartz, dalle colonne di Search Engine Land, riporta la seguente lista di bad networks colpite dalle azioni speciali della squadra di Matt Cutts:
Ghost Rank 2.0, SAPE Links, BuildMyRank.com, Several Thousand, Text Link Ads

Poi, nella stessa discussione aperta da McGlee, ma in risposta a Barry Schwartz, Cutts ammette che Anglo Rank non è l’unica rete di bad link che Google ha individuato: “Stiamo controllando anche qualche altro link”…