La rivoluzione copernicana sull’indice di Google ha inizio…

Mobile-first Indexing: significa che Google utilizzerà solo la versione mobile del tuo sito web (Mobile-First) per determinare i fattori di ranking. Ergo l’indice che utilizza per restituire pagine di risultati sarà unicamente mobile.

Quelli che il mobilegeddon l’hanno superato con una sufficienza non piena… dovrebbero per una volta fare i conti con un presente e un futuro interamente orientato sul mobile.

E senza inveire sulla solita presunta “morte della SEO”, che tanto Halloween è passato e i morti hanno già avuto il loro momento di gloria…

Cosa è successo e come cambieranno i risultati di Google dopo l’annuncio di venerdì 4 novembre 2016?

Fino ad ora, ci dice Doantan Phan (product manager e autore del messaggio sul blog di Google per i webmaster), tutti i segnali di ranking raccolti per valutare la posizione di un sito web nell’indice di Google provenivano dalla versione desktop del sito.

Da adesso in poi Google comincerà a sperimentare un nuovo indice, basato sui risultati della ricerca mobile (index mobile-first) anche quando – per non lasciare nulla al caso – deve restituire risultati sulla ricerca desktop.

In poche parole: caro webmaster (pigro, magari inesperto e quindi incompetente) è finita la pacchia…

Si tratta del giro finale di vite, per cui sintonizza completamente le antenne, e segui i “consigli” del padrone del motore (di ricerca)…

Dal momento che il nuovo algoritmo di Google utilizzerà il contenuto della versione mobile del tuo sito per attribuire un rank alle pagine del tuo sito, analizzando i dati strutturati per formare la snippet (descrizione arricchita da stelle, valori, date, etc.) che mostrerà nei risultati, è necessario che la versione mobile sia identica a quella desktop.

Se hai progettato il tuo sito in modo responsive, non devi preoccuparti di nulla… se invece hai creato due contenitori diversi, comincia a scaldarti i muscoli e preparati a mettere le mani sul codice.

Se non hai mai sentito nulla prima di oggi a proposito di dati strutturati (o tag semantici), è ora di cambiare motore (pensare ad esempio ad un trattore) oppure cominciare a macinare un po’ di conoscenza sul “significato” di semantica.

Una volta acquisito un minimo di dimestichezza (dispensa consigliata) con termini come microdata, schema.org, lo strumento di Google per testare i dati strutturati rimane un tool utile per tutti (anche i più esperti).

Mister Phan dice che si tratta di una fase sperimentale e che i cambiamenti saranno progressivi: ma l’annuncio suona come l’ultima campanella di Google per tutti quelli che il mobilegeddon l’hanno preso un po’ sotto gamba…

Sei d’accordo? Cosa ne pensi?!

One Comment

  1. Il mobile first index sara l’aggiornamento dell indice di Google piu importante degli ultimi 10 anni