7 reti di link penalizzate in Giappone
7 reti di link penalizzate in Giappone

Dall’Europa agli States, attraversando l’Oceano Pacifico, anche l’Impero del Sol Levante subisce la stessa sorte: la squadra anti-spam di Google diretta da Matt Cutts, ha colpito con penalizzazioni manuali sette reti di link in Giappone.

L’annuncio via Twitter, cinguettato questo martedì mattina, mentre in Giappone tutti ancora dormivano, contiene una nota di orgoglio del capo nei confronti della sua unità di ninja e samurai anti-spammer: “Sono incredibilmente orgoglioso della squadra anti-spam giapponese. Negli ultimi mesi hanno agito contro sette reti di link! Questo rende il campo di gioco più livellato.”

Missione compiuta e non solo, la squadra merita addirittura una medaglia al valore…

La punta di orgoglio, molto probabilmente, è dovuta al riscatto di Google Japan, dopo la triste sorte subita nel lontano febbraio 2009, quando fu penalizzata dalla stessa casa madre con l’accusa di aver pagato alcuni blogger per recensire, con opportuni link, alcuni nuovi widget (tra cui ad esempio Google Hot Keywords blog) prodotti per gli utenti giapponesi di Google.

Anche se il caso suscitò un certo scandalo nel mondo SEO, non si trattò di una vera e propria penalizzazione (potrebbe in fondo Google far sparire se stesso dalle ricerche?), ma di un semplice abbassamento del PageRank di Google.co.jp da PR9 a PR5. Le scuse ufficiali di Matt Cutts contribuirono poi a spegnere l’incendio.

Tornado sull’attualità, le conseguenze della penalizzazione di questa settimana sono abbastanza ovvie: tutti coloro che hanno avuto rapporti non protetti con gli spammer giapponesi (ovvero hanno ricevuto link da queste reti) riceveranno una notifica di azione manuale nel loro account di GWT.

Inoltre dovranno fare i conti con lo strumento Rifiuta Link e saranno tenuti a dimostrare di fronte agli inquisitori di Google di aver recuperato credibilità e onore rinunciando a backlink e PageRank facile.

Infine la domanda classica, che ogni volta si pone: quali sono esattamente le reti di link giapponesi che sono state penalizzate?

Se oltre agli elogi e alla lisciate di pelo, il nostro caro Cutts avesse fatto anche qualche nome, per tutti i link builder con occhi a mandorla (ma di religione scintoista) sarebbe stato molto più semplice scoprire il motivo della penalizzazione ricevuta e avrebbe reso molto più agevole il processo di Rifiuto dei link appestati.

Considerando il fatto che sono ben 7 le reti di link colpite, è probabile che sia altrettanto alto il numero dei siti web colpiti dalla penalizzazione: l’unica cosa che sembra sicura è che si tratti di siti locali e di links che sono stati condivisi all’interno dell’arcipelago Giapponese.

Manca un solo continente, a questo punto, nella checklist di Matt Cutts: a quando un’azione manuale e punitiva sulle reti di badlinks del Congo?!

Comments are closed.