Il Pinguino rileva anche i link di qualità
Il Pinguino rileva anche i link di qualità

Si può uscire dalla penalizzazione algoritmica del Pinguino senza eliminare, ne rifiutare link cattivi?!

Chiedilo al tuo esperto SEO di fiducia e ti risponderà scuotendo la testa in orrizzontale…

Chiedilo a John Mueller, il nuovo volto di Google dopo il ritiro a vita privata di Matt Cutts (a volte diplomatico come la Svizzera – di cui è concittadino – altre volte preciso come un orologio dello stesso paese), e lui ti risponderà che… si può fare.

Se sei stato colpito da una rilevazione dell’algoritmo Google Penguin (ovvero tu e/o qualcuno a tua insaputa ha seminato per la strada link troppo ricchi di spam) puoi scegliere tra due strade: rimuovere/segnalare il frutto del peccato oppure concentrarti solo sulla costruzione di nuovi e buoni link.

John Mueller in sostanza dice che il nuovo Pinguino (n.d.R. nato dopo una gestazione di quasi un anno) “analizza i link ad un livello aggregato incrociando tutte le informazioni che abbiamo sul tuo sito”.

Per questo motivo, dice Mueller durante il suo consueto hangout del venerdì, “se l’algoritmo fa una scelta a favore dei link di qualità che hai ricevuto, allora comincerai a vedere un recupero“.

Non è una questione di bilancia, infatti dice che non si tratta solo di un fatto percentuale (es. numero di link buoni superiori a quelli cattivi).

Anche se questo non lo aggiunge, è abbastanza noto – anche secondo i primi test effettuati sul Pinguino – che i link non abbiano tutti lo stesso peso e che il suo valore sia strettamente correlato alla qualità della pagina di provenienza…

La cosa più sorprendente della risposta di Mueller non sta in un possibile recupero su base meritocratica dalla fogna del Pinguino, ma nel fatto che abbia ammesso in modo candido (come la neve sugli abeti) che i link si possono “costruire”…

Con buona pace quindi dei sostenitori del link “earning” e dei link naturali

Ecco il video integrale dell’ultimo hangout di John Mueller.

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