Dove avevo messo la mia Toolbar PageRank ?
Dove avevo messo la mia Toolbar PageRank?

Il primi tweet sono incominciati all’alba, a Shanghai mezza giornata prima e a San Francisco mezza giornata dopo: tra i webmaster del mondo si è alzato subito un gran fermento…

Il punteggio di Google Toolbar PageRank è stato nuovamente aggiornato dopo dieci mesi di stallo e, mentre stormi di corvi neri ne decretavano già la morte e ne celebravano la sepoltura, quel piccolo numero, emblema di valore (a volte solo di inutili scocciature) rinasceva nel cielo, brillando come il passaggio di una stella cometa!

Solo un anno fa sarebbe stata una notizia come tante: l’algoritmo di aggiornamento del PageRank veniva lanciato regolarmente ogni 3/4 mesi e questo comportava di conseguenza anche una possibile modifica nel valore di PageRank attribuito ad una pagina web dalla toolbar di Google.
L’interruzione prolungata è stata giustificata ufficialmente da Google con un’interruzione sulla linea dati che permette di propagare il dato dai server interni di Google alle toolbar dei client collegati: questo solo poco più di un mese fa a Las Vegas. Qui Matt Cutts aveva dichiarato che Google non aveva nessun piano per riparare il “tubo” e che tutto sarebbe stato rimandato al prossimo anno…

Cosa è successo nel frattempo?

Secondo Barry Schwartz di Seo Roundtable e Search Engine Land, dai piani alti di Mountain View è arrivata una spinta, per dare un segnale convincente a tutti quelli che davano il PageRank per spacciato e non più recuperabile.
Sempre Schwartz, però ammette che non si tratta di un giorno felice, perché “i webmaster sono sempre stati troppo ossessionati dal PageRank e la colpa è stata tutta di Google. Nonostante il PageRank sia ancora una parte dell’algoritmo, gli esperti SEO sanno che il valore di PageRank assegnato dalla toolbar è anacronistico e di nessuna utilità“.

Una curiosità da non sottovalutare invece, dal mio punto di vista, è la tempistica dell’aggiornamento delle “barre degli strumenti”: i primi ritrovamenti sembrano quasi scattati in risposta all’annuncio dato due giorni fa dagli ingegneri di Yandex, colosso tra i motori di ricerca russi, di voler escludere definitivamente dal loro algoritmo di posizionamento ogni fattore derivato da una link analysis, ovvero quel fattore che per Google è proprio il PageRank.

Riguardo ai dati rilevati, secondo Jennifer Slegg di Search Engine Watch, sembra che la maggior parte dei siti nuovi, rispetto all’aggiornamento di febbraio, partano da un PR1 o PR2. Mentre altri siti, con un pagerank compreso tra un PR4 e un PR6 non hanno avuto alcun tipo di miglioramento.
Anzi Dave Naylor di Bronco, rincara: “su 100 siti osservati, 90 hanno visto il PR abbassarsi”.

Attenzione però ad ogni speculazione al riguardo: Google vede i dati relativi all’aggiornamento del pagerank di ciascun sito, sui propri sistemi interni su base giornaliera: questo è quello che ha un impatto (sempre nella misura relativa del suo peso) sull’algoritmo, non il valore di PageRank esposto nella Toolbar che è invece pubblico per tutti gli utenti del web.

Comments are closed.