La SEO non è una discliplina solitaria
La SEO non è una discliplina solitaria

Ormai è chiaro che anche i blog del nostro settore hanno bisogno di clamore e rumore eccessivo per imporsi in un “dibattito”, che appare un chiasso assordante.

Nell’ultima settimana, sul filone dell’annuncio di Matt Cutts, a proposito del guest blogging, sui blog di alcuni nostri colleghi (anche americani e inglesi) ne ho lette di tutti i colori: a partire dal classico,”la SEO è morta“, fino a note più articolate, riassumibili in “la SEO è risorta, ma solo su Google+“.

Tutti i commenti, uniti e solidali di fronte al nuovo dramma: Google vuole impedire (sai che novità) l’utilizzo di metodi scalabili, ovvero applicabili su larga scala per mezzo di algoritmi, per influenzare i risultati del suo algoritmo di posizionamento.

Se hai un blog su wordpress e ricevi centinaia (o solo decine) di commenti-spam al giorno, hai già capito di cosa si sto parlando… Personalmente trovo giusto che Google si ponga il problema di come distinguere commenti genuini, puntuali e pertinenti da commenti che non portano alcun valore al post (se non inutili complimenti e un bel profilo di nome seo ranking).

Poi, come nei pastoni politici del telegiornale, la settimana scorsa è nuovamente finita nel tritacarne, l’annosa questione delle correlazioni tra SEO e social media, tradotto nella domanda più ruspante: ma i likes su facebook e i followers su twitter, possono influenzare il posizionamento sui motori di ricerca? La risposta di Matt Cutts è stata un secco: “No“. Ciononostante, anche qui ricami e supposizioni dei mille esperti in materia, hanno inondato la rete.

Se segui questo blog per cercare di capire o approfondire aspetti che non conosci a proposito della SEO, vorrei cercare di chiarire alcuni punti:

1) La SEO non è una disciplina per eremiti e non può essere considerata come una mera tecnica “informatica”: la SEO è un tassello di una più ampia strategia di comunicazione ed è uno strumento, essenziale (ma non unico), del digital marketing.

Cerco di spiegartelo con parole più semplici, la SEO non è un gioco di keywords: ovvero trovare la sequenza di parole che funzioni meglio (ovviamente tra quelle meno inflazionate nelle ricerche) e arricchire, con spruzzate di parole chiave, il contenuto delle tue pagine.
Posto che, nell’era della ricerca semantica, le keywords hanno perso parecchio appeal, la ricerca dei termini da correlare ad un prodotto, un servizio oppure un contenuto informativo è parte integrante del lavoro di chi progetta e scrive per il web.
Prima della sequenza di parole, è più importante analizzare il profilo di utente a cui è rivolto il messaggio e gli obiettivi da raggiungere: solo a questo punto la consulenza di un esperto SEO può aiutarti a capire come rendere fruibile il tuo contenuto agli utilizzatori di un motore di ricerca e ai famigerati “crawler”.

2) Anche i social media sono solo un tassello di una strategia comunicativa: insieme alla SEO condividono la funzione di aumentare la visibilità dei contenuti di un sito web, ma hanno tempi e modi di azioni diversi.
Non sappiamo nulla riguardo ad una loro possibile influenza sui risultati di un motore di ricerca. Le notizie, di cui sopra, di sicuro non rinforzano le tesi possibiliste, ma  – secondo me – non è questo il punto. I social media (tutti, Linkedin e Pinterest compresi) servono per fornire informazioni immediate e testare nel breve termine la qualità dei nostri contenuti.

La SEO invece serve a consolidare nel lungo termine contenuti di qualità: è chiaro che se un post assume una certa popolarità sui social media, questo potrebbe aiutare il suo posizionamento sui motori di ricerca, ma non è rilevante… Se è diventato popolare, significa che è un contenuto interessante, condivisibile e che ha raggiunto il suo pubblico/obiettivo.

I social network sono utilissimi per individuare la/le nicchia/e di pubblico: il grande vantaggio è che qui puoi conoscere direttamente le persone che cerchi (non solo segmenti anonimi) e sono la cartina di tornasole per capire quanto successo ci si potrebbe aspettare poi, nel lungo termine, dai motori di ricerca.

Pensi anche tu che la SEO non sia una disciplina solitaria?
Quali sono, secondo te, le discipline trasversali che un consulente SEO non può non conoscere o non aver mai praticato? Le puoi scrivere in ordine di rilevanza ? Es. 1) comunicazione, 2) marketing  3) psicologia del linguaggio 4) bonton, 5) etc.

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