Content Marketing e Link Building
Content Marketing e Link Building

Non capisco per quale motivo alcuni esperti SEO di oltre oceano si stiano sempre più accalorando cercando di spiegare come il content marketing non abbia alcuna relazione con il link building e viceversa.

Circa un mese fa, è stato Jon Ball (Search Engine Watch) a scagliare la prima pietra. Ieri al coretto degli amanti delle discipline dogmatiche e solitarie si è aggiunta anche una voce femminile, Erin Everhart (Search Engine Land).

L’articolo, dopo un’attenta lettura, appare come un fantastico esempio di corto circuito tra premessa, svolgimento ed epilogo: prima li separa, poi li ricombina e poi, in coda, cerca di salvare nuovamente le ipotesi riconducendo su binari separati il lavoro di chi scrive, dal lavoro di chi cerca link…

A leggere tra le righe il tutto, sembrerebbe un dialogo tra baroni universitari che cercano di distinguere il proprio profilo (e difendere con le unghie la cattedra correlata) tra temi di “antropologia culturale” e argomenti di “etnologia della cultura”…

Ogni campagna SEO, da quando è nata come strategia per l’ottimizzazione dei risultati nella ricerca organica (e non da quando Google ha ristretto la sua manichetta), presuppone, da un lato, la presenza di contenuti mirati su una specifica nicchia di prodotti, di servizi o di semplici informazioni e, dall’altro, il giudizio che proviene da utenti, webmaster e blogger veicolato – se positivo – nella forma di un link verso questi contenuti.

Come si può definire l’attività di preparazione e confezione di questi contenuti? Se devono essere diretti verso una specifica nicchia di utenti/consumatori è ovvio che, coloro che si occupano di questo, debbano avere qualche “piccola” nozione di marketing, per definire un segmento e un preciso target di riferimento (idealtipo che, in inglese, viene chiamato persona): come definire quindi questa attività se non con il termine Content Marketing?!

È vero che spesso ci si innamora più delle etichette, che dei fondamenti di una professione: ma è anche vero che c’è molto marketing nella professione SEO, unito ad una solida preparazione tecnica nel web design e ad una sana apertura mentale che faciliti le relazioni sociali.

I contenuti sono importanti, ma – come ho più volte ribadito da questo blog – la loro forma HTML è indispensabile per spiegare ad un robot (leggi crawler), non solo ad un utente, quali porzioni sono rilevanti (page title, h1, etc), cosa descrive un’immagine (alt e img title) e a quali contenuti è diretta una determinata pagina (link title).

Bene, dove si colloca allora il link building? Su un altro pianeta? I copywriter sono marziani e i link builder venusiani?!

Posto che i link, intesi come giudizio di altri webmaster o blogger, debbano essere acquisiti tutti in modo naturale, possono essere sganciati dal contenuto a cui si riferiscono?!
Nemmeno il primo link, quello che fa partire il “gioco della SEO“, può essere cercato a prescindere dal contenuto: anche se in un momento di assoluta mancanza di creatività non potresti fare a meno di rivolgerti a Yelp, Pagine Gialle (or similia), ti conviene cercare con attenzione la categoria merceologica a cui appartiene l’attività che devi promuovere…

Esistono tecniche e tattiche che possono facilitare la crescita di una galassia di backlink intorno al nucleo centrale del tuo sito, ma sarà sempre la qualità del tuo contenuto e la sua capacità di attirare (a volte anche di respingere) commenti, opinioni e recensioni, il motore principale del link building.

Tutto questo rimane anche quando la SEO è un gioco di squadra: copywriter e link builder non lavoreranno mai in due uffici separati, ma intorno ad uno stesso tavolo!

E tu cosa ne pensi? Se d’accordo con me oppure vorresti ancora – come vorrebbero gli americani – una società iper-fordista, dove i pezzi che escono da un’officina debbano per forza essere verniciati in uno stabilimento distante 100 miglia?

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