Local SEO senza content marketing
Local SEO senza content marketing

Il content marketing non è tutto, non solo perché ci possono essere valide alternative ai contenuti (in tutte le possibili forme multimediali), ma anche perché, quando si tratta di local SEO, i budget limitati e la scarsità di copywriter limitano di fatto la possibilità di sviluppare contenuti troppo approfonditi.

Lo sostiene Pratik Dholakiya (Search Engine Watch) con 8 semplici consigli SEO per la ricerca locale: un contributo innovativo, perché se tutti sottolineano l’importanza del contenuto, l’autore dell’articolo suggerisce di lasciarlo un attimo da parte, perché “c’è molto di più nella SEO che il solo contenuto” e i suoi 8 punti riguardano altro.

1.Trova un’alternativa al contenuto

Detto in altri termini: smetti di pensare al contenuto in modo astratto e cerca invece di produrre qualcosa che sia utile per i tuoi utenti. Non è un caso se i siti di maggior successo sul web siano community, giochi o servizi utili. Smettila di cercare il “contenuto sorprendente” e cerca invece il contenuto che risponda alle domande dei tuoi lettori. Crea un’applicazione che risolva un loro problema (anche se questo necessita di un piccolo investimento, porterà un grande risultato). Oppure, se hai dei clienti fedeli in una determinata zona, crea una community locale per favorire l’interazione fra loro e con la tua attività. Oggi è semplice e alla portata di tutti, anche grazie a strumenti come Discourse e Moot.

2. Smettila di sovra-ottimizzare il tuo nome di dominio

Ti hanno detto di chiamare il tuo sito www.tendedasolebologna.it, così il tuo nome sarà ai primi posti quando un possibile cliente cerca su Google “tende da sole a Bologna”. Purtroppo questo non è più del tutto vero. Infatti sempre più persone hanno inserito “tende da sole” nel loro nome di dominio, proprio come hai fatto tu, e questo porta te più in basso nei risultati (e non aiuta neanche loro).

Cosa fare quindi? Conviene sempre di più usare il nome del tuo brand come nome di dominio. Per fare un esempio, se le persone cercano “tende da sole”, Google non è sicuro che cerchino proprio te, ma informazioni generali sul prodotto. Se invece cercano “RossiTende”, il nome della tua attività, Big G lo considererà un segnale di interesse specifico per il tuo brand e farà salire il tuo nome anche nei risultati di ricerca correlati, cioè quando l’utente cerca “tende da sole Bologna”. Per citare Mr. Pratik, “è meglio essere Nike.com, non scarpedacorsa.biz”.

3. Costruisci un sito Responsive e migliora la User Experience

Il responsive web design porta vantaggi a livello SEO (oltre ad essere più gradevole per l’utente). Questo significa smettere di abusare di slideshow, photogallery, link social e animazioni in Flash, che scorrono sulla home confondendo il lettore. Possono essere esteticamente attraenti, ma l’utente fa più fatica a trovare le risposte che cerca visitando il sito del tuo ristorante, che saranno probabilmente “cosa si mangia?”, “quanto costa?” e “come ci arrivo?”.

Cerca di metterti nei panni dei clienti e chiediti cosa cercano quando arrivano sul tuo sito. Fai in modo che sia di facile lettura anche da Mobile, non hai idea di quante persone cerchino “ristorante a Milano” mentre sono in giro il sabato sera (e quante NON verranno da te se il tuo sito si vede male da smartphone). Metti in evidenza prezzi e prodotti, il numero di telefono e l’indirizzo, un semplice form di contatti. Altri contenuti interessanti per gli utenti possono essere il tuo blog, eventuali video, le recensioni dei clienti, certificazioni e citazioni di personaggi autorevoli.

Ricorda comunque che il 94% degli utenti che considera un sito inaffidabile lo fa per motivi legati al design. E Google non indicizza i siti considerati inaffidabili dagli utenti.

4. Ottimizza i fattori on-page

La prima cosa da fare è scegliere con cura le parole chiave. Per farlo, puoi usare lo strumento Keyword Planner di Google AdWords. Qui puoi trovare tutto quello che è stato scritto su parole chiave e posizionamento su questo blog.

Una volta scelte le giuste keywords, ricordati di ottimizzare:

–        Title. Non riempirlo di parole chiave, ma usa il nome della città e una parola chiave (o un suo sinonimo);

–        Meta Description. È lo snippet che compare nei risultati di Google: deve fornire una descrizione del contenuto della pagina e invogliare gli utenti a cliccarci. Deve stare sotto i 160 caratteri e mai – ripeto mai – essere uguale per più pagine, si rischia una penalizzazione;

–        I titoli. Sono gli h1, h2, h3: è meglio che contengano parole chiavi, ma devono sempre sembrare naturali (e avere attinenza al contenuto dell’articolo);

–        Immagini. Inserisci le parole chiavi nella didascalia, nel title e nell’alt delle immagini del tuo sito, anche questo è utile per il posizionamento;

–        Link interni. Ogni pagina del tuo sito deve essere raggiunta da almeno un link su un’altra pagina del sito stesso. Cerca di creare un “percorso naturale” di lettura per i tuoi utenti, evitando di far raggiungere le pagine solo dal menu principale;

–        Google + Authorship. Se funziona correttamente, la Google Authorship dovrebbe far comparire la foto dell’autore (in questo caso la tua) di fianco ai risultati di ricerca del tuo sito e invogliare gli utenti a cliccarci. Se invece non funziona più bene dopo l’Authorshipocalypse, leggi qui come ripristinarla;

–        Markup di Schema.org. Il linguaggio di mark up è sempre più importante per Google e lo è ancora di più per un business locale, perché permette di indicizzare in modo preciso indirizzo e contatti. Alcune info in più per utilizzo dei Micro-dati;

–        Tempo di caricamento della pagina. Un tempo di caricamento troppo lungo è uno dei motivi per cui gli utenti abbandonano le pagine del tuo sito e ha un impatto negativo sulla tua visibilità nei motori di ricerca.

5. Verifica il tuo business su Google+

Essere sul social di Google oggi è fondamentale e lo è ancora di più se stiamo parlando di una piccola attività locale. Esserci vuol dire una visualizzazione corretta del tuo indirizzo sulle mappe e un posizionamento migliore nei risultati di ricerca. Arricchisci il profilo G+ con indirizzo, foto e ogni altra informazione che ritieni necessaria per i tuoi utenti.

6.  Costruisci reti locali

Cerca di essere presente nelle directory locali più importanti oppure quelle specifiche del tuo settore. Se per esempio hai un asilo, cerca i siti del tuo territorio che parlano di attività per bambini e chiedergli di recensirti. Richiede tempo e un po’ di denaro, ma ti aiuta a costruire link naturali.

7.  Guadagnati recensioni naturali

Sempre più persone leggono l’opinione di altri clienti prima di scegliere il ristorante dove mangiare o l’hotel dove passare le vacanze.

Assicurati di avere delle buone recensioni (quelle però dipendono più che altro dal servizio che offri…) ed incoraggia i tuoi utenti a scriverle su Google+, Foursqaure, Tripadvisor, Booking, ecc. Puoi anche incorporare le recensioni direttamente sul tuo sito (ci sono plugin apposta), in modo che siano ben visibili dagli utenti quando ti cercano. Ricordati: incoraggia gli utenti a recensirti in modo gentile, ma evita di risultare pesante chiedendo un commento in ogni circostanza.

8.  Social Media

Anche se non influiscono direttamente sul posizionamento, i social media sono importanti per ogni specialista SEO e non si possono ignorare.
Quindi non limitarti a Google+, ma coltiva anche Facebook, Linkedin, Instagram, Twitter, Flickr, Youtube: tutti aiutano a creare una community locale intorno al tuo business. Posta foto, video e ricordati di corredare ogni testo con una bella immagine. Ogni social ha il suo tipo di contenuto “preferito”, ma in linea generale prediligi tutto ciò che è buffo, carino, utile e che “apre la mente”: avrà più probabilità di essere condiviso.

Soprattutto, scegli un contenuto interattivo: ricorda, sui social l’obiettivo è far nascere e crescere una conversazione tra utenti.

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