Il Pinguino Immortale
Il Pinguino Immortale

Ebbene sì… Abbiamo un nuovo Pinguino tra i piedi, la quarta versione per la cronaca.

L’unica vera novità è che non correrà per una volta sola… adesso è integrato nell’algoritmo principale.

Cosa significa? Per mesi e mesi ti hanno anticipato che il nuovo Penguin sarebbe stato in Real Time (questa è l’unica promessa che BigG ha mantenuto), ma ora devi capire cosa significa tutto questo.

L’algoritmo che ha per soprannome il più innocuo degli animali dell’Antartide non ha mai fatto parte – prima d’ora – dell’algoritmo che si occupa di restituire all’utente i risultati di una ricerca (al secolo Hummingbird).

Vera croce e delizia dei webmaster – sì proprio quegli ibernati degli anni ’90 convinti che il web sia una cosa sola e creata “per comandare”: Google, fino ad ora, ha liberato i suoi Pinguini solo 3 volte in tre anni, salvo qualche breve corsa estemporanea per fiaccare, senza abbattere, l’avversario.

Il suo obiettivo non è mai cambiato: controllare la qualità dei link in entrata di tutti i siti web indicizzati nel grande calderone (appunto l’indice) mondiale. In questa modalità, se un sito web veniva penalizzato dal Pingino doveva aspettare più o meno un anno per uscire dalla penalizzazione o, almeno, sperare nell’indulgenza (non plenaria) del lancio successivo.

Ma da adesso in poi, le cose cambiano… Con il pinguino in tempo reale, ogni volta che aggancerai (o qualcuno aggancerà a tua insaputa) link di dubbia qualità Google ti penalizzerà subito senza aspettare il Pinguino 5.0.

Quindi se hai ottenuto un famigerato backlink da pattumiere ambulanti del web come i link network, non ti conviene aspettare un nuovo Pinguino perché – come la metro di Roma in un giorno di pioggia – non passerà mai più: cancellalo, rifiutalo e spargi le sue ceneri nella baia di San Francisco.

Questa che ti ho appena raccontato è l’unica vera novità.

Nessuno ha ancora capito cosa ci sia di diverso tra il Pinguino del 2015 e quello del 2016…

I soliti apocalittici narrano di giorni di inferno e fluttuazioni tremende, come un tea party sul migliore rooftop di Tokyo…

Molti si chiedono quando termineranno le scosse di assestamento (vedi l’antro religioso di Barry Schwartz e la nuova narrazione delle 10 piaghe d’Egitto), ma niente sembra cambiato dal lontano 2012 (Anno Fulix).

Ho passato giorni a cercare informazioni più precise in proposito, ma – come al solito – a parte il grande rumore social di sottofondo (scatenato ad arte dai social-guru di BigG e dai suoi alfieri locali) non ho trovato uno straccio di indicazione esente dal solito terrorismo da quattro soldi sulle catene di link, l’eccesso di anchor text e (udite udite) il guest blogging (a proposito avete notato come lo stesso blog di Matt Cutts sia pieno zeppo di fottutissimi link?).

L’unica nota positiva (e contro-corrente) in questi giorni di tempesta, l’ho trovata sul blog di Ahrefs (il fratello minore tra i tre strumenti migliori, insieme a Moz e Majestic Seo, per misurare la qualità dei tuoi link in entrata): nessuna indiscrezione e nessuna trovata per scatenare panico e assalti ai supermercati del web, ma una guida chiara e completa sulle caratteristiche che deve avere un link di buona qualità.

Dai un’occhiata, perché di questi tempi una rispolverata ai sani principi di base non dovrebbe farti male: anche se non devi partire per un rodeo a Fort Worth, un tagliando generale ai filtri che utilizzi per valutare i tuoi backlink non guasterà la tua prossima abbuffata di guest post al miglior prezzo di sempre.

E tu quale strumento usi per valutare i tuoi backlink? Anche i tuoi siti hanno ballato a ritmo di lambada africana sulle onde del Pacifico?!

Fammi sapere, perché attendo con ansia i tuoi commenti… See you soon, kisses.

One Comment

  1. Since ‘Penguin’ is a real-time update, it wont be making any difference within the short period of a day or two. The overall SEO process will be benefiting from ‘ Penguin’, as SEOs failing to provide quality work can be averted.