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Quando è necessario richiedere la rimozione di backlinks

Rimozione dei backlinks
Rimozione dei backlinks

Rimozione dei backlinks

È più o meno noto a tutti, piccoli / medi / grandi consulenti SEO, che con alcuni link ci si possa scottare e che si possa ricorrere, come ultima spiaggia, alla richiesta di rimozione di backlinks

Non importa che tu sia un BLACK SEO, armato di molotov e di reti di spam, oppure un confinato dell’area grigia, tra quelli che “predicano bene e razzolano male”: prima o poi anche un consulente junior, verginello e dotato di senso etico, si dovrà confrontare con i desideri insani di un cliente oppure semplicemente con un errore di valutazione.

Es.: Hai dato credito a un blogger che sembrava genuino, quando in realtà era, a tua insaputa e forse anche sua, oscuramente collegato ad una rete di link scheming screditata da Google.

Arriva quindi il momento di richiedere la rimozione del link: in rete si possono trovare numerosissimi tutorial sull’utilizzo dello strumento “Rifiuta Link” di Google e, i passaggi da compiere non sono molto più complessi di quelli necessari ad avvitare una lampadina.

Quello che invece non è affatto chiaro non è il “come”, ma il “quando” e, soprattutto, il “perchè”!
Secondo Jon Ball (Search Engine Land) gran parte dei tutorial on line non dicono nulla su quando sia meglio ripulire il proprio profilo di backlinks.

È meglio aspettare di ricevere una notifica per link non naturali da Google oppure è meglio anticipare la mossa e ripulire in fretta quello che pensiamo possa essere dannoso per il nostro profilo di backlinks?

Non sempre, secondo Ball, giocare d’anticipo può avere effetti positivi: fintanto che un link di cattiva qualità non produce danni, può continuare a garantire il tuo posizionamento. A volte può anche capitare che un cambiamento nel posizionamento non sia dovuto a una penalizzazione, ma semplicemente all’abilità dei tuoi concorrenti (che hanno fatto un lavoro migliore del tuo).
In altre parole, dice Ball, se non vuoi una caduta delle prestazioni del tuo sito, non devi procedere alla richiesta di rimozione di tutti i link che ti sei faticosamente guadagnato, nei post dove sei stato ospite, solo perchè Matt Cutts dice: “devi metterci una pietra sopra“…

Ball suddivide le attività di pulizia in due categorie:

1) Pulizia massiva di una buona parte del profilo di backlinks
Questo tipo di pulizia è consigliato solo in due circostanze:

a) hai ricevuto una penalizzazione manuale oppure una notifica per link non naturali.

Se lo dice Google, è decisamente tempo di prendere la scopa in mano e incominciare abbastanza rapidamente le azioni di pulizia.
Google avverte solo in caso di penalizzazione manuale (non algoritmica) e, nel caso della notifica per link non naturali, potrebbe anche riconsiderare la tua rimozione dalle SERP, se ti sbarazzi nell’immediato di tutto lo spam che hai accumulato.
Non fare nulla significa mettere in serio pericolo il tuo posizionamento e per un periodo molto lungo nel tempo.

b) hai perso molte posizioni e anche le prestazioni generali del tuo sito sono in declino, quindi sospetti una penalizzazione algoritmica.

Non è facile determinare quando un sito venga colpito da una penalizzazione automatica (dovuta ad esempio ad un aggiornamento del Panda e del Pinguino), ma un buon indizio è sempre la caduta verticale (e prolungata per qualche giorno consecutivo) del traffico dai motori di ricerca. Secondo sarebbe necessario capire sotto quale algoritmo sia caduto: se si è trattato del Panda, per esempio, una pulizia del profilo dei backlinks non servirebbe a nulla (ti serve un seo-copywriter per rivedere tutti i contenuti on-page). Se invece le ipotesi cadono sul Pinguino, una pulizia massiva di tutti i backlinks incriminabili è necessaria.

Il metodo consigliato da Ball per capire quale algoritmo possa avere penalizzato il tuo sito è quello di confrontare le date della caduta (rilevate con Google Analytics) con la tabella storica degli aggiornamenti di Google pubblicata da Moz.com.
Se non puoi affermare con certezza di essere stato colpito dal Pinguino, non conviene passare alla pulizia massiva: meglio, secondo Ball, continuare a dedicarsi a costruire link di alta qualità e ad effettuare una semplice manutenzione del profilo.

2) Manutenzione ordinaria del profilo di backlinks
Se la pulizia massiva può essere paragonata alla pulizia di una casa dopo un incendio, la manutenzione ordinaria corrisponde alla pulizia programmata di scale e pavimenti. Questa manutenzione può essere fatta in due casi:

a) Sei consapevole di avere un profilo di backlinks macchiato di spam o di link a pagamento.

Nessuno ti ha ancora scoperto, ma sei hai la certezza che almeno un paio dei link del tuo profilo possano svalutarti o penalizzarti è meglio giocare in anticipo, senza mostrarsi troppo aggressivi. Non occorre rimuovere tutti i link sospetti in blocco: Ball cita Erin Everhart che consiglia di rimuovere solo piccoli gruppi di link (5-10) alla volta e rimpiazzarli subito con link nuovi e di alta qualità.

b) Vuoi verificare la qualità dei tuoi backlink, a prescindere.

È sempre bene avere sotto controllo il profilo dei nostri backlinks e una verifica di qualità, secondo Ball, andrebbe fatta sempre all’inizio di ogni nuova campagna di link building.
È in questo momento che bisogna conoscere quali siano i link già esistenti, quale sia il loro testo ancorato e se non siano già viziati oppure solo in odore di spam: in questo caso è bene procedere ad una rimozione basata sempre su un ordine di priorità e sostituendo ogni link rimosso con nuovi link di qualità e rilevanti.

Seguendo questa tecnica otterrai il doppio risultato di incrementare il traffico dalla ricerca organica e di rimuovere preventivamente i link che potrebbero danneggiarti in futuro.

 

2 risposte

  1. Fausto ha detto:

    Mi permetto di dire la mia sulla penalizzazione algoritmica, frutto di esperienza vissuta.
    Anzichè fare la ricerca lunga e complessa che indichi, è più veloce dotarsi di strumenti di analisi, anche a pagamento (ci sono formule mensili).
    Personalmente, consiglio CognitiveSEO, che utilizza il criterio di “vicinanza” del tuo backlink a backlinks sporchi e cattivi (ad esempio: directories che hanno categorie di gambling o adult) e anche il criterio di “unnatural links”, links evidentemente innaturali, sia per l’ancortext utilizzato, sia per il luogo in cui è stato “piazzato”.

    • Marco Angelucci ha detto:

      Grazie per il suggerimento Fausto!
      N.B. Una directory sul gambling potrebbe essere attinente (e rilevante) se il mio buyer è un casinò on line…

I commenti sono chiusi.