Quanto costano i link?
Quanto costano i link?

La domanda sembra paradossale, ma se ti occupi di strategia e consulenza SEO non deve imbarazzarti.

Parlo ovviamente di quei link che Google definisce “naturali” e non di quelli in senso proprio a pagamento e che paghi per ogni click.

I link naturali non nascono da soli (come le canzoni di Vasco Rossi e per fortuna…): sono il risultato di un processo che parte dalla ricerca del tema, passa attraverso la realizzazione di contenuti in grado di soddisfare le domande del tuo profilo di pubblico, fino all’analisi delle strategie più adatte per portare il link all’attenzione del tuo potenziale pubblico.

In una parola più semplice, lo abbiamo definito da sempre, link building: ma è comprensibile intuire, anche per il cliente finale di una consulenza SEO, che deve essere – se vuoi colpire nel segno e acquisire solo link di qualità – il risultato complessivo di diverse attività, che neanche tu svolgi per passione filantropica o volontariato sociale. Tra queste:

1) attività di ricerca: analisi di queries, keywords e risultati della ricerca per decidere il tema da svolgere;

2) attività redazionali: ricerca delle fonti e copywriting;

3) attività promozionali (o digital PR): social media marketing, relazioni con stampa, magazine di settore, bloggers, ma anche – forse soprattutto – relazioni dirette attraverso eventi, fiere o appuntamenti one to one.

Se cerchi ancora qualche valido motivo in più per spiegare ai tuoi clienti per quale motivo il processo di link building ha un costo importante (ovviamente relativo al settore e al raggio di azione della strategia da mettere in campo), ti consiglio Julie Joyce (Search Engine Watch).

Chi ha cercato nel corso del tempo alternative più a buon mercato (dai blog-network alla vendita diretta – come in macelleria – di pagerank), oltre a rischiare penalizzazioni algoritmiche, non è riuscito mai a risolvere comunque una qualità fondamentale dei link “naturali”: il loro numero deve crescere su base regolare. Non è sufficiente acquisirne mille il primo giorno on-line e poi nessuno nei successivi anni, anzi è una causa sicura di penalizzazione. Ecco come reagirebbe di fronte a una richiesta di link per volumi, Richard Baxter (Built Visible).

Nessuno ha mai creduto alla favola di Matt Cutts (vecchia guardia in pensione della Search Spam di Google), secondo il quale i link non solo non devono essere “costruiti”, ma nemmeno richiesti… A quanto pare nemmeno John Mueller (il nuovo volto pubblico di Google), che proprio venerdì, in onda dalla sede svizzera di Google, ha ammesso, con candore, che i link si possono costruire

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