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Recuperare dopo una penalizzazione è possibile: Rap Genius di nuovo in prima pagina

Rap Genius recupera la penalizzazione
Rap Genius recupera la penalizzazione

Rap Genius recupera la penalizzazione

Sono bastati  10 giorni di purgatorio per Rap Genius e, dopo una penalizzazione che ha fatto il giro del mondo in sole poche ore, è tornato a brillare nella prima pagina dei risultati delle ricerche di Google: non solo con il suo nome di dominio, ma anche con termini più congeniali come “Rap lyrics”, “Kanye West lyrics” e “Eminem lyrics”.

Il caso è stato eclatante, sia per la modalità che per la rapidità dell’azione. Potete trovare in questo nostro post tutta la storia del caso, dalla denuncia di John Marbach all’azione annunciata su Twitter da Matt Cutts: i dati mostrati a suo tempo mostravano un tracollo dell’80% circa nelle visualizzazioni dai motori di ricerca, fatto che ha reso quasi impossibile trovare maggiori informazioni riguardo al portale Rap Genius.

L’uscita così rapida da una penalizzazione manuale, porta ancora una volta il portale Rap Genius sull’altare della notiziabilità: da caso di scuola, sulle pratiche scorrette da evitare, a caso, altrettanto istruttivo, sul recupero di posizioni perdute. Cosa ha fatto Rap Genius per riacquistare credibilità agli occhi umani di Google?

Secondo Matt Southern (Search Engine Journal), i webmaster di Rap Genius sono stati estremamente trasparenti, fino dal primo momento, quando la notizia dell’affondamento del loro schema di link building ha attraversato il web.
“Hanno immediatamente pubblicato una lettera di scuse, affermando di voler spazzare via subito tutte quelle tecniche di black hat per cui erano accusati. Inoltre hanno, da poco, pubblicato un nuovo post, nella sezione news del loro blog, spiegando nel dettaglio l’intera storia della loro strategia di link building e tutte le azioni che sono state compiute per riparare i danni che sono stati causati”.

Nella seconda parte del post viene illustrato nel dettaglio il piano di azione, in 4 punti, fornito da Google:
1) Scaricare la lista di tutti i link che puntano al sito, attraverso le Webmaster Tools
2) Controllare tutti i link della lista che violano le linee guida di Google sui links
3) Per ogni link in violazione delle linee guida contattare il webmaster di quel sito e chiedere di rimuovere il link oppure di impedire il passaggio di PageRank, aggiungendo l’attributo rel=”nofollow”
3) Utilizzare lo strumento “Rifiuto link”, per rifiutare tutti i link che non è stato possibile rimuovere diversamente.

I webmaster di Rap Genius hanno ottenuto, sia attraverso le Webmaster Tools che lo strumento Open Site Explorer di Moz.org, una lista di 178.000 link: tra tutti, circa 3300 link erano quelli associati alla campagna fraudolenta per cui sono stati penalizzati.
Il post contiene anche il codice sorgente di un piccolo programma scritto in Ruby per la dissezione di tutti i link collegati ad un sito e la ricerca, attraverso i database pubblici, dei titolari dei rispettivi domini. Questi dati hanno permesso di raggiungere attraverso email la stragrande maggioranza dei webmaster e di richiedere la rimozione manuale di tutti i link fraudolenti o anche solo irrilevanti.

Un’attività minuziosa e che restituisce al pubblico della rete anche un contenuto di notevole valore aggiunto per tutti coloro che potrebbero soffrire in futuro di una simile penalizzazione.
Questo ha permesso a Rap Genius di ritornare nelle grazie di Google e di brillare nuovamente nei risultati delle SERP: secondo i dati di Quantcast, il traffico organico è in crescita già da un paio di giorni e, anche se non è ancora tornato ai livelli precedenti, i suoi progressi sono rapidi.