Come Google giudica la qualità di un contenuto (2)
Come Google giudica la qualità di un contenuto (2)

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Quali sono gli aspetti del tuo contenuto che contano di più, quando si tratta di far riconoscere un contenuto di qualità ad un motore di ricerca?

Dopo il contenuto ad ampio spettro (olistico) e la lunghezza del testo, ecco gli ultimi 3 fattori individuati da Marcus Tober (Econsultancy):

3) Il testo sulla pagina è leggibile?

Come parte dello scopo di restituire risultati “usabili”, scrive Tober, Google prende in considerazione anche la leggibilità del testo, ovvero quanto facile – oppure difficile- possa essere la lettura del testo in particolari pagine.

L’agenzia Searchmetrics usa la formula di leggibilità di Flesch, che analizza la lunghezza delle parole e delle frasi per valutare la leggibilità di un contenuto.

La scale ha un intervallo da 0 (difficile) a 100 (facile) e le pagine con un posizionamento ottimale su Google totalizzano un punteggio di 73/74. Secondo la formula di Flesch, un contenuto con un valore compreso tra 60 e 70 è facilmente compreso da uno studente di 13-15 anni.

Un contenuto web, sostiene Tober, che punta a sorprendere un pubblico non specialista, deve essere chiaro sia da leggere che da comprendere, se vuole classificarsi su buone posizioni nei motori di ricerca.

Questo non è detto che valga per quelle query di ricerca su argomenti accademici o scientifici: qui i risultati, secondo Tober, potrebbero essere leggermente differenti. Il giudizio sulla leggibilità (o complessità di uno scritto) può variare a seconda dell’obiettivo dell’utente di una ricerca e del significato della sua query: è per questo motivo, sostiene Tober, che è importante creare contenuto che si adatti agli scopi e ai bisogni di uno specifico gruppo di utenti.

4) Meno pubblicità sulla pagina

I siti che si collocano nelle prime 30 posizioni, secondo un’analisi di Searchmetrics, includono in genere meno pubblicità rispetto alla media: dai dati emerge che l’integrazione contemporanea di due sistemi di annunci come Adlinks e Google Adsense è negativamente correlata a un buon posizionamento.

Questo riflette, secondo Tober (e anche molti altri) il desiderio delle persone di trovare contenuto olistico, piuttosto che essere distratte dalla pubblicità.

5) La presenza delle immagini

Mille parole, anche con foto e video, non bastano per attirare il crawler e scalare le SERP di Google: prima di tutto è necessario, scrive Tober, rendere la pagina più attraente per i lettori.

I primi 10 siti posizionati nei risultati della ricerca di Google hanno tendenzialmente tra le 6 e le 8 immagini su ciascuna delle loro pagine. Tober scrive che probabilmente Google limiterà in futuro tutto questo, ma assicurarsi che il contenuto sia corredato di immagini rilevanti e di alta qualità, può aiutare quando si tratta di ranking.

Google sta migliorando nell’identificare contenuti di qualità e la successione degli aggiornamenti degli algoritmi continuerà a declassare, nei suoi risultati, pagine dall’aspetto povero e spammoso.

Se vuoi acquisire una visibilità forte e di lungo periodo, allora – profetizza Tober – stai certo che produrre un flusso regolare di contenuto di alta qualità per un pubblico mirato é la chiave principale della tua strategia.

E tu cosa ne pensi?

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