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Il ruolo dei quality raters nella costruzione dell’algoritmo di posizionamento di Google

I quality raters
I quality raters

I quality raters

Immaginatelo come un esercito di migliaia di persone, persone normali non troppo influenzate dalla tecnologia e che non sanno assolutamente nulla di SEO.

Sono i “quality raters” e così li presenta Jennifer Slegg, in un’intervista a tutto campo pubblicata da Internet Marketing Ninjas.

A queste persone Google fornisce una lista casuale di siti web e frasi di ricerca (query): l’unica cosa che devono fare è quella di visitare questi siti, le loro pagine di destinazione (landing page) dai risultati della ricerca e assegnare un punteggio alla qualità di ogni pagina, basandosi su una grande varietà di criteri.

È opinione abbastanza comune, aggiunge Jim Boykin (CEO di Internet Marketing Ninjas), che non ci siano fattori umani che possano influenzare il posizionamento dei risultati: ma in realtà un pizzico di fattore umano esiste ed è rappresentato proprio dai quality rater.

Secondo Boykin, Google utilizza questi segnali, che provengono da diverse migliaia di persone, all’interno del proprio algoritmo per migliorare la qualità dei risultati.

Ma non ne fa un uso diretto: i quality rater non influenzano direttamente i risultati, dice Slegg, ma sono un’ottima risorsa per capire quali sono gli elementi di una pagina che Google realmente considera.

Il fattore più importante ha un acronimo simile ad un bisogno primario: E.A.T. (Expertise – Authoritativeness -Trustworthiness -> Competenza – Autorevolezza -Affidabilità).

Per capire se un sito è autorevole, Google non valuta solamente il sito in se, ma valuta anche le persone che contribuiscono ai suoi contenuti.

“Se contribuisco ai contenuti di un sito, afferma Slegg, e ho un’autorevolezza nel campo della SEO, questo può portare benefici al sito a cui sto contribuendo”. Quindi non deve essere autorevole solo il sito web, ma anche tutte le persone che ci sono dietro…

Se un quality raters non conosce gli autori di un determinato articolo, si comporta come si comporterebbe Google nella valutazione di un autore: verificherà attraverso query dirette se quell’autore gode di una buona oppure di una cattiva reputazione, poi controllerà se per quell’autore esiste una pagina di Wikipedia…

Secondo Slegg la reputazione di un’autore e di una pagina ha assunto di recente una posizione importante nell’algoritmo di Google: se una pagina ha contenuti di media qualità, ma una reputazione molto alta (dovuta ad un numero frequente di buone recensioni), può avere comunque posizione elevata delle SERP.

È importante quindi fare molto attenzione alle recensioni, sia positive che negative: dare questa possibilità, direttamente ai tuoi utenti, potrebbe risparmiare la fatica di un quality raters e assicurarti (se il rating è positivo) la loro approvazione!

Ecco il video integrale dell’intervista con Jennifer Slegg, Jim Boykin e Ann Smarty.