SMX con Matt Cutts
SMX con Matt Cutts

Ci sono pochi eventi nel mondo del search marketing che attraggono così tante personalità d’eccezione e, di conseguenza, anche numerosissimi visitatori: si tratta dell’SMX (Search Marketing Expo), un evento di carattere internazionale e organizzato da Search Engine Land in diverse città del mondo. L’ultima tappa si è svolta San Josè (California) in versione West tra il 10 e il 13 marzo 2014.

Sarebbe stato più interessante raccontarti in diretta il susseguirsi degli eventi e le notizie in fuga dai tendoni, ma devo accontentarmi dei mezzi che abbiamo (al momento) e almeno consolarmi con i resoconti interessantissimi che giungono dalla terra di California.

Tra tutti, il convegno “Incontra i motori di ricerca” (Meet The Search Engines) a cui hanno preso parte Duane Forrester di Bing e Matt Cutts di Google, moderati dal veterano Danny Sullivan.
A detta di Josh Dreller (Search Engine Land), si è trattato del gruppo di lavoro con i partecipanti più attivi, venuti non certo per il sole di San Jose, ma per ricevere risposte: e la tre giorni di SMW West di risposte, a suo dire, ne ha date molte.

Ecco i 10 punti salienti, riassunti da Dreller, degli interventi di Cutts e Forrester (Google vs Bing ?!).

#1
La prima notizia la snocciola Matt Cutts: “quest’anno, ha detto, le ricerche effettuate con un dispositivo mobile supereranno quelle originate da una postazione desktop“.

#2
Lo strumento Rifiuta Link deve essere puntato su un intero dominio e non su URLs specifiche:  se vuoi che Google ignori determinati links perchè ti sembrano superficiali, devi rifiutare tutto il dominio di provenienza.

#3
La presenza di un dominio generico di primo livello (.com,.org,.net, etc) al posto di un primo livello più specifico (es. per paese di provenienza) non ha alcun impatto secondo Cutts, mentre Forrester ammette che i domini generici possono aiutare ad allargare i confini del proprio business (ma non hanno nessun impatto SEO, nemmeno per Forrester).

#4
Prevenire è meglio che curare: meglio incominciare a sistemare le cose prima di ricevere una penalizzazione e quindi, non appena le visite e le conversioni cominciano a calare è meglio correre ai ripari controllando le strutture di navigazione, gli url e i contenuti.

#5
Non è detto che ogni attività mirata a costruire link debba rientrare nel link scheming. Un widget per l’utilizzo di immagini di terzi (es. Getty Images rilascia gratuitamente immagini con un link incorporato), se utilizzato in modo onesto per ricevere citazioni e authorship, potrebbe essere tollerato.

#6
Bing annuncia una novità assoluta rispetto a Google: le Bing Webmaster Tools sono dotate di un supporto help desk via email e Forrester assicura che qualcuno risponderà sempre!

#7
Cutts non rivela nulla sulla composizione del Google Carousel e a domanda diretta risponde:  “non sempre i motori di ricerca possono rivelare come funzionano, altrimenti sarebbero sommersi dallo spam” …sigh.

#8
Su Hummingbird e le query in linguaggio naturale, Cutts ha ammesso che Google sta cercando di capire meglio il peso di ogni singola parola in una query lunga, basandosi sull’elaborazione del linguaggio naturale, per restituire una risposta legata più al senso generale della richiesta che alle singole keywords.

#9
Quando dura una penalizzazione? Prima di tutto deve essere risolto il problema che l’ha generata (rimozione delle cause), poi la pena – secondo Cutts – varia in funzione della severità dell’infrazione. Su questo punto non saprei come confrontare però i casi Rap Genius e Expedia con il resto del mondo, dove una penalizzazione – se risolta nelle cause e ben gestita – ha una quarantena media di almeno 3/4 mesi.

#10
Cutts ha spiegato come sarà il nuovo aggiornamento dell’algoritmo Panda: “sarà più simpatico e delicato” (?!). “Così delicato” ha concluso Danny Sullivan, che anche la carta igienica a confronto vi sembrerà carta vetrata” (risate generali e applausi telecomandati).

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