Ottimizzare immagini per i motori di ricerca
Ottimizzare immagini per i motori di ricerca

Il tema è pertinente con l’approfondimento della settimana dedicato ai #richmedia: ottimizzare immagini, grafiche oppure fotografie in chiave SEO ha un’importanza strategica. Soprattutto se il prodotto oppure il servizio che proponi ha una relazione diretta con queste immagini: vale per i fotografi, ma in generale per tutto ciò che ha un impatto visuale.

Per entrare nelle top-list della ricerca universale è necessario mettersi in testa alcuni concetti chiave: l’infografica che ti propongo (“Ogni immagine racconta una storia“), realizzata e pubblicata da HiFi Social Web, li riassume in una bella sintesi.

Il crawler innanzitutto non può vedere il contenuto delle tue immagini, ma in compenso è capace di leggere: può leggere il nome del file, il suo titolo, il testo alternativo (senza sconfinare nel keyword stuffing).

Secondo Nancy Nardi, fondatrice dell’agenzia, anche la protezione delle immagini ha un risvolto in termini di SEO: non tanto (aggiungo) per diritti di copyright, quanto per l’unicità del nome del suo file e dei suoi contenuti. Anche un watermark non guasta, dal momento che non è del tutto vero affermare che il crawler sia del tutto cieco: sopratutto quando la mappa dei pixel di una è identica alla mappa dei pixel dell’altra.

Per inviare la tua segnalazione puoi scrivere un commento a questo post, indicando solo il link diretto all’immagine oppure puoi scriverci per email a seo-ranking@htware.it.

Le infografiche devono trattare, ovviamente, temi pertinenti con questo blog. Ricordati anche di segnalare la fonte e, nei limiti del possibile, assicurati che sia riproducibile.

Immagini ottimizzate per i motori di ricerca
Immagini ottimizzate per i motori di ricerca

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