L'influenza dei Social Media sui motori di ricerca
L’influenza dei Social Media sui motori di ricerca 3

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Ecco la terza e ultima parte delle considerazioni di Stoney G deGeyter (Search Engine Journal) a proposito di SEO e social media.

Correlation vs Causation

DeGeyter sostiene che, pur non essendo una causa diretta di posizionamento, il social media marketing può fornirgli buoni assist.
Questo perché il contenuto che si guadagna molte condivisioni social, contiene gli stessi segnali che anche i motori di ricerca vogliono trovare.
Non si tratta del risultato diretto dei social media, ma arrivati a questo punto, scrive deGeyter, è difficile separare le due cose.

Un contenuto che ha ottenuto un buon piazzamento, può comportarsi molto bene anche nella sfera dei social. Così come un contenuto apprezzato nella sfera sociale merita di posizionarsi in alto nei risultati.

Affermazione questa forse non vera al 100%, ma più è alta la competizione all’interno di una nicchia e più questo concetto diventa realistico.

Secondo deGeyter la SEO è un gioco a piccoli passi: ovvero puoi raggiungere buoni risultati svolgendo un insieme di tante piccole cose.
Più competitivo è un settore e maggiore sarà il numero di aziende impegnate in queste piccole cose: incluse quelle “cose” sociali molto affini alle “cose” della SEO.

Se i social media non influiscono direttamente sul ranking, di sicuro aumentano le opportunità di posizionamento.

I social media offrono un’opportunità fantastica per la promozione del tuo contenuto: non sono una piattaforma di promozione, ma una piattaforma di interazioni e la promozione è solo una delle possibili interazioni e non è di sicuro la principale. “Ma che tu stia promuovendo direttamente te stesso, scrive deGeyter, condividendo il contenuto di qualcun altro, scrivendo o parlando di qualcosa che ti appassiona e semplicemente parlando con qualcuno, tutto questo non fa che alimentare l’aspetto dell’auto-promozione”.

I social media servono indubbiamente ad alimentare il nostro ego e tutti usiamo i social media in modo narcisistico: non continui a restare da quelle parti se nessuno ti segue, se nessuno ti consiglia oppure commenta i tuoi post…

Ma oltre a rivitalizzare il senso di vanità assoluto che provi nei confrontii di te stesso, i social media potrebbero offrirti un’autostrada per aumentare le tue opportunità di posizionamento: scrivendo e condividendo contenuto interessante, contribuisci a creare quei segnali che i motori di ricerca considerano importanti quando classificano i siti web e le loro pagine per determinate keywords.

Non sono le keywords a determinare il posizionamento di un sito web, ma – secondo deGeyter – hanno un effetto incredibile sul posizionamento delle singole pagine e, se aumenta il valore di queste, aumenta anche il valore generale di tutto il sito.

Le interazioni sui social media producono effetti positivi in tutte e due le direzioni, sito web e singole pagine: molti siti web hanno già cominciato a promuovere i loro contenuti sui social media e, se anche i tuoi competitor cominciano a farlo, non ti rimane altra scelta per muovere “alcuni piccoli passi” in questa direzione.

La SEO senza social media non sopravviverà: deGeyter scrive che non vuole per l’ennesima volta (e a sproposito) rimettere in circolo la notizia funesta della “morte della SEO”.

La SEO non è morta e non morirà: ma da qui in futuro per sopravvivere, oltre ai link, avrà bisogno di integratori alimentari nella forma di segnali sociali e, possibilmente, naturali

E tu sei d’accordo? Cosa ne pensi dell’uso integrato dei social media in una strategia SEO?

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