Social Media e motori di ricerca
Social Media e motori di ricerca

Che tu passi le tue giornate su Facebook o che tu lo consideri la peste del nostro millennio, se sei un professionista SEO una cosa è certa: oggi non puoi più ignorare i social network.

Non solo perché coinvolgono miliardi di utenti in tutto il mondo, ma soprattutto perché stanno influenzando – e cambiando – il modo di mostrare i risultati del motore di ricerca. Di possibili intersezioni tra il mondo dei social e quello della ricerca, si era già detto qualcosa.

È più recente, invece l’articolo di Casie Gillette (Search Engine Land), che riprende l’intervento di due esperti del settore durante il Search Marketing Expo 2014, evento concluso da qualche giorno a San Jose, California.

I social incontrano la ricerca: a che punto siamo? Dove stiamo andando?”: queste le domande a cui hanno cercato di rispondere Duane Forrester, Senior Product Manager presso Bing e Ruslan Belkin, VP of Engineering di Twitter. Le risposte prendono in considerazione ambiti diversi e ci fanno intravedere nuovi scenari futuri…

1. I “segnali sociali” aiutano a definire l’autorità di un sito, più che il suo posizionamento

Bing indicizza mezzo milione di tweets e due milioni di aggiornamenti di stato su Facebook ogni giorno e si integra anche con Linkedin, Klout e Google+. Tutti questi dati vengono tenuti in considerazione dal motore di ricerca per fornire un contenuto di qualità ai suoi utenti finali.

Per esempio, se molte persone condividono o linkano un sito sui social network attirano l’attenzione di Bing, perché molto probabilmente siamo di fronte a un contenuto di qualità che interessa gli utenti. Per vedere se il contenuto è davvero di valore, Bing potrà farlo salire nei risultati di ricerca e vedere cosa succede. Ma, sottolinea Mr. Forrester, questa non è una regola: non c’è una correlazione diretta tra like/condivisioni/followers e pagerank. È più che altro una questione di autorità: più un sito ottiene condivisioni social, più migliora la sua reputazione agli occhi di Bing e degli utenti stessi.

Una conclusione simile a cui era giunta anche Matt Cutts in un intervento di qualche tempo fa: un sito ha un buon contenuto, quindi sale nel posizionamento su Google e quindi viene anche cliccato e condiviso dagli amici di Facebook e Twitter. Ma si tratta di una correlazione, non di un rapporto causa-effetto.

2. I motori di ricerca stanno ancora “testando” il layout adatto per integrarsi ai social network

Proprio perché i social media sono “appena nati” (in realtà Facebook ha da poco compiuto 10 anni, ma qui ci riferiamo all’ambito SEO) bisogna ancora capire come integrarli al meglio nei risultati di ricerca.

Per esempio, fino a poco tempo fa Bing mostrava i “dati sociali” (gli argomenti più cliccati e gli amici su Facebook che ne avevano parlato) direttamente sotto al singolo risultato di ricerca. Questo generava molti click, ma occupava anche molto spazio nella pagina. Ora hanno spostato questi dati di lato, scoprendo che generano ancora più coinvolgimento sociale senza prendere tutto lo spazio. E non è detto che in futuro il layout cambi nuovamente: Bing, come gli altri motori di ricerca, è ancora in fase di test da questo punto di vista.

3. La ricerca sui social cresce sempre più e diventa personale

La prima notizia è questa: la ricerca sui social network sta crescendo, soprattutto da mobile. Ruslan Belkin fornisce qualche dato sullo stato di salute di Twitter: l’uccellino cinguettante ha aumentato il traffico di ricerca del 120% nell’ultimo anno, con un totale di 241 milioni di utenti mensili, il 76% dei quali si connette da mobile.

La seconda notizia è ancora più importante: su Twitter, e sui social in generale, la ricerca si sta facendo sempre più “personale”. Per esempio, quando cerchi qualcosa su Twitter, il social network ti restituisce risultati differenti in base a chi segui, alle persone con cui scrivi più spesso, alla zona in cui ti trovi. Un po’ quello che fa l’azienda di Mountain View quando effettui una ricerca su Google e sei loggato con il tuo profilo G+. E se in futuro la ricerca sui motori diventasse sempre più “personale”, attingendo ai tuoi dati Facebook, Twitter e Google +, per risultati sempre più simili ai desideri dell’utente?

Ci sono già nuovi prodotti su Twitter che si muovono in questa direzione, come @MagicRecs, che manda notifiche push personalizzate su followers e tweets di tuo interesse, o @Discover, che fa lo stesso ma “più in grande”. Lo scopo? Aiutarti a trovare cose che potrebbero interessarti, condivise o meno dai tuoi followers.

In conclusione, se lavori in ambito SEO dovresti prestare sempre più attenzione ai social network, perché:

–        Un giorno i link provenienti dai social potrebbero influenzare il pagerank del tuo sito (se lo stesso Matt  Cutts è stato possibilista sull’argomento…) e già ora danno informazioni sull’autorità e credibilità agli occhi degli utenti;

–        Sempre più persone usano i social media come “motore di ricerca alternativo” per cercare informazioni, quindi è importante non solo esserci, ma essere ben visibili;

I social danno un impulso sempre più forte alla ricerca personalizzata sull’utente, che fornisce lui stesso informazioni per essere “targettizzato”. Quindi è bene che ti abbia messo un mi piace su Facebook, sia anche tuo follower su Twitter e condividiate la stessa cerchia su G+. Avrai più possibilità di comparire nei suoi risultati di ricerca, sia social che non (in futuro, anche se su Google questo è già in parte realtà con G+).

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