Le strategie di Google sui dati
Le strategie di Google sui dati

Ci sono incontri formativi dove gli esperti SEO incontrano un pubblico eterogeneo che interviene per scoprire una nuova disciplina e ci sono meet-up (sarebbe forse meglio chiamarli summit) dove si incontrano solo consulenti SEO intorno ad un tavolo (rotondo?!) per discutere di nuove frontiere e del futuro della disciplina in sè.

Airbnb SEO Meetup di San Francisco è un summit del secondo tipo e, per questo motivo, un punto di vista eccezionale per capire come si muove il settore e come si muoverà nei prossimi anni.

Murray Newlands (Search Engine Journal) ha intervistato per l’occasione il titolare dell’agenzia Airbnb, Dennis Goedegebuure.

Finalmente non si parla di spam, tattiche a filo di downgrade e amenità varie: il tema centrale è questo: come Google utilizza e utilizzerà tutti i dati degli utenti, che raccoglie attraverso le sue app e il sistema android?

Goedegebuure dà per certa la notizia che Google stia raccogliendo milioni e milioni di informazioni sui propri utenti: questo mette BigG in grado di fornire risultati estremamente profilati sulle caratteristiche di un consumatore.

Questo potrebbe essere un po’ inquietante per qualcuno e infatti il CEO di Airbnb sceglie un iPhone (caro Dennis, non basta scegliere un sistema iOs per sopravvivere): ma dal punto di vista di chi sviluppa applicazioni per mobile/smartphone/tablet e geolocalizzate (con API di Google) questi dati potrebbero fornire una spinta incredibile.

Nel futuro prossimo Goedegebuure immagina una situazione in cui le nostre esistenze nel mondo reale saranno sempre più interconnesse con le nostre esperienze online: “se mi trovo a guidare per strada, nell’elenco dei negozi più rilevanti (sui Google Glasses forse?), devo trovare un benzinaio, un lattaio e tutti quei negozi che vendono cose che mi possono interessare”.

“Deve essere un modello a risposta diretta: è l’internet delle cose che sta portando online la tua esperienza offline, attraverso l’utilizzo di tecnologie, generando così molto più traffico per gli store on line e reali”.

Attraverso i dati raccolti da Google+, non solo Google può fornire risultati personalizzati legati a una località, al genere e ai gusti dell’utente (don’t forget about cookies…), ma tutte le agenzie che svilupperanno apps legate a questi dati.

Goedegebuure è un esperto navigato con oltre una decade di esperienza nella SEO e, secondo Newlands, una prospettiva unica sullo stato attuale della ricerca e su come le nostre esistenze online e offline tenderanno a coincidere sempre di più nell’immediato futuro.
Ecco il video integrale dell’intervista pubblicata su Search Engine Journal:

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