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UX Mobile: l’esperienza utente su dispositivi mobili diventerà un fattore di ranking?

Google e l'importanza del mobile
UX Mobile, prossimo fattore di posizionamento?

UX Mobile, prossimo fattore di posizionamento?

L’esperienza utente (UX) su dispositivi mobili potrebbe diventare un segnale di ranking.

Non si tratta di una novità troppo eclatante, ma fino ad ora è stato considerato solo un principio generale e non una possibile causa per migliori posizionamenti o penalizzazioni.

Anche Gary Illyes, ingegnere e voce di Google all’SMX East di New York, si è soffermato più volte sull’esperienza utente (UX) e su come i webmaster debbano concentrarsi quasi esclusivamente su questo obiettivo.

Lo stimolo per capire cosa bolle in pentola dalle parti di Mountain View arriva ancora una volta da Barry Schwartz (Search Engine Land) che ha posto alcune domande dirette all’ufficio stampa di Google.

L’accanimento della comunicazione di Google sull’importanza dell’esperienza utente avrebbe questa ragione “ufficiale”:

“Poiché abbiamo intenzione di fornire un’ottima esperienza utente su qualunque dispositivo, stiamo spingendo molto per assicurarci che i risultati di ricerca che inviamo riflettano in pieno questo principio. Vogliamo che gli utenti possano essere in grado di fare ricerche sul web ovunque si trovino”.

Alcuni segnali di questa svolta si sono presentati per la prima volta questa primavera, quando è stata annunciata l’integrazione nelle GWT (Google Webmaster Tools) di un nuovo strumento per ottenere l’anteprima di Google delle tue pagine, con rendering sia per desktop che per mobile. Non la classica visualizzazione in formato solo testo della pagina: ma una visualizzazione in tutto identica a ciò che anche l’utente finale vede di quella pagina.

Googlebot può quindi vedere le tue pagine esattamente come le vedono anche i tuoi utenti!

Per quale motivo, si chiede Schwartz, Google sta spingendo così tanto su questo tasto?

Si tratta solo di una campagna “per fare del web un posto migliore” oppure Google sta lavorando per inserire anche l’esperienza utente su mobile tra i segnali di ranking del suo algoritmo di posizionamento?

L’umanizzazione di Googlebot fa pendere la bilancia più sulla seconda ipotesi.

Googlebot oggi è in grado di riconoscere la differenza tra le dimensioni dei caratteri su diversi dispositivi. Può anche verificare la dimensione della pagina e il suo scrolling su un’interfaccia mobile, la larghezza dei pulsanti cliccabili.

Ecco perché l’esperienza utente su mobile è così importante per Google: “I siti ben disegnati per il mobile, dice BigG, forniscono un’esperienza migliore per l’utente del dispositivo”.

Secondo alcuni dati di Google, il 61% degli utenti non è invogliato a ritornare su un sito dove si sono verificati problemi di accesso dal loro telefono. Tra questi si possono mettere siti che utilizzano font che non sono leggibili oppure dove l’utente potrebbe rischiare un crampo a due dita per visualizzare correttamente il contenuto intero della pagina.

L’esperienza utente su smartphone non è “ufficialmente” un fattore di posizionamento, ma ci sono alcuni casi in cui Google interviene in modo diretto.

A partire da luglio 2013, Google ha iniziato a penalizzare i siti che generano errori HTTP per visitatori da dispositivi mobili e offrendo quindi minori chance di apparire nei risultati di una ricerca fatta dal dispositivo.

Che la UX Mobile sia o meno un fattore di ranking, a questo punto, è abbastanza irrilevante: i dispositivi mobili stanno sorpassando in numero i dispositivi desktop (più 50% solo negli USA) e gli utenti che cercano informazioni devono essere in grado non solo di trovarle, ma di leggerle senza troppi sforzi.