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5 errori SEO che possono distruggere una piccola impresa

Errori SEO da evitare!
Errori SEO da evitare!

Errori SEO da evitare!

Molte imprese comprendono l’importanza di adottare tattiche SEO nell’insieme della loro strategia di marketing. Ciononostante, molti manager pensano che esista un unico programma SEO a taglia unica e, per questo, si limitano a copiare gli stessi metodi dei loro concorrenti, nel momento stesso in cui notano un miglioramento nel loro posizionamento.

Sfortunatamente per questi professionisti malconsigliati, una strategia SEO deve essere personalizzata al 100%. Creare un strategia SEO su misura per uno specifico profilo di azienza, con obiettivi e budget propri, potrebbe fare la differenza tra una serie di risultati in prima pagina e l’oblio nei motori di ricerca.

Questo è vero in modo particolare per le piccole aziende: con tempo, risorse e pubblico limitato, le piccole aziende devono essere estremamente caute nel modo in cui implementano i loro progetti SEO per massimizzare il ritorno dell’investimento. Nonostante questo, le piccole aziende continuano a commettere errori nei loro progetti di ottimizzazione SEO: quelli che seguono sono i 5 errori più frequenti e che, se corretti, possono lanciare, nuovamente come un missile,  il tuo sito nei risultati di una ricerca.

1) Ignorare il posizionamento per le ricerche locali

Si stima che una ricerca su tre sia mirata su una determinata località o quartiere. La ricerca sui dispositivi mobili, che già di per sè trattiene il 27% circa delle ricerche totali, è sempre più orientata sul local. Se una piccola azienda vuole raggiungere il suo bacino di utenti, che spesso sono geo-localizzati, deve assicurarsi di aver un buon posizionamento sulle ricerche localizzate.
Ci sono diverse strategie per ottimizzare una ricerca su una determinata zona, tra queste ricordiamo:
– registrare la propria attività in directories rilevanti per un determinato tipo di settore o area geografica (es. guida regionale di agriturismi, se patrocinata da enti regionali o affini);
– lavorare su queries/keywords che mettano insieme la tua attività con una località geografica (es. guida turistica Delta del Po);
– ottimizzare il sito della tua azienda per una piena esperienza utente su dispositivi mobili.

2) Evitare i social media

Le piccole aziende si scontrano spesso con limiti di risorse e di tempo: per massimizzare la produttività spesso si tende a ignorare i social networks, considerandoli frivoli o troppo difficili da misurare (è vero, invece, l’esatto contrario). Oppure, ancora peggio le piccole imprese configurano i loro account sui social media, per poi ignorarli, lasciandosi alle spalle una scia di profili obsoleti.
Le imprese perdono in questo modo grandi opportunità per aumentare la loro visibilità sui motori di ricerca. I canali dei social media non solo danno alle imprese la possibilità di offrire contenuti di qualità e freschi, ma la quantità delle condivisioni e dei likes, incrementano l’importanza di un sito web nei motori di ricerca.

Non bisogna aver paura di saltare sul carro dei social media… Fai una piccola ricerca: controlla dove sono i tuoi concorrenti on-line, e, soprattutto, dove sono i clienti. Inizia con un solo profilo sul canale maggiormente frequentato da concorrenti, clienti e stakeholders, come LinkedIn o Facebook. Aggiorna il contenuto spesso, costruisci legami di qualità e, quando lo ritieni opportuno prepara un nuovo profilo per un nuovo canale (senza sottovalutare G+).

3) Scrivere contenuti ripetitivi sul sito aziendale

Quasi tutte le aziende sanno che una delle chiavi per avere la migliore ottimizzazione SEO per un sito web è avere una grande quantità di contenuto ben scritto, di carattere informativo e che bilanci parole chiave con il linguaggio e l’esperienza utente. Le piccole imprese, che hanno contenuti minimi sui loro siti web, potrebbero vedere la loro quantità di contenuti come uno svantaggio.
Per queste aziende, una buona strategia potrebbe sembrare la duplicazione di intere sezioni di contenuto, ben scritte e ben ottimizzate, aumentando la dimensione del sito e il numero di sezioni ottimizzate. Ma si tratta del metodo sbagliato: in gergo detto “keyword stuffing“, è famoso per portare ad una scarsa esperienza dell’utente e, quindi causare l’abbandono del sito. Inoltre, il contenuto duplicato è uno degli obiettivi dell’algoritmo di Google Penguin 2.0.

4) Dimenticarsi di pubblicare nuovi contenuti

Non pubblicare mai nessun contenuto aggiornato è sbagliato quanto pubblicare un numero imprecisato di copie dello stesso contenuto. Potrebbe essere difficile per una piccola azienda trovare il tempo per aggiornare contenuto del sito web, ciononostante un contenuto consistente (con un minimo di 300/400 parole) e fresco incide positivamente come fattore di posizionamento sui motori di ricerca. Ci sono alcuni modi a basso impatto per sfornare nuovi contenuti (in aggiunta ai canali di social media):
Mantenere un blog: molte aziende ne incominciano uno, ma come scadenze e lavori immediati si presentano, l’attività di sfornare post si esaurisce. Pensa al tuo blog come una priorità SEO. Impegnati per la pubblicazione di contenuti rilevanti per il tuo settore almeno due volte a settimana. Coinvolgi collaboratori, stagisti, e se il bilancio lo consente, scrittori freelance/seo copywriters.
Creare un feed di notizie sul sito web dell’azienda da aggiornare frequentemente con eventi, traguardi aziendali, notizie sui clienti, tutto ciò che è rilevante per l’azienda e il suo settore e che usi organicamente le parole chiave da raggiungere con la ricerca.

5) Pensare che la SEO sia un lavoro veloce e una tantum…

Tutte i suggerimenti e le strategie che vi proponiamo sono a lungo termine e in continuo divenire. Il tuo lavoro non finisce dopo aver studiato le parole chiave e ottimizzato il tuo sito web. Queste tattiche sono solo primo passo per lanciare una campagna di SEO per una piccola attività, ma – a partire da qui -, la generazione di nuovi contenuti, il link building e l’ottimizzazione dell’esperienza utente devono essere processi ricorrenti.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca, come tutte le attività di marketing a lungo termine, dipende prima di tutto da una pianificazione solida, da aggiornamenti costanti durante la sua esecuzione e dalla misurazione / analisi dei risultati.

Articolo tradotto, versione originale scritta da Erin Cushing