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Analisi dei backlink: alla ricerca di una penalizzazione algoritmica

Come analizzare i backlinks
Come analizzare i backlinks

Come analizzare i backlinks

L’analisi dei backlink diventa necessaria quando pensi di essere stato colpito dalla penalizzazione algoritmica del Pinguino.

A volte, scrive Kyla Becker (RKG), la penalizzazione nasce da una tua colpa (o peccato originale di aver richiesto link al bazar di Istambul), ma molto spesso la colpa è di altri domini, spesso concorrenti, che sviluppano strategie di SEO negativa (richiedono per tuo conto links) per metterti fuori gioco!

Per permettere a chiunque (con l’utilizzo di Majestic SEO, ovviamente) di analizzare il proprio profilo di backlinks Becker ha realizzato un video, dove spiega passo per passo come affrontare l’analisi.

Becker mostra il grafico della linea temporale dei link (uno degli strumenti di Majestic SEO), valido per comprendere quando si possono essere verificati eventi straordinari di “link non naturali“. I picchi che vengono visualizzati nell’arco di un periodo possono essere infatti sospetti, anche per il caso in cui sia stato implementato un link su tutte le pagine di un sito molto ampio.

Se il grafico non ti mostra picchi particolare, allora l’indagine si può spostare altrove: ad esempio sulla lista dei domini in entrata.

Comincia osservando i primi dieci, dice Becker, e assicurati che siano di qualità (MozRank) e che, almeno in parte, passino pagerank positivo. Inoltre devono essere tutti rilevanti con il tuo dominio e non devono essere produttori (o ricettori) di spam.

Altro tema di indagine è il testo ancorato: la prima cosa da controllare è che non ci sia una grande quantità di backlink con gli stessi termini, soprattutto se di carattere commerciale. Questo potrebbe essere, per il Pinguino, indicatore di un tentativo di forzare l’influenza di un termine sui risultati di una ricerca.

Attenzione anche ai tuoi partner di pubblicità e affiliati, se negli annunci sono collocati backlink: questi devono essere tutti di tipo nofollow. Si tratta di una linea guida di Google, ma serve soprattutto per evitare commistione tra la pubblicità a pagamento (anche nella forma di PPC) e il posizionamento nella ricerca organica: la “doppia scarpetta”.

Un ultimo fattore importante da analizzare è l’origine geografica dei backlink: se la tua attività ha una rilevanza locale (o solo regionale) e ricevi backlinks da altri paesi nel mondo, questi potrebbero risultare sospetti e sarebbe meglio controllare di non avere backlink provenienti da aree che sono fuori dal tuo mercato.

L’analisi più in generale serve a mettere in evidenza tutte le bandiere rosse, che richiedono un’indagine più profonda per capire l’origine e procedere eventualmente alla richiesta di rimozione.

Ecco il video integrale di Kyla Becker: