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Anche Bing verso l’oscuramento dei dati delle ricerche?

Bing Webmaster Tools
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La fonte che annuncia i movimenti di Microsoft, intorno ai dati sensibili di Bing, è sufficientemente autorevole. Il Washington Post, due giorni fa, riportava delle intenzioni di Microsoft di mettere sotto chiave i dati dei suoi utenti, in reazione – forse a scoppio ritardato – allo scandalo NSA: secondo il WP, tra l’altro, il dado è ormai tratto – questione di pochi giorni e anche Bing chiuderà i rubinetti delle keywords…

Oscurare i dati delle ricerche è diventato uno sport abbastanza popolare, in tempi recenti: dopo Google, cede anche Bing e presto cederà anche Yahoo sotto il peso della privacy internazionale.

Cosa significa questo per i webmaster ?
Secondo Jennifer Slegg di Search Engine Watch, “oltre ai dati limitati che i webmaster possono prendere dalle Google Webmaster Tools, i dati delle ricerche di Bing e Yahoo sono l’ultimo baluardo per i webmaster per avere una minima idea delle query che portano traffico sui loro siti web. Anche se rappresentano una piccola percentuale, sostiene Slegg, è meglio che niente”.

Si potrebbe forse rincarare la dose, aggiungendo che il cambiamento di Microsoft sarà ancora più crudele: l’accesso a questi dati sarà escluso sia per il livello consumer, sia per il livello business – a differenza invece di Google, che continua a mostrarli (seppur in forma aggregata) attraverso lo strumento per le parole chiave di AdWords. Inoltre, a marcare le differenze con il concorrente, l’oscuramento sarà attivo solo per le ricerche effettuate da utenti in navigazione anonima: in modo, secondo me, meno ipocrita e più rispettoso dei principi ideali della privacy rispetto a Google.

Anche Yahoo ha annunciato che sta pianificando la possibilità di offrire ai suoi utenti la possibilità di scegliere: chi non vuole rendere noti i dati inseriti nei campi di ricerca, potrà richiedere di mettere sotto chiave di tutti i dati registrati dal motore di ricerca. Senza contare, ricorda Slegg, che Bing fornisce a Yahoo i risultati della ricerca e che quindi potrebbe fare pressioni per oscurare tutti i dati, a prescindere dalla scelta effettuata dagli utenti di Yahoo.
Insomma, entro un termine abbastanza breve, quindi i dati delle keywords scompariranno e le poche briciole avanzate (Webmaster Tools e strumenti di AdWords) non saranno sufficienti a ripagare la tristezza di webmaster e consulenti SEO che non si sapranno evolvere.

Il punto, infatti, non sta nel trovare un rimedio miracoloso che possa materializzare nuovamente tra noi le antiche keywords: la ricerca semantica, la conversational search e lo stesso algoritmo di ricerca colibrìhanno abbandonato lo schema rigido delle keywords come pattern o elementi di ricerca. Ciò che rileva maggiormente è il tema, l’argomento oppure la definizione specifica di un’attività, di un luogo o di un prodotto: le domande si possono ricombinare in migliaia di modi, ma si possono collegare ad un’unica risposta, se hanno lo stesso significato.

In definitiva, evviva Bing, evviva Yahoo e… evviva anche Google! Il web semantico aveva solo bisogno di un’ultima spallata delle major per avanzare inesorabile….

 

Una risposta.

  1. barca ha detto:

    ci sono alcuni motori di ricerca che lavorano grazie proprio alla tutela della privacy. In ogni modo strumenti per i webmaster rimane lo strumento più utile per capire l’andamento di un sito e senza dati come si farà

I commenti sono chiusi.