Bologna 40125, Italy
+39 347 517 719
info@htware.it

Broken link building: quali siti web possono avere benefici SEO da questa tattica?

Chi può beneficiare del broken link building?
Chi può beneficiare del broken link building?

Chi può beneficiare del broken link building?

Il broken link building l’ho citato ieri come tecnica di deep linking, per ottenere link in profondità sfruttando collegamenti interrotti di altri siti.

Ieri anche Alesia Krush (Search Engine Journal) è tornata sul tema con un ottimo corollario di esempi relativi alle tipologie di sito web che potrebbero sfruttare questa tecnica.

Qualche anno fa, avrei quasi scartato a priori questo tipo di approccio: prima dell’era del Pinguino poteva apparire come un ultimo disperato tentativo di acquisire link, dopo aver setacciato tutta la checklist di players/competitors/influencers relativi al settore di appartenenza del cliente.

Oggi invece, partendo sempre dal presupposto che la strada maestra del link building è rappresentata dal contenuto di qualità e da una buona capacità di acquisire e gestire relazioni “sociali”, questa tattica ha acquisito una nuova rilevanza.

Secondo Krush, i proprietari e i webmaster di siti web con link interrotti sono incentivati a colmare le loro lacune (Google assegna un punteggio di qualità basso ai siti che contengono collegamenti interrotti), quindi chi propone a loro di sostituire il link interrotto con un nuovo link funzionante e con contenuti pertinenti e di qualità, non potrà che essere soddisfatto.

Krush sostiene che ne possono beneficiare queste tipologie di siti: blog, e-commerce, fornitori di servizi locali, freelance/consulenti e intermediatori di affari.

Nel suo ottimo articolo descrive 5 diversi esempi (a cui vi rimando), spiegando nel dettaglio quali passaggi seguire per mettersi alla caccia del “link interrotto”.

Qui di seguito vi propongo un unico esempio, più vicino alla realtà locale italiana (incredibilmente sempre più globalizzata!), con l’intento di fornire alcune (spero) buoni consigli per la tua campagna di broken link buiding.

Il nostro caso di studio è unghie-manidifata.it, attività locale vicino alla nostra agenzia.

Immagina di voler acquisire qualche link per questa attività locale, attraverso la tecnica del broken link building.

Che tipo di siti potresti cercare?

1) siti che sono rilevanti per la natura dell’attività commerciale (il tema è la cura delle unghie e il numero dei blog sul tema potrebbe essere interessante)
3) siti che hanno una sezione (o blogroll) dedicata a “siti consigliati”

Centro Estetico e Ricostruzione Unghie

Centro Estetico e Ricostruzione Unghie

In entrambi i casi è meglio considerare solo siti web che non siano dedicati esclusivamente al profitto: es. blog di genere e di teenager (dedicati alla moda, al make-up e alla decorazione delle unghie).

Poi meglio andare alla ricerca dei siti più rilevanti, ovvero di quelli che hanno lasciato un’impronta (e che la lasciano ancora) sulle pagine dei risultati di una ricerca. Per trovarli basta effettuare alcune query su Google con questo schema: “[keywords] blog” oppure “[keywords] blogroll” oppure “[keywords] consigliati” oppure “[keywords]  tutorial” (esisteranno dei “come fare a” anche in questo campo, no?!). [keywords] lo puoi sostituire con le parole chiave che più ti interessano, che nel nostro caso saranno: “ricostruzione unghie”, “decorazione unghie”.

Blog dedicati alla ricostruzione delle ugnhie

Blog dedicati alla ricostruzione delle ugnhie

 

Da questa lista bisogna cercare di capire:
1) quali link hanno un buon valore SEO,
2) se e quanti link interrotti sono presenti.

Per il primo dato, puoi fare riferimento a qualsiasi genere di plug-in che mostri il valore di PageRank di un sito (Google ToolBar PR).
Krush consiglia il plug-in di Firefox SEOquake: in effetti è molto valido per conoscere anche altri dati, oltre al PageRank, come per esempio l’età di un sito, il suo indice Alexa, il numero dei suoi link in entrata.

Per rilevare la presenza di link interrotti è possibile usare un altro plugin (di Chrome) come “Check My Links“, che segnerà in rosso tutti i broken links sulla pagina segnalata. Come si può vedere qui sotto abbiamo trovato subito nei primi due risultati ottenuti nella ricerca sui blog, qualche link interrotto su cui lavorare.

Risultati "Check My Links" (1)

Risultati “Check My Links” (1)

Risultati "Check My Links" (2)

Risultati “Check My Links” (2)

Tutto molto semplice vero ?!

Bene, da qui in avanti comincia il lavoro vero: ovvero prendere contatto con il titolare del blog, metterlo a conoscenza del link interrotto e proporgli di collegare, al posto di un errore 404, il vostro sito. Naturalmente devi proporre un link verso una pagina interna, o un articolo, pertinente con il tema trattato nel collegamento.

N.B. Il broken link building non è (ancora) una tecnica di spam censurata da Google. Potrebbe diventarlo, se comincerai ad abusarne: ovvero ad utilizzarla in modo indiscriminato. Ricordati anche che, prima di convincere Google, devi convincere il titolare del blog interrotto sulla qualità dei tuoi contenuti… 

Se hai già sperimentato questa tecnica dammi un riscontro nei commenti!

 

Una risposta.

  1. Marc ha detto:

    3…2…1…e anche questa tecnica sarà considerata spam da Google! 😀
    Vabbè, in fin dei conti (come avete appena detto voi stessi) è sufficiente non abusarne.

I commenti sono chiusi.