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Buon compleanno Yahoo!, ma non cento di questi giorni!

Buon compleanno Yahoo!
Buon compleanno Yahoo!

Buon compleanno Yahoo!

Yet Another Hierarchical Officious Oracle

Il suo primo nome è stato “La guida di Jerry e David per il World Wide Web“, poi David Filo e Jerry Yang pensarono a qualcosa di più immediato, ma anche rude, selvaggio e sgraziato (cit. Wikipedia): appunto l’urlo che, da allora, conosciamo come Yahoo!

In realtà un acronimo che rende abbastanza bene la funzione che si prefiggeva all’alba di internet: creare un indice per categorie e sotto-categorie di informazioni, con inserimento e recensione manuale di tutte le informazioni relative ai siti web indicizzati.

L’altro ieri Yahoo! ha compiuto diciannove anni e, sul filo dell’adolescenza, si colloca tra i più vecchi motori di ricerca della storia del web: quando nell’aprile 1995 i due studenti di Stanford ottengono il primo finaziamento da 2 milioni di dollari, Google ancora non esiste e il panorama della ricerca è costellato da una miriade di piccoli motori.

I miei ricordi personali cominciano solo dall’anno successivo (1996), quando con un glorioso modem 56Kb collegato alla linea analogica di casa (qualcuno ricorda i rumori dei byte?!), mi buttavo come un surfista inesperto, ma temerario, nel mare del web: i pochi porti di approdo, onde evitare derive nel nulla, erano Lycos, Yahoo! e Altavista.

Fin dalla sua nascita e poi anche negli anni successivi, Yahoo! non è mai stato un indicizzatore automatico: lo scopo di Filo e Yang era quello di creare una mappa gerarchica di informazioni selezionate manualmente.

Un progetto a cui, però terranno fede solo in parte: con l’avvento di Google anche Yahoo! sente la necessità di utilizzare crawlers e per fare questo si affida al motore di AltaVista, fin dal 1996. Prima acquisisce AltaVista come fornitore, poi dopo una “breve” parentesi di partnership con Google tra il 1998 e il 2003, ritorna sulle spoglie di quello che era rimasto di AltaVista acquisendone in blocco motore di ricerca e database. Dal 2009 i risultati di Yahoo! sono forniti, invece, dall’algoritmo di Bing e AltaVista è stata definitivamente dismessa a luglio dell’anno scorso.

Nonostante i ripetuti excursus nel mondo della ricerca comandata dai bots, Yahoo! ha mantenuto per molti anni, in parallelo, anche la vocazione originale. La mole dei dati raccolti nelle sue directories sono paragonabili, per volume, solo ad un altro grande progetto di indicizzazione manuale del web: ovvero l’Open Directory Project di Dmoz.org

Peccato che il modulo per richiedere la recensione del proprio sito web nelle directories di Yahoo! sia stato definitivamente chiuso nel 2008, all’indomani delle dimissioni di Jerry Yang, rassegnate per aver resistito all’impressionante offerta di acquisto lanciata Microsoft per quasi 50 miliardi di dollari.

Parlare oggi di directories e indicizzazione per inserimento manuale è un po’ come trattare dell’epoca dei Sumeri: molti consulenti SEO junior, cresciuti a patatine e convegni di emotional coaching, credo nemmeno conoscano Dmoz. Solo 6/7 anni fa, prima dell’avvento dei social media, essere recensiti in una categoria dell’Open Directory Project era un must, se non addirittura un distintivo di appartenenza.

Se ci pensiamo bene, però la necessità di una recensione editoriale compiuta da umani e per altri umani è quello stesso dannato segnale sociale che anche il nuovo Colibrì di Google va cercando per la rete! L’unica differenza è che ODP, come anche le directories di Yahoo!, venivano considerate autorevoli in modo insindacabile… Ma questo non si può dire (e per fortuna) del miliardo di utenti che cianciano e blaterano su Facebook.

E Yahoo! dove sta andando oggi, dopo aver compiuto il suo diciannovesimo compleanno? L’arrivo di Marissa Meyer nell’estate del 2012, dal campo avversario,  ha rappresentato una buona boccata di aria fresca e, anche di recente, ne abbiamo seguito gli sviluppi.
Dopo il sorpasso di Bing, l’obiettivo principale (seguito da quello secondario di smarcarsi da Bing) è riprendere il controllo delle ricerche verticali, dedicate a servizi specifici come conversione di valuta, prenotazione aerei, treni, etc.

Questo significherebbe puntare su ciò in cui Yahoo! è sempre stato forte: come aggregatore di contenuti, dalla finanza agli oroscopi, passando per i servizi di messaggistica e scambio immagini (messenger e flickr). Per superare Google su servizi più specifici e nelle ricerche su mobile, potrebbe unire la vocazione originaria ad un nuovo sistema di raccolta di segnali dagli utenti, attraverso i social media e le sue piattaforme: magari trovando la strada per quei segnali sociali autorevoli che anche Google sta ancora cercando…