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Scienza e SEO: come applicare il metodo scientifico alla search engine optimization

SEO e metodo scientifico
SEO e metodo scientifico

SEO e metodo scientifico

Possiamo considerare la SEO una scienza?

In che modo può essere applicato un metodo scientifico nell’ottimizzazione per i motori di ricerca?

La risposta affermativa alla prima domanda è di Mark Traphagen (Moz.com), colonna storica dell’agenzia Stone Temple Consulting insieme a Eric Enge.

“Come l’astrofisica insegna, sostiene Traphagen, c’è una parte del nostro spazio occupata da materia oscura“.

“La materia oscura è una parte del tutto non osservabile: non si può misurare, non la possiamo neanche immaginare, ma sappiamo che c’è, perché si possono osservare i suoi effetti ogni giorno sulle cose in termini di massa e di gravità”.

Cosa c’è di più simile, in tutto questo, al campo SEO? Google oppure Bing sono l’antimateria: ne vediamo gli effetti, ma non possiamo vedere cosa succede dentro la macchina e non sappiamo esattamente cosa succeda lì dentro…

Quindi cosa facciamo? Facciamo esperimenti, dice Traphagen.

“Facciamo esperimenti per provare a immaginare come funzioni, per osservarne gli effetti e vedere se, da questi effetti possiamo immaginare dall’esterno cosa succede all’interno”.

Il problema, sostiene Traphagen, è che molti fanno esperimenti, ma non sempre gli esperimenti sono condotti nel migliore dei modi, oppure, in due parole, con metodo scientifico.

In una sintesi estrema ed efficace il co-fondatore di STC sostiene che il metodo scientifico che ha dato i migliori risultati nei secoli è basato su 10 principi:

SEO e Scienza (1)

SEO e Scienza (1 – Ipotesi)

Prima di ogni altra cosa ci sono le ipotesi: la tua ipotesi, dice Traphagen, è la domanda a cui vuoi dare una risposta.
Deve essere una “buona” domanda, molto diretta e devi puntare su qualcosa di molto specifico, come ad esempio: in che modo il tempo di caricamento di una pagina influenza il suo posizionamento?
La domanda su quanto possano influire i segnali sociali sul posizionamento è, invece, troppo generica (sicuramente non una sola domanda) e non ci sono test o esperimenti che possano dare una risposta “in termini precisi”.

SEO e Scienza (2)

SEO e Scienza (2 – Variabile)

Dopo di ché scegli la variabile che andrai a verificare: la variabile deve essere una sola. Per poter osservare effetti sulle sue variazioni (es. KB di una pagina) occorre che sia l’unico elemento a subire modifiche.

SEO e Scienza (3)

SEO e Scienza (3 – Campione)

Il passo successivo è quello di mettere insieme il campione di riferimento: dove raccoglierai le informazioni? Qual’è la loro provenienza?
Secondo Traphagen deve essere sufficientemente ampio, ma non troppo, e il più casuale possibile. Questo significa che la base di dati a cui fare riferimento deve essere sì ampia, ma anche limitata agli obiettivi dell’indagine e il campione deve essere il più eterogeneo possibile.

SEO e Scienza (4)

SEO e Scienza (4 – Controllo)

Per avere il controllo dei risultati occorre tenere un secondo campione di riferimento, identico al primo, dove non  viene manipolata alcuna variabile.
In questo modo possiamo sapere se la manipolazione sul gruppo A produca o meno effetti, e se questi effetti non siano riproducibili, senza manipolazione, sul gruppo B (c.d. falso positivo).

SEO e Scienza (5)

SEO e Scienza (5 – Durata)

La durata del test è indissolubilmente legata all’oggetto dell’esperimento: se vuoi testare quanto tempo Google impieghi a indicizzare sulle SERP un post di G+, basta una giornata… Se invece vuoi osservare fluttuazioni stagionali, il tempo si può dilatare su diversi anni…

SEO e Scienza (6)

SEO e Scienza (6 – Pulizie)

Prima di iniziare ogni sperimentazione bisogna fare le pulizie in laboratorio…
Fuori di metafora, eliminare tutto ciò che potrebbe essere in grado di sporcare i risultati, ad esempio tutte le variabili che non vuoi prendere in considerazione.

SEO e Scienza (7)

SEO e Scienza (7 – Manipola una sola variabile)

Manipola una sola variabile: concetto ripetuto, ma che si colloca comunque nella fase centrale del test. Più variabili si modificano, meno chiara sarà la causa dell’effetto osservato.

SEO e Scienza (8)

SEO e Scienza (8)

La validità statistica dei risultati è centrale nei test: non basta un solo ed unico esperimento. Devi prevedere una sequenza di rilevazioni e analizzare le loro eventuali correlazioni e incidenze significative.

SEO e Scienza (9)

SEO e Scienza (9)

Il metodo scientifico puro richiede la trasparenza: condividere dati, risultati e metodologie.

SEO e Scienza (10)

SEO e Scienza (10)

Se condividi il risultato del tuo lavoro anche altri potranno condurre gli stessi test: in questo modo possono contribuire a confermare oppure a smentire i tuoi risultati. In entrambi i casi i contributo per la scienza è solo positivo!

E tu come la pensi sugli esperimenti in campi SEO? Hai mai pubblicato i risultati dei tuoi test?

Ecco il video integrale di Mark Traphagen.

 

Una risposta.

  1. Uros Djunisijevic ha detto:

    Tutti utilizziamo spesso quest’ approccio senza conoscerlo dettagliatamente. Grazie per le analisi, e’ piu facile riprodurlo con questo “cheatsheet”!

I commenti sono chiusi.