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Come fare pulizia nel proprio profilo di backlinks (1)

Come ripulire il tuo profilo di backlinks (1)
Come ripulire il tuo profilo di backlinks (1)

Come ripulire il tuo profilo di backlinks (1)

Tra i buoni propositi per il 2015, ti consiglio di aggiungerne uno prezioso: pulisci in modo approfondito il tuo profilo di backlinks, rimuovendo tutti tutti i link “cattivi” oppure di “bassa qualità”.

Una buona guida in questo senso ce la fornisce Michiel Heijmans (Yoast), che non ha dubbi al riguardo: la colpa di un cattivo profilo spesso nasce dall’ingaggio di una “sedicente” agenzia SEO, che altro non ha fatto se non acquistare sul mercato (neanche troppo nero) link di ogni specie e, soprattutto di pessima qualità per le linee guida di Google.

“Dopo aver sperimentato cattive pratiche, scrive Heijmans, molti clienti tornano da noi per un’analisi seria sui motivi della caduta”: comprare link a volte può dare soddisfazioni a breve termine, ma nella lunga distanza tutti i nodi vengono al pettine e, quei link maledetti, possono segnare il futuro della tua attività ed eventuali possibilità di risalita.

Una volta messi in circolo link non naturali, non c’è altra soluzione al downgrade, promosso da Google Penguin, che sbarazzarsene con un’azione mirata di ricerca e richieste di cancellazione.

Come trovare cattivi backlinks?

La differenza principale tra un buon link e uno cattivo, scrive Heijmans, è nella qualità del sito su cui si trovano: a volte è facile trovarli, altre bisogna analizzare con cura il sito in cui si trovano per capire se possano avere un impatto negativo sul tuo sito.

Ecco la prima parte di una serie di categorie individuate da Heijmans.

1) Link da un sito web impostato solo per costruire link in chiave SEO

Se un sito web ha tonnellate di articoli privi di coerenza, è molto facile che questo sia un sito che sia stato impostato con l’unico scopo di creare link con altri siti web: Heijmans sostiene che i siti web fatti con il tema predefinito di WordPress (es. il tema Eleven) hanno un’alta probabilità di essere serbatoi di spam.
Si tratta, forse, solo di una congettura, ma un indizio – a volte – può essere prezioso e un controllo in più non lo scarterei a priori.

2) Link dai commenti su altri siti web

Anche su questo blog, i commenti ripieni di spam abbondano: si tratta ovviamente di finti commenti, prodotti da bot (programmi automatici) che ti incensano con complimenti anche troppo generosi: “Ottimo articolo e adoro questo genere di informazioni”, ma quale genere e perchè?

In genere si riconoscono per il taglio impersonale (potrebbero essere riferiti a prodotti di abbigliamento, come a preservativi oppure a snacks per la tua merenda): non lasciarti ingannare e non rispondere. Heijmans racconta di un cliente che perdeva tempo per rispondere ad ogni commento di questo tipo, ringraziando per i complimenti…

I link di questo tipo sono dannosissimi per il tuo profilo (Matt Cutt dixit) e devono essere assolutamente spazzati via dal tuo profilo di backlinks.

Lo strumento di MajesticSEO per controllare il profilo di un link

Heijmans ammette che l’agenzia Yoast fa un largo uso dello strumento di MajesticSEO per analizzare il profilo di backlink di un sito web: la combinazione di Trust Flow e Citation Flow (che sono rappresentati insieme in un utilissimo grafico a dispersione) danno infatti un ottima visione d’insieme sulla qualità del tuo profilo.

Il Trust Flow si riferisce all’autorità del sito analizzato (quello che ha un link verso il tuo sito), mentre il Citation Flow si riferisce al numero dei link che quel sito riceve: i backlink di bassa qualità provengono normalmente da siti web che hanno un basso livello sia di autorevolezza che di citazioni.

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