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Come può esserti ancora utile un consulente seo?

L'utilità di un consulente SEO
L'utilità di un consulente SEO

L’utilità di un consulente SEO

“Mi chiamo George Nielsen, sono un consulente SEO e sono orgoglioso di esserlo”.

Non è terapia di gruppo e, nonostante i numerosi casi di crisi maniaco-depressive scatenate nel comparto black hat seo, sono ancora poche le cliniche convenzionate per le terapie individuali. La medicina moderna, come il pusher dietro l’angolo, consiglierebbe i farmaci: ma il migliore antidoto rimane, secondo il mio modesto parere, proprio l’outing. Anzi ti propongo un nuovo conio: l’outing blogger.

Secondo George Nielsen (Search Engine Journal), l’orgoglio SEO deve essere manifestato a partire da quello che rende speciale e diverso il nostro lavoro, rispetto ad altre specializzazioni nel digital marketing.

La figura dell’esperto di motori di ricerca (SEO Specialist), dopo aver perso reputazione e onore in seguito alla calata dell’esercito dei Panda e dei Pinguini (che hanno scardinato tecniche e meccanismi su cui molti “consulenti” di bassissimo livello hanno speculato per anni), deve essere rivalutata proprio sotto il profilo delle competenze tecniche e del valore aggiunto che è in grado di dare a qualsiasi tipo di campagna di marketing on line.

L’esperto SEO non è il consulente che promette il posizionamento in prima pagina su Google del tuo sito!
Chi propone questo mente spudoratamente almeno su due fronti:
1) potrebbe da un lato (se è furbo) riuscirci con qualsiasi parola chiave o query a bassissima inflazione. La SEO è il gioco più facile del mondo se voglio comparire nelle SERP per le chiavi che scelgo io e non per le chiavi che sceglierà l’utente… 
2) Se invece si tratta di uno spaccone e vuole a tutti i costi trascinarti sulle SERP per le query più inflazionate, finirà per cacciarti nei guai e macchiare in modo permanente il tuo profilo di backlinks: ovvero si rivolgerà al mercato nero dei links per acquistare pagerank truccato, tecnica non contemplata dalle linee guida di Google.

Di che cosa si occupa allora un esperto di SEO ? Qual’è la nostra identità ?
George Nielsen fornisce una spiegazione esaustiva in una sola frase: “la cosa che noi esperti di SEO sappiamo fare meglio, dice citando a sua volta Tom Critchlow, è connettere insieme segmenti di pubblico estremamente attenti.
Una campagna pubblicitaria fatta su canali mainstream come i quotidiani e le televisioni può raggiungere milioni di persone, ma solo una quota molto bassa alla fine dimostra interesse al messaggio: sul web, invece, attraverso strategie di posizionamento sui motori di ricerca si può avere un pubblico concentrato solo ed esclusivamente sul tuo messaggio.

Il metodo per acquisire questo tipo di pubblico, secondo Nielsen, è triplice:

1) Conoscere il tuo pubblico di riferimento
Una volta che hai identificato il pubblico su cui vuoi posizionarti, incomincia a creare contenuto che i tuoi visitatori possano amare. “Fai i compiti a casa, dice Nielsen, ma anche non aver paura di chiedere direttamente a loro cosa vogliono […], insegna qualcosa di nuovo, fornisci prospetti di dati utili oppure risolvi i loro problemi. Cerca di unirti o mescolarti nella conversazione”.

2) Avere un contenuto capace di svettare
Un pubblico estremamente attento può arrivare in diverse forme: blog, facebook, forum, editoriali, etc.
Devi capire come bilanciare al meglio queste sorgenti, sempre con l’obiettivo finale di acquisire un link: lascia stare chi li vende e concentrati sulle situazioni win-win. Tu vuoi il posizionamento di un contenuto e loro vogliono un contenuto stupendo che aumenti le interazioni del loro pubblico. Per raggiungere questo obiettivo il tuo lancio deve risaltare per bene ed essere genuino.

3) Avere la capacità di creare contenuto
Questo è il  punto in cui quasi tutti i SEO si impantanano.
La creazione di contenuto di qualità richiede tempo, pianificazione e risorse. Non è detto che un consulente SEO debba essere per forza anche un grafico o un copywriter.
Si tratta, ovviamente, di un ottimo plus (da acquisire anche in futuro), ma se per il momento la tua massima creatività artistica si esprime con paint oppure consideri il copywriting una pratica di sesso estremo, il consiglio caldo (mio e di Nielsen) è di assumere al più presto almeno uno scrittore e un grafico all’interno del team.

 

3 risposte

  1. Stefano Airoldi ha detto:

    Vero. Bellissime parole!

  2. Stefano Airoldi ha detto:

    Il concetto di “contenuto di qualità” non è più un neologismo nel web, grazie soprattutto a Google e ai suoi criteri d’indicizzazione molto rigidi. Negli ultimi anni, mi sto occupando di SEO copywriting e web content editing, pur partendo da studi umanistici, e il profilo trasversale, fatto di competenze tecniche e creatività, che richiedono il web 2.0 e la SEO, possono essere un ottimo sprone per gli umanisti che non riescono a trovare lavoro in campo editoriale o didattico.

    • Marco Angelucci ha detto:

      caro Stefano, anche il mio background è umanistico, tanto che prima di innamorarmi del web (ormai 18 anni fa) e poi insegnarlo agli altri, pensavo di cambiare il mondo facendo il giornalista. Come te penso che la SEO sia l’incrocio perfetto di arte (nei contenuti) e scienza (nella forma e nei risultati): l’importante è coltivarla cibandosi solo di ottimo nettare…

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