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Come recuperare la Google Authorship perduta – parte seconda

Google+ Authorship
Google+ Authorship

Google+ Authorship

Ho parlato, poco più di un mese fa, di cosa fare se la tua Google Authorship non viene riconosciuta da Mountain View e ti avevo già detto che un account di Google Plus e l’autocertificazione dell’autore da soli non bastano per attribuire la paternità di un articolo e l’aureola di scrittore certificato.

Prima di considerarti un autore, Big G vuole che tu abbia un pubblico (leggi citazioni) e che sia, magari, anche qualitativamente numeroso.

Un meccanismo definito di “Author Rank” perché ricorda un altro famoso meccanismo che guida l’attribuzione di autorità/importanza per qualsiasi pagina web, il PageRank.

Ora Ruth Burr fornisce un altro tassello per risolvere i problemi legati alla Google Authorship, partendo dalla sua personale esperienza come autrice per il blog di eccellenza nel nostro campo: Moz.org.
Scopriamo come prima cosa che il tag “rel=author” sui singoli post di Moz.org non ha funzionato a dovere, per più di due anni, su questo sito!

La prima tip che fornisce copre, infatti un aspetto tecnico che vale la pena di non sottovalutare. “Inizialmente, dice la Burr, la Google Authorship non funzionava correttamente perché i parametri non erano giusti, nel senso che il link alla pagina Google + di Moz.org (n.d.R. quello generale di invito nelle cerchie) sovrascriveva l’author markup di ogni post”. Attenzione quindi: il rel author va assegnato all’autore e non al link che punta alla vostra pagina di G+.

Poi, continua la Burr, “improvvisamente la snippet di ogni autore è sparita dai risultati di ricerca”: questo in contraddizione con l’evidenza del test svolto immediatamente con lo strumento per i dati strutturati delle Google Webmaster Tools. Cos’era successo?

Moz testing authorship

Moz testing authorship

Dalle parti di Moz sono state eseguite molte prove per cercare di risolvere il problema:
a) inserire il tag “nofollow” nei social link che puntavano a Google + di ogni autore,
b) mettere il link direttamente nella firma dell’autore al suo profilo Google +, piuttosto che al profilo personale su Moz.org,
c) aggiungere in Google + i nicknames usati dagli autori…
d) ancorare il link alla pagina di Google+ con il nome e cognome reali dell’autore.

Nessuna azione, per i primi tre punti, ha dato risultati. Solo con l’ultima sono cominciate a ritornare le snippet ricche nei risultati della ricerca.

Google è molto sensibile alla informazione contenuta nella byline, che per intenderci è il famoso “by Nome Cognome” che compare di default sotto ogni articolo. Google è molto rigido su questo punto e quindi, per non mandarlo in confusione (e vedere sparire il tuo nome dai risultati nelle SERP) devi:

1) Usare il tuo vero nome e cognome (lo stesso di Google +) come firma degli articoli, invece di un nickname. Google+ preferisce i nomi reali, perché li ritiene autori più credibili.
2) Evitare di ripetere il “by” più di una volta nella stessa pagina. L’unica byline presente deve essere quella che riporta nome e cognome dell’autore dell’articolo. Bannate le espressioni “commented/edited by Pinco Pallino”, soprattutto se anche lui è registrato come “contributor” allo stesso sito su Google+.
3) Evitare le citazioni di altre persone nel testo precedute da “by” (Ruth Burr ha notato che Big G è sensibile anche a questo).
4) Non fidarti mai troppo di quello che dicono gli “Strumenti per i Webmaster”, come abbiamo visto non sempre sono affidabili.

Cosa ci insegna tutto questo? Che Google è sempre più attento a verificare correttamente l’identità degli autori e, laddove ha dubbi, taglia. Come già annunciato a fine dicembre, di fronte all’aumento vertiginoso di richieste di authorship, Google sta cominciando a mettere qualche paletto, preferendo la qualità alla quantità. E non scordarti che se il tuo blog non ha PageRank, difficilmente potrebbe cominciare ad avere un Author Rank.

Qual’è la tua esperienza con la Google Authorship? Hai una storia come quella di Ruth Burr da raccontare?
Descrivimi anche la tua esperienza e la ospiteremo sulle pagine di questo blog.
P.S. Remember… No guest-blogging for SEO intent 😉