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Come riconoscere una penalizzazione algoritmica da un normale riposizionamento?

Cosa succederà su Google nei prossimi mesi?
Come riconoscere una penalizzazione algoritmica

Come riconoscere una penalizzazione algoritmica

È facile riconoscere una penalizzazione manuale: la notifica dalle Google Webmaster Tools risolve ogni dubbio o, almeno, come la sfinge fornisce un indizio per risolvere l’enigma…

Ma come riconoscere una penalizzazione algoritmica ed essere certi che sia più colpa di un Pinguino, piuttosto che di un Panda oppure ancora un declassamento dovuto a contenuti migliori che ci hanno surclassato?

Nel video di oggi il capo della Webspam di Google, Matt Cutts – ormai monopolista assoluto della comunicazione di Mountain View – affronta la spinosa questione rispondendo ad una domanda di Ed, Londra.

Come posso sapere se il mio sito stia soffrendo a causa di una penalizzazione algoritmica oppure se, più semplicemente, sia stato disarmato da un contenuto migliore?

Cutts parte da una considerazione di fondo: “abbiamo un’enorme quantità di algoritmi che interagiscono tra di loro e, spesso non è facile distinguere tra penalizzazione o variazione nel posizionamento“.

Se pensi che il tuo sito sia stato buttato giù nel posizionamento, Cutts suggerisce di puntare sulle GWT e verificare se è stata ricevuta una penalizzazione manuale oppure se si sono verificati errori nel crawling.

Anche se non richiesto, Cutts ricorda che se sei colpito da una penalizzazione manuale ricevi una notifica dalle GWT. La notifica di solito è accompagnata da un messaggio che ti spiega perché sei stato penalizzato e ti dà un’idea su come fare per correggere la penalizzazione.

Tornando poi sulla domanda posta dall’utente, Cutts dice che “è duro dare una risposta, perché la squadra di Webspam non passa molto tempo a riflettere sulle penalizzazioni algoritmiche. La squadra di Cutts “scrive codice che potrebbe avere un impatto negativo su certi siti, ma lo scopo è il posizionamento più in generale (holistic ranking)”. Quello che il webmaster colpito considera come penalizzazione, dal lato degli utenti di una ricerca può essere considerato un beneficio.

Google ha lanciato circa 665 aggiornamenti nell’algoritmo di posizionamento nel corso del 2012: la frequenza media degli aggiornamenti è giornaliera, ma sono solo pochi quelli che possono avere un certo impatto. Quando questo avviene Google avverte i media e gli utenti dei possibili effetti sulle ricerche: succede di base solo con il Pinguino, algoritmo dedicato alla ricerca di spamming links, che viene lanciato su basi periodiche ed è come un interruttore che si accende e poi si spegne.

La stessa cosa non avviene più con gli aggiornamenti del Panda perchè, ammette Cutts, “il Panda è stato integrato con gli algoritmi di indicizzazione e di aggiornamento degli indici e non è più possibile fissare date precise di aggiornamento“.

Infine Cutts sottolinea che, pur essendo difficile determinare se un posizionamento è il risultato di una penalizzazione o semplicemente di un contenuto povero, la buona notizia è che anche il posizionamento è algoritmico. Questo fa in modo che i webmaster possano cambiare e implementare il contenuto dei loro siti per essere rivalutati da Google e re-indicizzati per un miglior posizionamento.  

Ecco il video integrale di Matt Cutts:

 

2 risposte

  1. Fausto ha detto:

    Scusa Marco, ma l’articolo non svela chiaramente la domnda che hai messo nel titolo.
    Anche Cutts è stato così vago?

    • Marco Angelucci ha detto:

      Purtroppo la fonte è quella che è… la domanda era precisa, la risposta un po’ meno! Dal succo del video si potrebbe però azzardare che Google considera vere e proprie penalizzazioni solo quelle prodotte dal Pinguino (che ha scadenza fissa e viene annunciato mentre corre per la rete), mentre tutte le altre sono solo “riassestamenti per garantire la qualità dell’indice” (quindi ri-posizionamenti).
      Mi rendo conto però che, a volte, non serve solo un traduttore, ma un vero e proprio esegeta…

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