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Come sono testati i nuovi algoritmi di posizionamento sfornati da Google?

Cosa succederà su Google nei prossimi mesi?
Come testare un algoritmo di posizionamento

Come testare un algoritmo di posizionamento

Come si svolge la fase finale della produzione di un algoritmo di posizionamento nei laboratori di Google?

Quali e quanti test vengono effettuati per valutare se le sue possibili evoluzioni producono miglioramenti o meno nella qualità dei risultati di una ricerca per gli utenti finali?

Nel suo ultimo video, in maglietta color panna e con un’abbronzatura meno vistosa, il capo e portavoce della Search Spam di Google, Matt Cutts, spiega come BigG valuta i suoi nuovi algoritmi di ricerca e posizionamento e quali sistemi utilizza per decidere quali tenere e quali buttare via.

La domanda a cui risponde proviene da James Foster (Australia):

Quali sono alcuni dei parametri che Google utilizza per valutare se una iterazione di un algoritmo di posizionamento stia dando risultati di migliore qualità per gli utenti rispetto ad un altro?

Cutts spiega che il processo di valutazione è costituito da tre passaggi.
Prima di tutto l’algoritmo viene testato offline, confrontando come si posizionano i risultati con il nuovo algoritmo e se gli URLs nei risultati siano di qualità migliore rispetto al precedente algoritmo.

Il giudizio di qualità è fondato sulla valutazione assegnata dai search quality raters agli URLs dei risultati precedenti. Se i nuovi URLs non sono ancora stati valutati, Google richiederà a questi valutatori speciali un giudizio sui nuovi URLs oppure di confrontarli con i vecchi risultati della ricerca. Il passaggio alla fase successiva avviene solo quando il giudizio sui nuovi URLs è migliore rispetto a quello sui vecchi URLs.

La seconda fase consiste nel test dal vivo: qui Google prende un campione di utenti reali del motore di ricerca e, solo a questi, fornisce i nuovi risultati prodotti dal nuovo algoritmo. Se Google nota una maggiore frequenza di click sui nuovi risultati, questo potrebbe significare che i nuovi risultati siano migliori di quelli vecchi.
“In generale, dice Cutts, maggiore è il numero dei click su uno specifico risultato e migliore è la qualità di quel risultato

Questa affermazione di Cutts è importante: molti sottovalutano le metriche comportamentali (CTR dalle SERP, visualizzazioni di pagina, frequenza di rimbalzo) come fattori di posizionamento. In questo video Cutts ammette candidamente l’importanza del click-through come metrica di qualità.
Poi si affretta a ripiegare in corner dicendo che il click-through non è una metrica affidabile quando si tratta di spam: “ma lo spam, spiega, noi lo sappiamo riconoscere bene”.

Infine il terzo e ultimo passaggio nel processo di test di un nuovo algoritmo di posizionamento, è quello ufficiale e viene compiuto dal Google Search Quality Launch Committee.

Un nome dal suono piuttosto burocratico e che lascia pensare ad una sorta di “ufficio legale” anti-grane del tipo: verifichiamo inoltre che, con il nuovo algoritmo, non vengano penalizzati troppi brand importanti.

E tu cosa ne pensi? Lascia un tuo commento dopo aver visto il video: