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Cos’è cambiato nei titoli delle pagine dei risultati di Google?

Le migliori pratiche per il title tag
Le migliori pratiche per il title tag

Le migliori pratiche per il title tag

Il redesign della pagina dei risultati è forse una delle migliori novità di stile emerse dal cappello di BigG nel corso del 2014.

Come avrai notato Google ha aumentato di 2 pixel (da 16 a 18 pixel) l’altezza del font dei titoli delle pagine nelle SERP e ha rimosso la sottolineatura: un vero e proprio sacrilegio per i mormoni ortodossi dell’usabilità! In realtà, per tutti i SEO di mondo, queste scelte hanno reso molto molto più chiare e facili da leggere le pagine dei risultati…

Insieme all’aumento dell’altezza dei caratteri, si è presentata anche una novità interessante per i professionisti SEO: sono stati ridotti i caratteri visualizzabili prima della troncatura… Non più 70, come riportano ancora alcune vecchie e impolverate bibbie SEO, ma una misura in pixel (512px) che potrebbe corrispondere circa a 55/60 caratteri.

In realtà, come riporta Tom Schmitz (Search Engine Land), la misura è sempre stata in pixel (e non in caratteri): da quando è stato superato il carattere monospazio (circa dall’abbandono della macchina da scrivere), è risaputo che i caratteri senza grazie (come l’Arial di Google) hanno lettere di larghezze diverse e quindi un testo con molte lettere I, consuma molto meno spazio di un testo con lettere M.

Facciamo un breve riepilogo di quelle che sono sempre state considerate le best practises per i titoli:

1) Metti le parole chiave nella parte iniziale del titolo o il più vicino possibile all’apertura del tag title. Se non resisti alla tentazione di mettere anche il brand nel titolo, lascialo in coda, dopo tutto il resto.

2) Crea titoli leggibili, senza ripetizioni compulsive delle stesse parole (per quanto possano essere rilevanti). Il titolo deve avere un senso compiuto per chi lo legge sulle SERP.

3) Crea un titolo unico per ogni pagina.

I titoli devono piacere agli utenti di una ricerca: questo non è un mantra che serve per immaginare il crawler come una persona, ma un consiglio molto saggio. Sono gli utenti che leggono e scelgono un titolo: sono loro che ti permettono di aumentare il CTR (Click Through Rate), non GoogleBot.

Questa è storia della SEO, veniamo alle novità: il redesign delle SERP di Google

È veramente necessario cambiare tutti i titoli del tuo blog e ridurli da 70 a 55 caratteri?

Secondo Schmitz non devi fare tabula rasa di tutti i tuoi titoli: il consiglio che fornisce è quello di osservare le visualizzazioni e i click ottenuti su GWT, prima e dopo il cambiamento operato da Google nella settimana del 10 marzo 2014.

Il cambiamento non ha avuto nessun impatto sulle posizioni nelle SERP, l’unico aspetto che potrebbe essere variato è il CTR: solo se hai notato, dal 10 marzo in poi, una decrescita dei click conviene incominciare ad effettuare qualche modifica.

Inoltre c’è un altro fatto: nelle SERP vengono mostrati solo 512 pixel dei tuoi titoli, ma l’algoritmo di posizionamento prende in considerazioni l’intero tag di titolo (compresa quindi la parte non visualizzata).

La parte visualizzata del titolo non sempre corrisponde con il titolo dal suo reale incipit: se una query di ricerca si combina meglio con parole che si trovano all’interno del titolo, Google mostra solo quella porzione, che potrebbe trovarsi anche in mezzo oppure alla fine di un titolo molto lungo.

Infine c’è un nuovo fattore, su cui ieri è intervenuto direttamente anche Matt Cutts in persona: alcune volte Google crea un nuovo titolo completamente nuovo per le SERP piuttosto che utilizzare il tag title corrente.

In un video pubblicato due giorni fa, Cutts spiega che l’intenzione di Google è quella di collocare nei frammenti delle SERP un titolo che si combini abbastanza bene con la domanda posta dall’utente: il tutto nell’ottica di favorire sia chi effettua una ricerca, sia gli stessi proprietari dei siti web (grazie al migliore CTR di un buon titolo).

I criteri per un buon titolo secondo Google sono questi:

1) Deve essere relativamente corto.
2) Deve fornire una buona descrizione della pagina e, idealmente, di tutto il sito che ospita quella pagina.
3) Deve essere rilevante rispetto alla query di ricerca.

“Se il tuo tag title rispetta questi criteri, ammette Cutts, allora è molto probabile userà il tuo titolo.
In alternativa Google potrebbe usare:

a) una porzione del contenuto presente nella tua pagina;
b) il testo ancorato di link che puntano alla pagina;
c) il titolo utilizzato nell’Open Directory Project.

Ecco il video con i nuovi spunti di Matt Cutts: