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Google aggiorna l’algoritmo di ricerca per combattere la “pirateria” informatica

Google e la "pirateria"
Come Google combatte la "pirateria"

Come Google combatte la “pirateria”

Nello stesso giorno in cui scopre un primo rallentamento nella crescita dei guadagni dagli annunci a pagamento (solo un +17%, contro il 20% registrato lo stesso quadrimestre del 2013), Google decide di rilanciare la propria lotta personale contro la pirateria informatica con nuove forme di annunci a pagamento, c.d. PPC (Pay-Per-Click).

“Come Google combatte la pirateria”: è il titolo del rapporto pubblicato per la prima volta nel 2013, aggiornato proprio ieri, e contiene alcuni dettagli sui modi in cui l’azienda respinge la pirateria che si potrebbe annidare tra i suoi servizi (scagli la prima pietra chi non ha mai digitato “.torrent +qualchecosa”…)

La nuova versione comprende tutti gli aggiornamenti e le strategie che Google ha sviluppato nell’ultimo anno ed è possibile scaricare la sua versione integrale in formato pdf.

La lotta alla pirateria, secondo Matt Southern (Search Engine Land), passerebbe attraverso un nuovo formato di annunci.

Google ha già testato nuovi formati di annunci, all’interno dei risultati di ricerche su query relative a film e brani musicali.

L’idea, sostiene Southern, è quella di condurre l’utente che ha compiuto la ricerca verso fonti “sicure” e dove possa acquistare in modo legittimo la canzone, il libro oppure il clip richiesto.

Per le ricerche che contengono parole come “download”, “gratis”, “guarda video”, Google ha iniziato a mostrare annunci che portano gli utenti su fonti commerciali come Amazon, Google Play (guarda chi ti trovo…) e Netflix.

Più che un colpo alla pirateria, sembra una lisciata abbastanza diretta in soccorso alle corporation più imponenti nel settore media.

Ma puoi stare tranquillo, non si tratta di una cosa importante: Google sostiene che si tratti di un numero “relativamente piccolo” di query…

Ecco un esempio di risultato postato da Southern:

Dalle SERP ai "consigli per gli acquisti"

Dalle SERP ai “consigli per gli acquisti”

Google ha sperimentato un sistema simile anche per gli annunci laterali: per ricerche di album musicali e video, gli annunci saranno diretti verso “sorgenti legittime” per poter acquistare e scaricare il file. Al momento queste novità sono solo per il mercato USA, l’Europa (che non ha attori monopolisti e dominanti in questo mercato) dovrà aspettare ancora un po’.

Non è una novità dell’ultima ora il fatto che Google abbia incominciato a declassare i siti che ricevono un numero elevato di richieste di rimozione di contenuto fondate sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act), la legge americana per la tutela dei diritti digitali: il primo aggiornamento in questo senso risale ad agosto 2012.

Ora Google ammette di aver migliorato l’algoritmo che processa l’acquisizione di queste informazioni, per dare un taglio ancora più netto a tutte le possibili attività di pirateria informatica on line: secondo Southern, il nuovo aggiornamento avrà effetti di rilievo sui risultati e sul posizionamento di alcuni siti, almeno tra i più famosi, nel settore “free”.

Questo aggiornamento non sarà solo per il pubblico americano, ma globale e comincerà a correre a partire dalla prossima settimana.