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Google Authorship: rimossa in modo definitivo dai risultati della ricerca

Google + spezzato in due
Google Authorship, rimozione completata

Google Authorship, rimozione completata

La festa era finita già due mesi fa, ma uno spicchio di authorship era rimasto in piedi… Niente di che, se non il nome dell’autore con la data della pubblicazione.

John Mueller (Google Webmaster Trends Analyst) ha confermato che Google rimuoverà dai risultati di ricerca ogni informazione correlata all’autore.

Prima di scatenarti nella tua dietrologia facile, ecco il motivo ufficiale riportato da Matt Southern (Search Engine Journal): “sfortunatamente, ha scritto Mueller, “abbiamo constatato che queste informazioni non erano poi così utili come speravamo per i nostri utenti e addirittura distraevano dalla lista dei risultati”.

La spiegazione di Mueller può essere valida se il tema è la fotografia dell’autore (che potrebbe anche essere una fonte di distrazione rispetto agli annunci, solo secondo voci maligne): ma non credo che il nome dell’autore e la data di pubblicazione dell’articolo possano essere privi di utilità e, soprattutto, di disturbo per la user experience

Secondo Mueller, comunque non te ne accorgerai nemmeno: se è vero che lo snippet arricchito non ha mai aiutato il traffico verso le tue pagine (n.d.R. conservo ancora pile di articoli in archivio, dove quasi ogni esponente in materia sosteneva l’esatto contrario), allora qual’è il problema? Se il traffico non è mai aumentato, significa che non potrà neanche diminuire (forse era battuta per ridere, come quelle di Matt Cutts).

La caduta dell'authorship

La caduta dell’authorship

Attenzione però, anche nelle pessime notizie c’è uno spiraglio di luce (o la carota dopo la bastonata?).

Mueller assicura che Google continuerà a ritenere importante i dati stutturati (o micro-data) e schema.org: questi tag, dice Mueller, aiutano tutti i motori di ricerca a comprendere meglio il contenuto e il contesto di una pagina sul web e (questa è la carota) continuerà ad utilizzarli per mostrare rich snippet nei risultati della ricerca.

E poi non è ancora ora di buttare il vostro account personale di Gooogle+ (esatto quello che hai aperto proprio per testare la Google Authorship): con un po’ di autorevolezza nelle tue cerchie e se le tue pagine sono rilevanti con le query digitate nelle ricerche, puoi ancora sperare di comparire nei risultati personalizzati delle persone che ti seguono.

Quindi addio alla facce?! Forse per fare strada ai prodotti?!

Cosa ne pensi della rimozione dell’authorship? Sei triste? Pensi che abbia già fatto il suo tempo? Oppure aspetterai sulla riva del fiume i cadaveri di tutti gli autori che ti hanno superato sulle SERP?

 

2 risposte

  1. Valerio Pezzano ha detto:

    Ciao Marco,
    sinceramente queste parole di Matt non mi convincono molto, anche perchè secondo me l’autorship era perfetta. Ogni scelta che prendono deriva sempre dalla loro voglia di aumentare i profitti… Distoglieva attenzione si, ma dagli annunci Adwords!

    • Marco Angelucci ha detto:

      ciao Valerio, parla Mueller, non Cutts, ma fa poca differenza. Può essere che, in questa scelta, Google abbia lasciato pendere la bilancia dalla parte del profitto… Ma, detto tra noi, le faccine non erano poi così di aiuto all’esperienza di un utente che ricerca informazioni (suscitando tra l’altro invidia e comportamenti “riprovevoli” da chi non era riuscito a ottenerla…).

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