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Google Hummingbird colpisce il link building?

Google hummingbird e il futuro del link building
Google hummingbird e il futuro del link building

Google hummingbird e il futuro del link building

Il Panda ha schiacciato il contenuto pessimo, il Pinguino ha congelato i link di bassa qualità. Si può dire che il Colibrì stia divorando l’attività di link building ?

Abbiamo già scritto che Hummingbrid non è stato un semplice aggiornamento dell’algoritmo. Si è trattato di un vero e proprio cambio di motore (come nella formula uno), per rendere il motore di ricerca più veloce e più preciso.

Da qui in in poi, come ha annunciato Google nel suo 15° compleanno, ci saranno molti aggiustamenti successivi.

A differenza di altre revisioni dell’algoritmo, Google non ha presentato la novità per castigare, correggere o indirizzare la comunità SEO. Ha concentrato tutta l’attenzione su come stia cercando di rendere migliore la vita di tutti, migliorando prima di tutto l’esperienza dell’utente.

Vanno effettivamente in questa direzione, sia gli aggiornamenti del grafico Conoscenza (confronti e filtri), che le Conversational/Cross-Platform Search e il miglioramento dell’esperienza mobile.

Visto in questo modo, Hummingbird è un altro passo avanti, forse quello più grande, nella direzione che Google, dalla nascita, ha sempre mantenuto: restituire agli utenti i risultati migliori in assoluto e nel modo più veloce possibile.

Uno degli obiettivi del Colibrì è quello di avere una migliore comprensione del significato delle parole espresse in una query di ricerca e restituire i risultati più rilevanti: un esempio su tutti, se cerco “pasta con il ragù” da una postazione desktop di casa potrebbe significare che sto cercando una ricetta per cucinare la pasta, mentre se effettuo la stessa ricerca da uno smartphone potrebbe significare che sto cercando una rosticceria o un minestraio da asporto.

Questo significa che l’obiettivo di ogni esperto di SEO, con lo sguardo proiettato nel futuro, non ha bisogno di cambiare. La missione chiave rimane sempre la stessa: dare agli utenti di un motore di ricerca quello che stanno cercando, in modo veloce e senza ostacoli.

Il colibrì non colpirà il link building, ovvero ogni attività mirata a ottenere back-links.

Il link building rimarrà vivo e vegeto, ma è probabile che la definizione stessa di link building potrebbe evolvere e includere in questa attività, non solo la ricerca materiale di blog, directories e dispensatori di articoli, ma anche la costruzione di una rete di pubbliche relazioni per ottenere feed back positivi (o in modo più moderno, social signals) e quindi citazioni in senso proprio.

Esempio di link building

Esempio di link building

Inoltre c’è anche un altro punto a favore del link building: il PageRank. Cuore, non più segreto, dell’algoritmo di Google, il PageRank rimane, secondo Danny Sullivan, uno dei 200 fattori che il Colibrì usa per determinare i risultati di una ricerca.

Ma, nonostante tutto, ci saranno diverse novità. Hummingbird non cambia nulla in modo diretto, ma indirettamente stravolgerà ogni cosa.
Il link building fine a se stesso, ovvero la raccolta indiscriminata di links da ogni possibile fonte (blog o directories che siano) finalizzata a ingannare Google riguardo alla popolarità a all’autorevolezza di un sito web, non avrà più futuro.

Il colibrì infatti rende, ancora una volta, l’utente finale l’obiettivo assoluto dei risultati di una ricerca. Fare incetta di links verso pagine con un contenuto di scarsa qualità non porterà più ad alcun risultato: se Google noterà un’alta frequenza di rimbalzo oppure l’assenza completa di condivisioni sui social networks, non darà alcun peso anche a migliaia di links costruiti intorno a quelle pagine.

Il link building dopo Hummingbird dovrebbe essere concentrato più sulla qualità che sulla quantità dei links e deve avere come obiettivo finale quello di dare un reale valore aggiunto agli utenti che seguono quei links. Ogni esperto (o presunto tale) di SEO dovrebbe chiedersi: il nostro sito è migliore rispetto ai links che stiamo cercando di ottenere?

La ricetta è la stessa che, in questi anni, è stata data dopo il Panda e il Pinguino: per ottenere una buon posizionamento una pagina deve avere: contenuti di qualità, scritti per incontrare richieste specifiche (se non di nicchia) e per conservare, nel lungo periodo, autorevolezza in materia.
Solo dopo aver sviluppato un contenuto fantastico si può incominciare a costruire una strategia di link building su queste basi:
– consigliare la lettura di questo contenuto agli addetti ai lavori più vicini a voi
– proporre il contributo alle comunità on line più rilevanti nel settore
– chiederne la condivisione sui social networks
In questo modo è possibile cominciare a guadagnare, in modo passivo – quindi naturale, back-links che potranno avere, anche nell’era del Colibrì, valore di PageRank.