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Google Hummingbird: il nuovo algoritmo leggero come un colibrì

Google Hummingbird: 10 mesi dopo
Google Hummingbird - Il colibrì di Google

Google Hummingbird – Il colibrì di Google

Ancora una volta sono gli animali a rappresentare le novità di Google. Dopo il Panda e il Pinguino è la volta del Colibrì.

Tutti animali dall’apparenza innocua, indispensabili all’eco sistema, ma come ogni nuova specie di algoritmo sarà in grado, ugualmente, di scatenare nuove ansie negli specialisti SEO, sia di black che di white hat.

Sgombriamo subito il campo per tutti gli specialisti della frode e che, per fortuna, non sono sopravvissuti al Panda e al Pinguino: il Colibrì non è un algoritmo di igiene e salute pubblica.

Possiamo dire che è un vero e proprio cambio di motore, paragonabile solo a Caffeine, lanciato ormai più di tre anni fa, con l’intenzione di rendere più immediati e freschi i risultati per gli utenti.

Come cambierà realmente il modo in cui verranno indicizzate le informazioni e posizionati i risultati della ricerca? L’annuncio ufficiale di Google è stato dato solo ieri e, a quanto si è appreso, il nuovo motore è in funzione già da un mese. Sicuramente è ancora presto per fare valutazioni, ma forse la metafora usata da Google può fornire alcuni indizi: “preciso e veloce come un Colibrì“.

Un contenuto preciso è anche un contenuto di qualità e viceversa: ergo, la qualità dei contenuti rimane sempre al centro dell’algoritmo di Google. Sulla velocità, invece, le conclusioni di Google non hanno a che fare solo con il fattore tempo. Le risposte devono essere veloci e fornite direttamente all’utente, senza mostrare alcun elenco di risultati e di link.

Seguendo questo link (https://searchengineland.com/googles-impressive-conversational-search-goes-live-on-chrome-160445) è possibile farsi un’idea di cosa Google intenda per Conversational Search. A domanda vocale, Google risponde fornendo la risposta precisa, al posto della lista dei risultati.

Si tratta ovviamente di un grande risultato nel campo della semantica, ma senza lista di risultati… che fine farà la SEO? Secondo Danny Sullivan non c’è nulla di cui preoccuparsi.

La portata di questi risultati non può incidere su un business che non è nato per dare risposte a domande di storia, geografia e cultura generale. Solo se la domanda di un bene o un servizio commerciale è altamente specifica e localizzata (es. Dove trovo un calzolaio riparatore a Castel San Pietro Terme), il motore di ricerca potrà fornire un solo risultato.

In tutti gli altri casi Google continuerà a mostrare una lista di risultati, per poter soddisfare nel miglior modo possibile la query dell’utente.

Con buona pace dei suoi detrattori, la SEO non è morta. Anzi, ancora e più di prima, rimarrà fondata sulla qualità dei contenuti e sulla qualità dei link ricevuti. La nuova sfida sarà la precisione: un contenuto dettagliato, ben localizzato e seguito da una comunità attiva e reattiva, volerà leggero e sempre più in alto nei risultati delle SERP.