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Google Zebra: a muso duro contro lo spam nei siti e-commerce

Aggiornamento Google Zebra
Aggiornamento Google Zebra

Aggiornamento Google Zebra

Per alcuni il nome è nuovo, ma per alcuni appassionati dello Zoo di Google potrebbe non essere una new entry: dalla savana africana, sono quasi otto mesi che l’aggiornamento Google Zebra è atteso dalla comunità SEO e pare che si abbatterà, quanto prima e con tanto di zoccoli, sui siti di e-commerce.

È stato Matt Cutts, a margine di un convegno nella primavera di quest’anno a dare l’annuncio ai corrispondenti dei media specializzati nel search marketing: “Ci sarà un altro potenziale lancio più avanti quest’anno, o forse anche prima, ed avrà a che fare con la qualità dei negozi on line: dobbiamo fare un lavoro migliore, perché non vogliamo che negozi con una esperienza utente di pessima qualità possano posizionarsi nei risultati.

Matt Cutts ovviamente non ha detto nulla su come Google selezionerà i negozi pessimi, ma gli indizi che ha lanciato sono piuttosto indicativi: l’esperienza utente è una caratteristica di stuttura e riguarda l’architettura dei link e dei contenuti di un sito e-commerce.

Già in aprile, Bernadette Coleman (Search Engine Journal) sosteneva che erano sufficienti i riferimenti alle Linee Guida di Google, aggiornate nel mese di novembre 2012 con un capitolo dedicato alla qualità dei negozi on line.

Google Shopping

Google Shopping

Sotto il titolo “Come riconoscere un vero negozio“, Google consiglia di verificare che sia presente almeno:

1) un link fisso in ogni pagina del sito a “il tuo carrello”,
2) un carrello della spesa che si aggiorni quando si aggiungono articoli,
3) il diritto alla restituzione presso un indirizzo fisico,
4) un calcolatore delle spese di spedizione che funzioni,
5) un link alla “lista dei desideri” o più semplicemente un link per posticipare l’acquisto di un articolo,
6) un modo di seguire il track di una spedizione,
7) un form di contatto che funzioni,
8) un registro degli ordini evasi che funzioni.

La Coleman sottolinea inoltre quanto sia importante la localizzazione del negozio on line: nonostante stiano diventando sempre più frequenti gli acquisti effettuati con transazioni direttamente online, molti consumatori preferiscono acquistare presso negozi online che hanno anche un indirizzo fisico di riferimento, magari nelle loro vicinanze.
È chiaro che questo rappresenta un plus per il vostro business e non certo per Google! Per Google i venditori affidabili sono quelli che aderiscono alla rete partner: notare nella figura qui sopra su chi è puntata la freccia…

Poi appena ieri, dopo 8 mesi di silenzio, a lanciare un nuovo allarme tra webmaster e i venditori on line, è stato nuovamente lo stesso Search Engine Journal per mano di Michael Campolattano, che – con una certa ironia – dà ormai per sicuro il lancio imminente di Google Zebra.

“Essenzialmente, dice Campolattano, la missione dell’agente Zebra è quella di ripulire la comunità mondiale del commercio elettronico dalla feccia dei venditori di bassa qualità. Con la crescita esponenziale ogni mese delle vendite on line, è solo una questione di tempo e i G-Men svilupperanno piani per speculare sulla nostra dipendenza dall’e-commerce. Google ha fatto sparire i risultati [per keywords] della ricerca organica come fossero testimoni al processo contro i Gambino, per proteggere il suo impero di pubblicità a pagamento e obbligare tutti a incorporare la SEM (presenza a pagamento) nelle loro strategie”.

“Google, aggiunge polemicamente Campolattano, sta accelerando verso un sistema di risultati non intenzionali, basati sulla rilevanza e sulla qualità di siti che offrano un valore aggiunto al suo mercato, abolendo anche solo il pensiero di un posizionamento basato su parole chiavi pertinenti. Tutti siamo convinti che almeno il 70% dei siti web siano contenitori di spazzatura, ma non siamo sprovveduti come Papà-G vorrebbe…”

Insomma secondo gli analisti del Serch Engine Journal, dietro i movimenti Google sul posizionamento dei siti di commercio elettronico, ci sarebbe una strategia di Mountain View per trasformare la ricerca naturale in una succursale del servizio Google Shopping (servizio che è diventato gradualmente a pagamento), dove il bollino di qualità potrebbe diventare quindi la ricevuta di un pagamento.

Speculazioni?!? Solite trame di terrore per guadagnare una notizia oppure una pletora di commenti pro e contro?!

Se questo è il gioco vi offro altre due questioni, su cui speculare o semplicemente riflettere:

1) E se Google Zebra (nome applicato dagli “analisti” e non da Google, che lo chiama “Merchant Quality Update”) fosse già tra noi? L’aggiornamento Colibrì è partito nel mese di agosto, senza nessun annuncio ufficiale. Solo a fine settembre, vicino al suo 15° compleanno, Google lo ha rivelato al mondo…

2) E se Google Zebra fosse effettivamente diretto a rilevare la qualità della navigazione e dei contenuti degli shop on line?

Del resto la Zebra, come il Pinguino e anche il Panda, non sono stati scelti tra gli animali più feroci dello Zoo: tutti hanno i loro predatori e anche la Zebra potrebbe arrestarsi di fronte al leone. E il leone che immagino potrebbe essere un sito di e-commerce con:

a) una velocità di caricamento superiore alla media
b) un sistema di navigazione chiaro, evidente e coerente
c) un motore per la comparazione dei prodotti
d) i tag predisposti per la ricerca semantica
e) autori/editori certificati con authorship di Google

Se anche tu hai avvistato la Zebra… scrivi il tuo commento e descrivi il tuo incontro ravvicinato per i nostri lettori!