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Il futuro del pagerank: verrà una nuova SEO e sarà senza backlink?!

Un futuro senza link
Un futuro senza link

Un futuro senza link

Come ti avevo anticipato riportando l’ultimo video (apprezzabile) di Matt Cutts, capo della Search Spam di Google, la profezia di una SEO senza backlink ha gettato scompiglio e sollevato polveroni.

Qualcuno si è limitato a definirle laconicamente: “cazzate”. Altri hanno tentato di mettere in piedi qualche nota argomentativa migliore, ma tutto sommato l’intero mondo SEO si è schierato con il fronte pro-burla: una bischerata di Cutts, a dirla con il fiorentino nazionale, per svegliare e agitare il botteghino dei prossimi super summit di esperti mondiali.

Se vuoi sapere cosa pensano 13 esperti di fama internazionale sul tema, Search Engine Journal li ha intervistati tutti e pubblicato in un unico rotolo il loro pensiero.

Riassumendo il pensiero di molte belle teste, tra cui Rand Fishkin, Eric Enge e Aaron Wall: Google non ha perso la testa e, nell’immediato non perderà nemmeno il cuore del suo algoritmo. Quello che è certo è che si sta muovendo per studiare diverse strade per comprendere il web e la sua qualità.

I link non sono sputtanati da ieri: il Pinguino ha già compiuto da poco il suo secondo compleanno e basterebbe questo per intuire quanto poco Google si possa fidare dei link e, soprattutto, dei link builder! Ma arrivare ad eliminare i link solo perché sono tutti sporchi, sarebbe come arrivare ad eliminare il denaro, solo perché è il principale veicolo delle speculazioni finanziarie… Una tesi forse un po’ estrema e buona giusto per una comunità hippie o per gente abituata a essere guidata con il bastone, piuttosto che con l’intelligenza (infatti i russi con Yandex stanno già provando l’ebbrezza di un motore di ricerca senza backlink).

Chi studia un’alternativa ai backlink dovrebbe porsi seriamente il problema di come affidare ad un robot, la scelta tra contenuti di qualità e contenuti “buoni” solo da mettere sul pavimento prima di incominciare a imbiancare casa.

Di sicuro non possono bastare i “segnali sociali“: sarebbe come cadere dalla padella alla brace. I social networks sono ricolmi di cazzate, in senso proprio, e non è possibile dare credito di autorevolezza solo a chi sa mettere insieme migliaia (o centinaia di migliaia) di fan, followers e accerchiati… Sarebbe un bruttissimo colpo per la libertà e l’orizzontalità della rete: un ritorno ad un passato oscuro dove pochi media (appunto di massa) nascevano con il compito di educare, evangelizzare un popolo stordito e senza strumenti per coltivare l’intelligenza individuale.

Non mi piace nemmeno l’alternativa suggerita da Brett Tabke che propone a Google di sostituire i backlinks con un esercito di revisori manuali addetti all’assegnazione di un punteggio ai contenuti del web per poi associare, ai risultati prodotti da questa intelligenza distribuita, un algoritmo basato sul comportamento degli utenti.

A pensarci bene un algoritmo basato sul comportamento degli utenti non è altro che l’altra faccia di un risultato che porterebbe alla stessa massificazione della cultura e della conoscenza, di cui sopra. Ecco di nuovo lo slogan trito e ritrito delle teorie delle comunicazioni di massa: “dai al pubblico quello che vuole il pubblico”… Un salto indietro non di cento anni, ma di cinquanta sicuramente!

Cosa serve allora per impedire a Google di invertire la rotta sui backlinks?! Personalmente sono convinto che le uscite pubbliche di Matt Cutts non siano mai buttate a caso: anche se non ami il personaggio, devi ammettere che è sempre capace di far discutere e aprire ogni volta fiumi di dibattiti intorno alle sue brevi lezioni.

L’uscita di Cutts è stata una buona lezione per tutti ed è servita a far riflettere sul ruolo dei links e su quale futuro si possa prospettare con un algoritmo senza link: se anche a te è sceso un brivido per la schiena, credo che da oggi in avanti sarai molto più consapevole dell’importanza che hanno i backlink e di quanto siano da biasimare e combattere (senza sosta) tutti coloro che ogni giorno se li mettono sotto i piedi, vendendo pagerank, creando script per generare link e commenti innaturali o semplicemente adottando tecniche che snaturano il ruolo del link come giudizio positivo dato da un utente, da un webmaster, da un blogger ad un altro suo pari!

E tu cosa ne pensi?

 

2 risposte

  1. Daniele Carollo ha detto:

    […eliminare i link solo perché sono tutti sporchi, sarebbe come arrivare ad eliminare il denaro, solo perché è il principale veicolo delle speculazioni finanziarie…]

    O come eliminare i guest post solo perché sono per molti diventati uno strumento per ottenere, tanto per cambiare, proprio questi link? 🙂

    Lo spunto è voluto, per dire che mi ricorda un po’ il dibattito scatenato dopo il suo ultimo video sui SEO guest post. Non credo Google possa mai davvero eliminare uno strumento così importante come i link…ma Cutts può sicuramente continuare a fare quello che ha sempre fatto: cercare di spaventare e mettere all’erta un po’ tutti.

    Ci riesce? Non quanto lui vorrebbe, ma secondo me già abbastanza.

    • Marco Angelucci ha detto:

      Ciao Daniele, chiedi alla mia amica Ann Smarty (myblogguest) se è d’accordo sulla “bufala” del guest blogging… Purtroppo su quello non scherzava e qualche capro espiatorio c’è cascato dentro!

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