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Gli ingredienti per (ri)conquistare e mantenere la Google Authorship

Google+ Authorship
Ingredienti per la Google Authorship

Ingredienti per la Google Authorship

Chi ha avuto l’illusione del risultato con authorship (l’immagine dell’autore a fianco dei risultati della ricerca) e poi se l’è visto scippare con forza, è stato indubbiamente travolto da quella che molti analisti hanno chiamato Authorshipocalypse.

In realtà il giro di vite di Google, sui risultati con l’etichetta dell’autore, era già stato previsto a ottobre dell’anno scorso e direttamente dalla viva voce di Matt Cutts, capo della Search Spam. Come riporta Jim Yu (SEL) dal PubCon, Cutts aveva parlato a ottobre di futuri miglioramenti ai risultati con authorship, e a dicembre tutto si è tradotto in una stretta brutale sugli stessi risultati.

Questo aggiornamento dell’authorship, secondo Yu, è concentrato sulla qualità dei contenuti e sull’autorevolezza dell’autore: dove una qualità alta su entrambi gli aspetti, sarebbe favorita nei risultati.

Ecco le parole testuali di Matt Cutt a Las Vegas:

“Vogliamo essere sicuri che le persone che mostriamo come autori siano autori di alta qualità: per questo stiamo cercando un modo di restringere il campo. Se riduciamo la quantità di authorship, intorno al 10/15%, potremmo essere capaci di aumentare radicalmente la qualità degli autori che mostriamo.
L’authorship deve essere un segnale per chi effettua una ricerca e per l’utente che dirà: “Ho già visto questa foto e questa persona è l’autore: quindi è qualcosa di cui mi posso fidare”.

Che impatto ha l’authorship sul click-through ?

Negli ultimi anni molte analisi hanno messo in evidenza l’aumento del CTR (frequenza dei click) correlato ai risultato che mostrano una rich snippet: se consideriamo anche l’authorship una forma di rich snippet, dice Yu, dovremmo aspettarci un risultato altrettanto sfavillante. Ma invece non è così…

Prendetela come un premio di consolazione: secondo uno studio di BrightEdge (Jim Yu è il CEO), “i risultati con authorship non hanno performance migliori rispetto ai risultati classici“.

Tra la prima a la sesta posizione, i risultati con authorship hanno performance migliori solo del 12% rispetto ai tradizionali. Tra la settima e la decima, invece i risultati con etichetta peggiorano con un’incidenza di circa il 33% sul CTR.

A proposito di authorship: cinque cose da continuare a fare e tre cose da ricordare

Cosa fare quindi per aumentare le probabilità di alzare questo tipo di risultato per una ricerca?
Ci sono poche cose sicure, secondo Yu: la prima è che “autorevolezza, connessioni socali e contenuto di qualità continueranno a camminare, mano nella mano, per conquistare maggiore rilevanza dei risultati di una ricerca“.
Cutts ha detto un’altra cosa importante a Las Vegas: un +1 non è solo un numero, ma un segno di autorevolezza ovvero se sei una persona che vale la pena ascoltare, allora anche i motori di ricerca penseranno che sei degno di essere ascoltato.

Ecco i 5 punti proposti da Yu e su cui devi concentrarti quando ottimizzi i tuoi contenuti per risultati con authorship.

  1. Sviluppa una competenza e un’autorevolezza verticale (altamente specializzata), quindi condividila attraverso contenuti originali e di qualità (assicurandoti anche di aver applicato correttamente i tag author o publisher)
  2. Fornisci il tuo contributo con regolarità a siti web del tuo stesso settore per poter associare la tua firma a contenuti di qualità su un argomento specifico
  3. Giudica tu stesso quali siti possano avere la qualità sufficiente per poter contribuire come autore. Dall’altro lato, come editore, non accettare qualsiasi autore anziano. Utilizza, in sostanza, le migliori pratiche conosciute per il guest blogging: contribuisci oppure accetta solo contenuti di qualità.
  4. Fai uno sforzo per pubblicare il tuo contenuto su G+ e interagisci con altri post nella tua stessa area: commenta, rispondi e condividi.
  5. Assicurati di avere nelle tue cerchie persone e autori autorevoli nel tuo campo.

“Ricordati sempre, su questo Yu non ha dubbi, che Google premia i contenuti di qualità provenienti da fonti autorevoli“.
Per aumentare la probabilità di risultati con authorship del tuo sito, come editore di contenuti , devi assicurarti che:

  1. Il contenuto fornito dall’autore sia buono.
  2. L’autore pubblichi con regolarità sull’argomento
  3. Il contenuto abbia buone performance (fattori di interazione)

Il primo punto è essenziale. Il primo punto in combinazione con il secondo è esattamente quello che Google vuole premiare, mentre il terzo punto fornisce ai motori di ricerca qualche indizio aggiuntivo sul peso dell’autore.

Acquistare autorevolezza, secondo gli ultimi e i prossimi sviluppi dell’algoritmo di Google, significa sviluppare una riconoscibilità non solo sui motori di ricerca, ma anche nelle interazioni sociali: ovvero “diventare parte, come dice Yu, di una conversazione on line dove il tuo brand personale rimanga in cima ai pensieri delle persone e dei motori di ricerca”.

 

Una risposta.

  1. Alessandro ha detto:

    Eccellente! Provvedo subito a condividere sui miei social!

I commenti sono chiusi.